Partiamo dalla fine. In tanti, purtroppo, quando leggeranno articoli come questo,
https://www.ilmeridianonews.it/…/giugliano-villaricca-e-no…/
diranno “come si fa a criticarli? Si vede che devono mangiare!”

COME SE TUTTI GLI #ImprenditoridellaBellezza CHE RISPETTANO LE REGOLE NON AVESSERO LO STESSO PROBLEMA.

Siccome ODIO PROFONDAMENTE chi se ne sbatte delle regole e fa sentire idiota chi le rispetta, vi riporto qui, INTEGRALMENTE, il post del mio Libro “I Parrucchieri sono Creatori di Autostima” che ho dedicato a questo tema.
Eccolo >>>

71 > LA MIA OPINIONE SUI PARRUCCHIERI ABUSIVI

Ops… ora da “educare i clienti” si passa a “educare le genti”…
Premetto che non ho alcuna intenzione di indorare pillole, né di sfoggiare la mia diplomazia. Anzi. Ormai è da parecchio tempo che ho dichiarato la mia guerra aperta al buonismo.
Mi sono rotto le scatole di sto buonismo.
È un cancro il buonismo.
Fanculo al buonismo.

SIA CHIARO, ho deciso di affrontare questo tema per una logica di coerenza e di onestà, non certo perché a me o ai miei clienti parrucchieri faccia paura chi taglia, piega, colora in casa. Semmai sta gente mi fa pena. Anzi mi fa più schifo che pena.

Ne scrissi la prima volta quando, tempo fa, sentii il conduttore di un programma televisivo “giustificare” l’abusivismo.
Nel servizio si parlava dell’affitto della poltrona: la possibilità di subaffittare una parte del salone ad altri “colleghi”.
L’affitto della poltrona nasce proprio per frenare il fenomeno dell’abusivismo… ma in quel servizio sull’abusivismo vennero pronunciate parole raccapriccianti, intollerabili, disgustose.

In un passaggio, a proposito di chi lavora in casa, il conduttore affermò che “sono persone che non possono permettersi di aprire un negozio e devono comunque sbarcare il lunario” … poi poco più avanti aggiunse che “lo fanno per necessità” …
E No. No. No. NO!

Cari abusivi schifosi, per me siete lo specchio di questa Italia che piange miseria quando è prima causa di questa rovina.
Proprio come nell’indimenticato film “I nuovi mostri” in cui il papà faceva fare e vedere al figlio le peggiori nefandezze (fregando brioches al bar, fingendosi mutilato di guerra e altre porcherie), salvo poi parlare dei politici definendoli “ladri”.
Caro abusivo schifoso, o meglio ancora caro SPARRUCCHIERE, (sta per “Sporco Parrucchiere”), lo sai che puoi lavorare a casa rilasciando regolare ricevuta?
Certo che lo sai, ma non lo fai, perché sei un abusivo schifoso.

COSA SIGNIFICA “LO FANNO PER NECESSITÀ”?!?
Anche un rom ruba per necessità! E allora che si fa? Per necessità si entra in un bar e si prende un toast, che poi non si pagherà?
Come si può chiedere ad un parrucchiere onesto di ottemperare a mille leggi e non tutelarlo da questi mascalzoni farabutti banditi delinquenti lazzaroni?

Quale stato può accettare questa situazione, lasciando gli onesti in balia dei disonesti?
E maledetto sia sto buonismo!
Ha rubato, ma poverino è extracomunitario… ha picchiato la moglie, ma poverino è stressato… non insegna bene a scuola, ma poverina la scuola vedi bene com’è ridotta… Ma basta!
Basta giustificazioni! Basta alibi! O si è onesti o non lo si è!
O si rispettano le regole, e si controllano, o si cancellano per tutti!

Fra l’altro, la quasi totalità degli sparrucchieri NON LO FA PER NECESSITÀ: LO FA PERCHÉ GLI CONVIENE.
Proprio come quei parrucchieri – altrettanto schifosi – che fanno nero come se piovesse.
Vuoi mettere incassare tutto invece che pagare contributi o tasse?

C’è bisogno di riscoprire l’etica, il gusto per il lavoro ben fatto, il senso di responsabilità, la cultura dell’esempio!
Fra l’altro quell’esempio che per prime dovrebbero dare le SCLIENTI (sono le Sporche Clienti degli Sporchi Parrucchieri): perché si lamentano che i loro figli, nipoti, eccetera non trovano lavoro, poi per risparmiare qualche spicciolo, anziché dare soldi a chi lavora onestamente, lo mettono in ginocchio finanziando l’abusivismo! Ma che brave! Ma quanto sono lungimiranti!
Tre riflessioni: una per le sclienti, una per lo stato, una per te.

EHI SCLIENTI, smettetela di fare le vittime. Per una persona che ha problemi di salute o a muoversi, ce ne sono dieci che lo fanno per “risparmiare”. E sono semplicemente persone schifose.
Molti parrucchieri rispettano le regole. Dite che tanti di loro non le rispettano? Se fanno nero avete solo da denunciarli, e non certo fare peggio di loro andando da parrucchieri abusivi.
Quelli che rispettano le regole pagano le tasse, sono in regola con le norme di igiene, e si fanno un mazzo così per continuare a proporre look di valore.
Possibile che dobbiate ancora tapparvi occhi e orecchie solo per mantenere anche le abitudini più insane?
Fra l’altro, a volte manco vi rendete conto che quel “marrone nutria” che vi hanno fatto costa poco perché vale… meno! Non si capisce se siete stati dal parrucchiere o dal carrozziere.
Io al posto dei parrucchieri “veri”, farei dei poster grandi così con su scritto: “un lavoro mal fatto si riconosce”. Perché magari le vostre amiche non hanno il coraggio di dirvelo, ma si vede quando vi fate i capelli da uno che non li sa fare!
Volete risparmiare? Andate dal parrucchiere due volte in meno, ma andate da quello che continua ad imparare, ha un salone, ha i dipendenti in regola e paga le tasse!

EHI STATO, se tu non fai rispettare le regole, uno sparrucchiere continuerà a lavorare per le case, un parrucchiere continuerà a NON trovare collaboratori e dunque il suo salone non crescerà abbastanza da poterti pagare quelle tasse che tu gli chiedi.
Fosse un po’ che ti dai una svegliata con questi controlli?
Fosse un po’ che la smetti di pensare che “l’importante è dare la caccia ai grandi oppure agli onesti, perché “è più facile”?
Te lo riscrivo così forse capisci; gli abusivi non lavorano in nero “per necessità”: se lo facessero per necessità e basta andrebbero a lavorare regolarmente presso uno dei mille mila saloni che non riesce a trovare personale!
Perciò tu LI DEVI STANARE E (PIÙ CHE PUNIRE) LI DEVI CONVERTIRE. Così i parrucchieri troveranno i collaboratori, tu verificherai che li rispettino e li mettano in regola, e ti prenderai i soldini delle tasse che ti verseranno.
Fosse la volta che la smetti di inventarti ogni giorno una nuova regola… e invece cominci a far rispettare quelle che ci sono?
Oltre un secolo fa Massimo d’Azeglio ebbe modo di affermare, letteralmente: “l’Italia è fatta, restano a fare gli italiani” … ecco, ad oggi è chiaro che non ci siamo ancora riusciti, e soprattutto che non ci riusciremo se continueremo a farci annebbiare la vista da sto sciagurato buonismo che trasforma i criminali in martiri.
Sono convinto che presto o tardi i parrucchieri capiranno che, prima che concorrenti, sono colleghi, e andranno insieme dai sindaci, o si uniranno alla battaglia delle associazioni locali. Quando succederà, tu stato fatti trovare pronto!

Alle sclienti ho scritto.
Allo stato ho scritto.
Ora scrivo a te. A te, Imprenditore della Bellezza.

Non confondere la superiorità col menefreghismo: finché non fate nulla, gli sparrucchieri si moltiplicheranno.

E come leggerai anche nel prossimo post, è arrivato il momento di UNIRVI, perché siete colleghi, prima che concorrenti!

Smettetela di sentirvi impotenti più di quanto non lo siate nella realtà! Cominciate a dare battaglia comune per comune, perché come il mondo è fatto di persone e saranno le persone a cambiarlo, l’Italia è fatta di comuni ed è dai comuni che si deve cominciare questa battaglia.

Perché alla fine, ne sono sempre più convinto, l’italiano onesto vincerà questa partita, alla faccia del buonismo, dello stato, degli sparrucchieri e delle sclienti.

(fine del post)

PS: nel caso il libro lo trovi qui http://creatoridiautostima.it
Se pensi che io ti stia chiedendo soldi per il libro “in un momento come questo”, ci mancherebbe, ti capirò.
Solo è giusto che io te lo dica: adesso hai il tempo per leggertelo in meno di una settimana, e ripagartelo dieci o più volte nel primo mese in cui lo “farai funzionare”.
E SOPRATTUTTO tutti coloro che hanno acquistato il Libro, e dunque sono registrati, alla ripresa riceveranno una sorpresa strepitosa, che decuplica il costo del libro.
Scegli come meglio credi 

La denuncia arriva direttamente dai colleghi di questi furbetti del pettine e del rasoio, che lanciano il loro grido d’allarme