In questi giorni compio cinquantasei anni.

E quest’anno ne festeggio 25 al fianco dei parrucchieri: nozze d’argento.

Sono fra i più stimati dai miei competitor affermati.

Sono tra i più odiati dai miei competitor mediocri.

In questi anni ho formato migliaia di Imprenditori della Bellezza.

Ho contribuito a:

  • far aprire centinaia di saloni di successo
  • rimettere in sesto centinaia di saloni in difficoltà
  • realizzare milioni di profitti in più
  • conquistare migliaia di clienti in più
  • fidelizzare migliaia di clienti in più
  • recuperare centinaia di clienti in più
  • assumere centinaia di collaboratori in più
  • costituire decine e decine di società in più

 

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che calca i palchi dell’Hair&Beauty da 25 anni… ne parlavo di recente con Renato e Fabio: sono gli unici che se la possono giocare su questo piano.

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che sviluppa i numeri che faccio io, o meglio, che fa il nostro team di aziende nell’Hair&Beauty… ne parlavo di recente con Marco e Luca: siamo in pochissimi a fare i numeri che faccio io col mio gruppo.

Posso considerarmi una persona di successo? Dipende.

Anzitutto dipende da cosa si intende per “successo”.

Cosa significa

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita”. Non è qualcosa che riguarda “solo” il denaro, o “solo” la notorietà, così come è ipocrita parlare di “successo” se si è poveri e soli.

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita” ed io ho scelto molto attentamente ciò che mi sarei voluto “meritare”.

Faccio ciò che sognavo.

Nel modo che sognavo.

Nel contesto che sognavo.

Non è sempre semplice, non è sempre come lo avevo sognato.

Forse però se non esistessero le difficoltà non sarebbe così avvincente.

Tempo fa, scrissi che nessuna vittoria può veramente emozionarci se non possiamo compararla con una o più sconfitte.

Lo credo tuttora fermamente.

So di aver imparato più dai miei errori e dalle mie sconfitte che non dalle mie intuizioni e dalle mie vittorie.

E se oggi mi impegno così tanto per vincere, è per due motivi: sia perché apprezzo il sapore della vittoria… e sia perché so che se perderò, non perderò la lezione.

Già: ho fatto mio il grande insegnamento di Nelson Mandela: “io non perdo mai, o vinco, o imparo”.

Ho imparato un sacco.

HO IMPARATO a dare fiducia alle persone.

Certo che sì! e si, puoi scommetterci: a volte la tradiranno.

Eppure posso assicurarti che aveva ragione Ralph Waldo Emerson: “Tutto ciò che ho fatto o visto fare, è lì a ricordarmi che la diffidenza è assai più costosa della fiducia”.

Se c’è una cosa che ho notato sulla fiducia, è che chi più si lamenta per le volte in cui afferma che la sua è stata tradita, in realtà raramente l’aveva concessa incondizionatamente e senza aspettative.

Meno ti fidi e più avrai problemi con la fiducia.

Questo non significa però comportarsi da ingenui! C’è una bella differenza fra la mancanza di attenzione e l’eccesso di preconcetti!

Ricordati: se non scegli di avere fiducia, non solo ti sarà impossibile trovare chi la merita ma ti sarà difficile anche farti trovare da chi la merita!

HO IMPARATO che è quasi impossibile vivere senza problemi.

Presto o tardi… sarà per un imprevisto, per uno sbaglio, per un errore, per un evento…

A volte sarà dovuto a “qualcuno”, a volte a “qualcosa”.

Mario Andretti, famoso pilota di automobilismo, affermava che “se hai tutto sotto controllo, stai andando troppo piano”.

Essere imprenditori moltiplica le probabilità e maggiori probabilità possono generare più difficoltà, non sempre puoi scegliere “sul sicuro”.

Una presunta intuizione può rivelarsi un abbaglio… un nuovo collaboratore può presentarsi come un campione e poi rivelarsi un “ . . . . . . . . ” (inizia sempre per C, è sempre di otto lettere) … oppure può cambiare la viabilità di fronte al salone… può andare tutto alla grande finché arriva il covid…

CI STA.

Quello che conta è la tua Risposta.

VIETATO Recriminare, Rimuginare, Rimpiangere.

Dobbiamo invece chiederci quale sia la lezione, quale sia l’opportunità “dentro” la difficoltà e credimi, c’è quasi sempre.

L’ho scritto anche nel mio primo libro: “la vita ci insegna che fortuna e sfortuna esistono, ma ci insegna anche che fortuna e sfortuna, da sole, non sono quasi mai in grado di spiegare un destino”.

HO IMPARATO che dare è il miglior modo per ricevere.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ho cominciato a guadagnare denaro quando ho smesso di lavorare per denaro.

La maggioranza degli Imprenditori della Bellezza che genera risultati superiori alla media, non perde occasione per dimostrare quanto tenga alla sua clientela.

Mai, da loro, i clienti si sentono come scontrini che camminano.

È ipocrita affermare che “il cliente ha sempre ragione”: il cliente ha ragione… quando ce l’ha.

Semmai è il nostro modo di comunicare che deve riflettere il rispetto, la disponibilità, l’intenzione di concentrarci più sulla soluzione che non sul problema.

Più dimostri la tua ferma intenzione di far vivere ad ogni cliente un’esperienza esclusiva, meno ti ritroverai a pesare ciò che dai e ciò che ricevi in cambio. Tienili distinti. Goditi il piacere di dare.

Credimi quando ti dico che devi assolutamente separare queste due dimensioni: imponiti di dare senza aspettarti nulla in cambio. Fallo al meglio. Fallo e basta.

Quando lo farai, ti renderai conto che, a parte poche eccezioni, riceverai almeno per quanto dai.

HO IMPARATO a stare con me

Questo mi ha aiutato tantissimo a stare meglio con gli altri. Ad apprezzarli.

Tutto comincia da te.

Ho sempre tanta paura che questo concetto venga sottovalutato o peggio snobbato.

Riconosco con orgoglio che sono stato il primo allievo di me stesso. Ammetto che non è stato semplice, come affermo che è stata una meravigliosa avventura! Un’avventura che continua tuttora.

Imparare a stare con noi stessi ci rende migliori, più forti, più consapevoli, più autorevoli.

Il mondo è pieno di persone “potenzialmente” realizzate. Disilluse, insoddisfatte, incomplete.

Perché purtroppo il mondo è altrettanto disseminato di scuse, alibi, giustificazioni. E falsi colpevoli.

Non a caso chi afferma che “non è semplice” vuole solo una scusa per evitare di provarci.

Spesso afferma che “non è semplice” … quando non ci ha nemmeno provato.

O ci ha provato a modo proprio, senza seguire istruzioni efficaci.

O si è rifiutato di imparare.

La mente… mente.

Con l’intento di “risparmiare energia”, fa il possibile per non cambiare, per continuare a fare ciò che ha sempre fatto… per continuare a fare ciò che ha “imparato”, ciò che si è abituata a fare… o a pensare.

E questa è – credo – la vera sfida della vita.

Finché non ti riconosci la possibilità di migliorare, farai fatica a riuscirci.

IN OGNI MOMENTO DELLA TUA VITA, PUOI SCEGLIERE SE ESSERE IL RIFLESSO DI COME SEI STATO FINO A IERI … O LA PROIEZIONE DI COME VUOI DIVENTARE DOMANI.

Rileggi questa frase.

In ogni momento della tua vita, puoi scegliere se essere il riflesso di come sei stato fino a ieri … o la proiezione di come vuoi diventare domani.

Tratta ogni tuo difetto come una palestra.

Accettarsi è la prima cosa da fare.

La seconda è scegliere di evolversi, insieme col perché.

La terza è allenarsi, con costanza, con perseveranza, con fermezza.

Se posso suggerirti un modo, consiste nel definire l’identikit della Persona che vuoi diventare… per me questo profilo ha un nome: è l’acronimo PECHVOD (PErsona CHe VOglio Diventare).

HO IMPARATO che il primo passo per realizzare i propri sogni, consiste nel sognare

L’immaginazione è il primo passo verso la realizzazione.

Ho scritto che è “il primo passo”, non che è l’unico.

I sogni non si realizzano da soli.

Il ricorso all’immaginazione ci deve ispirare in ogni momento: quando incontriamo difficoltà, quando dobbiamo fare scelte delicate, quando per realizzare dobbiamo “realizzarci”, assomigliare sempre di più alla persona che vogliamo diventare.

Anche per assomigliare sempre più al nostro identikit (PECHVOD), l’immaginazione può rivelarsi essenziale: immaginare quale atteggiamento vogliamo scegliere in una determinata situazione, ci allontana da come avremmo erroneamente reagito se fossimo quelli di prima.

RIASSUMENDO…

  1. Dare fiducia alle persone.
  2. Farci trovare pronti di fronte ai problemi.
  3. Dare come miglior modo di ricevere.
  4. Imparare a stare con noi stessi.
  5. Sognare, bene, e alimentare la realizzazione di ogni sogno facendo prezioso uso dell’immaginazione.

Ecco, questo sono io, in questo articolo c’è tanto di me.

Eppure, per alcuni io sono “altro”:

  • DICE LE PAROLACCE
  • A VOLTE INSULTA
  • SI ARRABBIA

 

Per prima cosa mi scuso.

Capisco che a volte io possa indisporre qualcuno, così come faccio notare che una parolaccia ogni quarto d’ora, a mio avviso si può “sopportare”.

Allo stesso modo, chiariamo una volta per tutte il discorso sugli insulti.

MAI potrei mancare di rispetto a chi ha voglia di mettercela tutta nel fare le cose giuste, a quegli Imprenditori della Bellezza o aspiranti tali che mi hanno cambiato la vita.

Se mi arrabbio è perché ti voglio bene.

ODIO notare come alcuni fuoriclasse fra voi, sprechino il proprio talento!

ODIO ritrovare degli artisti al lavoro che si fanno pagare cifre irrisorie, solo perché sottovalutano l’importanza di fare bene marketing.

ODIO chi si sente di fare un lavoro di serie “B”, quando, per me, voi siete creatori di autostima visto che attraverso il modo di apparire, migliorate il modo di essere delle persone.

Ora, mentre io mi impegno per alzare meno la voce e dire poche parolacce, il consiglio è di concentrarvi più sul valore dei miei contenuti, che non sulle rare volte in cui la grinta viene scambiata per arroganza.

DICE LE PAROLACCE

A VOLTE INSULTA

SI ARRABBIA

UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

 

Ecco, è anzitutto per questo che ti chiedo di “giudicarmi”, perché miglioro le vite. Ne miglioro tante. È del tutto indiscutibile. È facile da verificare.

Valutami per questo! Senza ipocrisia. Con consapevolezza, con empatia, con lungimiranza.

Perché chi mette in pratica i miei insegnamenti, cresce, punto.

Sai a cosa devi fare caso soprattutto?

Riflettici quattro volte: leggi bene i prossimi quattro paragrafi.

Io per primo faccio esattamente ciò che suggerisco a te di fare.

Siete voi a farmi notare che là fuori spesso vi insegnano… ciò che loro non fanno.

Del resto, sono io ad aver scritto: “La coerenza paga, l’incoerenza si paga”.

Io per primo ho messo in cima alla lista la qualità del lavoro (non la quantità).

Alterno momenti in cui lavoro tantissimo ad altri in cui mi godo la vita.

Proprio ciò che prometto a te quando scrivo “più clienti, più profitti, meno stress”.

Io per primo dedico ai miei clienti ogni mia attenzione, ogni mia energia.

Ho abbandonato ogni altra opportunità professionale, ogni altro settore merceologico.

Dedico il 100% del mio tempo professionale all’evoluzione degli Imprenditori della Bellezza.

Io per primo considero i miei risultati come conseguenza dei vostri.

Ogni proposta è evidentemente pensata per mettervi in condizioni di sfruttarla al meglio.

Se voi crescete io cresco con voi. E in ogni caso, la qualità dei risultati che produciamo è la migliore delle garanzie che possiamo esibire.

Invece… Come fanno certi miei competitor a parlare a voi di marketing, numeri, persone…

quando il loro marketing non produce risultati?

quando il loro fatturato è un decimo del nostro?

quando sono da soli e non hanno collaboratori inquadrati?

Faccio ciò che ti suggerisco di fare.

Penso a lavorare bene per vivere bene.

Dedico ogni mia energia alla mia clientela.

Considero i miei risultati come la conseguenza dei tuoi.

Mi colloco indiscutibilmente ai vertici dell’Hair&Beauty.

Possono dire quello che vogliono:

I BILANCI NON MENTONO.

Non mentono: il fatturato, i profitti, il gruppo di aziende, il valore dei miei soci – partner, il numero di persone che lavorano CON me.

Anche se LA GARANZIA PIÙ CREDIBILE FRA TUTTE non è tanto il mio di bilancio aziendale, quanto i bilanci dei tuoi colleghi che mi dedicano tempo e denaro!

I vostri bilanci, i vostri profitti, i vostri incrementi: oltretutto quelli registrati a dispetto di tutte le difficoltà che avete/abbiamo dovuto affrontare negli ultimi mesi.

… dice le parolacce

… a volte insulta

… si arrabbia

… UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

Sceglimi per questo.

Nella seconda sessione mattutina del live, i Parrucchieri PRO parlano di Numeri e di “Strategia di Pricing”, ovvero di come trasformare il proprio listino in uno strumento di marketing e di vendita.

 

Nel primo VideoTraining dei cinque che hanno a disposizione, i Parrucchieri Imprenditori approfondiscono il marketing da prospettive praticamente introvabili; a un certo punto si trovano di fronte a questo assioma: “fare marketing significa comprare clienti”.

 

Ne abbiamo parlato anche nel webinar dell’8 giugno, anche se chiaramente senza neanche sfiorare i preziosi contenuti che puoi trovare in Parrucchiere Imprenditore o in Parrucchiere PRO.

 

La domanda resta quella del titolo: QUANTO TI COSTA ACQUISIRE UN CLIENTE?

Ti avviso, c’è il trabocchetto.

 

Hai provato a rispondere?

Prova a farlo. Può aiutarti a metterti alla prova, a capire se sai davvero o se pensi di sapere… e soprattutto se sai la cosa giusta, o quella sbagliata.

A far teoria son tutti fenomeni, ma annuire è facile, fare e dimostrare… molto meno.

Hai risposto? Bene, procediamo.

 

I clienti non sono tutti uguali

Anzitutto il trabocchetto è che TU NON DEVI COMPRARE CLIENTI (se stai pensando “ah lo immaginavo” sei nei guai).

 

Quello che devi fare è COMPRARE CLIENTI IDEALI.

 

Puoi credermi o non credermi, ma il detto “più lavori, più guadagni” è una cavolata immensa.

Gli fa compagnia “più clienti hai, più guadagnerai”, niente di più falso.

 

Ti sei chiesto perché MIGLIAIA di tuoi colleghi lamentano che “lavorano tanto ma non guadagnano mai abbastanza”???

Molti di loro lavorano tanto… e lavorano male.

Il primo modo per “lavorare male” consiste nell’avere in salone LA CLIENTELA SBAGLIATA.

 

“E come fai a decidere quale clientela sia giusta?”

… È questo che impara a capire chi mi dedica tempo e denaro.

 

Negli anni ho dimostrato, senza alcun dubbio, che spesso SE VUOI GUADAGNARE DI PIÙ DEVI LAVORARE “MEGLIO”, E PER LAVORARE “MEGLIO” DEVI AVERE LA CLIENTELA GIUSTA.

 

Non solo: molti Parrucchieri PRO ed Allievi Avanzati possono confermare che HANNO COMINCIATO A GUADAGNARE DI PIÙ… QUANDO HANNO PERSO CERTI CLIENTI.

Quando li hanno lasciati andare.

 

NO, I CLIENTI NON SONO TUTTI UGUALI.

Proprio come i soldi: non sono affatto “tutti uguali”.

Per esempio…

Fare 1000 euro in tagli quanto ti rende?

Fare 1000 euro in pieghe quanto ti rende?

Fare 1000 euro in colori quanto ti rende?

Fare 1000 euro in trattamenti quanto ti rende?

 

Ci sono miei colleghi che ti invitano a “fermarti” al costo al minuto, ovvero quanto ti costa tenere aperto il salone…

INVECE, IL PREZZO AL MINUTO LO ABBIAMO CREATO IO E DAVIDE DEL MEDICO, e posso assicurarti che calcolarlo cambia completamente tutto.

 

Nessuno, qui, può dirti che il “break even point”, o “punto di pareggio” del salone, non conti nulla.

Semmai ti esorto a capire che devi spingerti oltre.

 

QUANDO I CONTI DEL SALONE NON TORNANO, si possono intendere due cose.

  • O che i costi sono troppo alti e questo ti fa preoccupare…
  • O che i guadagni sono più bassi di quanto vorresti e questo ti fa arrabbiare.

 

QUANDO I CONTI DEL SALONE NON TORNANO, spesso, il problema sta nei clienti.

NEI CLIENTI CHE HAI… E IN QUELLI CHE NON HAI.

Non a caso, ai miei Allievi insegno quello che io ho definito “il paradosso del marketing”: FARE MARKETING SIGNIFICA ANZITUTTO SCEGLIERE QUALE CLIENTELA VOGLIAMO AVERE, E POI AIUTARE QUESTA CLIENTELA A SCEGLIERE NOI.

 

Perciò la domanda corretta è: QUANTO TI COSTA ACQUISIRE UN CLIENTE IDEALE?

 

Se hai una buona marginalità sulle tue proposte, puoi investire bene sul tuo marketing.

Se puoi investire bene sul tuo marketing, riuscirai ad attrarre la clientela che tu consideri “ideale”.

Se riesci ad attrarre la clientela che tu consideri “ideale”, i conti torneranno sempre di più, e in breve tempo il tuo marketing performerà sempre meglio, perché spesso: CLIENTE IDEALE GENERA CLIENTE IDEALE

(è così che funziona davvero il passaparola, soprattutto oggi; non come suppongono certi imprenditori modello “secolo scorso”).

 

Quanto ti costa acquisire un cliente ideale?

Non annuire, riflettici sul serio. Perché quello che sto per scriverti non lo leggerai ovunque.

IL TUO LISTINO DEVE ESSERE PROGETTATO PER AIUTARTI AD ACQUISIRE CLIENTI IDEALI.

 

Bene, mi pare sia tutto.

Ai soliti criticoni che affermano: “sì ma lele non mi ha detto come devo fare”, rispondo in due modi.

  • Il primo è che È GIUSTO: certe informazioni le riservo a chi sceglie di dedicarmi tempo e denaro… proprio come fai tu! O per caso omaggi tagli, colori e pieghe a tutti?
  • Il secondo è che QUANDO CONOSCI IL VERO PROBLEMA, HAI GIÀ IMPARATO TANTISSIMO. Perché questo articolo, per chi lo sa interpretare, ti indica la strada e ti spinge a riflessioni decisamente avanzate.

 

PS: siete in oltre OTTOMILA, nel gruppo Imprenditori della Bellezza.

Due terzi di voi non sono miei clienti.

Ogni articolo del mercoledì propone preziosi spunti di riflessione…

FATENE IL MIGLIOR USO POSSIBILE!

Ci sono due cose che mi lasciano spesso sconcertato.

Cose che dimostrano quanto lavoro ci sia ancora da fare, tanto “da me a voi” come “da voi a voi stessi”.

 

Ricordiamolo: il vero problema non è il talento mancato, è il talento sprecato.

È inutile che tu abbia il talento di Vidal Sassoon e il conto corrente di un operaio.

E NON MI TOCCARE GLI OPERAI: mio padre lo era e se oggi sono come sono lo devo anche a lui.

 

Se ti sembra “normale” guadagnare “qualcosa” quando potresti incassare tre o quattro volte di più, c’è ancora tanto su cui devi riflettere.

A chi sta pensando che “non ci sono solo i soldi” l’istinto è di annuire e mostrarsi d’accordo. Per fortuna ti voglio troppo bene per farti passare un concetto così sciocco e senza senso.

la verità infatti è che I SOLDI NON FANNO LA FELICITÀ… SOLO SE FAI FATICA A CAPIRLI (o non impari a farli).

 

MAI E POI MAI sarei qui, alle 6:28, a scrivere questo esatto paragrafo, se fosse solo una questione di soldi.

O meglio, potrei farlo se fossi COSTRETTO… perché ho bisogno di soldi.

Ma come si sa, c’è una enorme differenza fra il fare le cose perché VUOI e il fare le cose perché DEVI.

 

Ho perso il conto di quante mattine io mi ritrovi nel mio studio prima delle 6:30.

Per alcuni di voi, puoi credermi, questa cosa è inconcepibile.

 

“MA LELE QUANTO LAVORA?!” ti starai chiedendo.

Perché per alcuni, leggere un libro è “lavorare”, vivere un sogno è “lavorare”.

Per alcuni, “libertà” significa “non fare niente”.

Sai che divertimento!

 

LELE LAVORA POCHISSIMO. LELE SI DIVERTE UN MONDO!

Semplicemente dà il suo significato di “divertirsi” che magari è diverso da quello che altri conferiscono a questo termine.

 

Penso a quante volte mi raccontate che, quando siete in vacanza da qualche parte… e magari qualcuno della vostra compagnia ha i capelli in disordine… sentite il desiderio di mettervi lì a tagliare ed acconciare!

 

Parafrasando qualcuno, “SUCCESSO È FARE SPESSO QUELLO CHE TI PIACE DI PIÙ, E TROVARE IL MODO DI FARE ANCHE QUELLO CHE NON TI PIACE, QUELLO CHE VA FATTO, CON LO STESSO ENTUSIASMO”.

 

Ogni giorno mi alzo.

Al mio fianco ho la donna che ha migliorato me e la mia vita.

Poi vado in studio.

Faccio i miei esercizi e mi metto a fare una di due cose che amo molto: IMPARARE o SCRIVERE.

 

Molto spesso, nello scorrere della giornata, avrò il tempo per fare altre cose che amo, e ne ho diverse.

È più o meno così per ogni giorno, settimana, mese, anno.

 

VIVERE MI DIVERTE UN MONDO.

 

Fra le cose che mi appassionano… ci sei anche tu, o meglio, c’è la tua evoluzione. Ecco, così è ancora più chiaro.

LA TUA EVOLUZIONE MI APPASSIONA.

 

  • Metterti in condizioni di imparare a credere in te e in ciò che puoi fare.
  • Ispirarti ad esprimerti al meglio, ad essere la migliore versione di te.
  • Ritrovarti a realizzare e raccontare i tuoi risultati.

 

LA TUA EVOLUZIONE MI APPASSIONA.

Incredibile… sono venticinque anni che LA TUA EVOLUZIONE MI APPASSIONA.

 

Sono una persona felice e realizzata.

Una persona che ha problemi, come tante.

Una persona che ha imparato a trasformarli in lezioni, come poche.

Una persona entusiasta, onesta, consapevole.

 

Non faccio ciò che faccio per pagare le bollette, faccio ciò che faccio perché ad un certo modo ho sognato di farlo.

E continuo a sognare, ad occhi aperti, ogni giorno.

 

Nonostante i casini, le difficoltà, gli imprevisti, le persone.

Già, le persone… di recente ho scritto che NON È IL MONDO CHE È DIFFICILE: AD ESSERLO SONO LE PERSONE.

 

Quanta verità. Eppure… ne vale la pena.

Le persone sono difficili e certo, anche i parrucchieri lo sono! Alcuni più di altri.

 

Immagina la scena.

TU VUOI AIUTARE QUALCUNO A FARE QUALCOSA.

QUESTO “QUALCUNO” TI CHIEDE AIUTO… MA IN REALTÀ FA L’ESATTO CONTRARIO DI CIÒ CHE DOVREBBE PER “SALVARSI”.

 

Hai presente voler tirare fuori dall’acqua uno che si sbraccia così tanto che non riesci ad afferrarlo? Ecco.

 

Quante volte me lo hai sentito affermare?

La difficoltà più grande che incontro per aiutare i parrucchieri ad evolversi… sono i parrucchieri.

 

Appurato che, NO, “non vivo solo lavorando”, anzi…

Appurato che, quando Confucio affermava: “Scegli un lavoro che ti piace e non lavorerai un giorno della tua vita”, per me aveva in buona parte ragione…

Appurato che sono una persona felice e realizzata…

Appurato che LA TUA EVOLUZIONE MI APPASSIONA…

 

Siamo pronti a riprendere le prime righe di questo articolo.

LELE VUOLE VENDERMI QUALCOSA.

 

Ci sono due cose che mi lasciano spesso sconcertato.

Dimostrano quanto lavoro ci sia ancora da fare.

Ebbene, quali sono queste due cose?

 

Rabbia e grinta non sono la stessa cosa

“Lele intimorisce” …?!?!

Francamente ignoro in quale mondo siate cresciuti.

Non so quale sia il vostro tasso di permalosità, né perché a volte siate anche troppo suscettibili.

 

Una cosa, in vita mia, l’ho capita, DEVO SEMPRE SPINGERMI OLTRE LE APPARENZE.

Proprio ciò che sto per suggerire a te.

 

OK, A VOLTE ALZO LA VOCE.

Una domanda però: mi hai mai sentito o visto mancare di rispetto a qualcuno? Ho mai insultato qualcuno in un commento o altrove?

L’ho fatto a volte con quei miei concorrenti che vi fanno commettere errori dannosi se non irreparabili.

L’ho fatto contro gli abusivi, magari con chi se ne infischia delle regole.

Punto.

 

SERVE DISTINGUERE LA GRINTA DALLA COLLERA. Sono due tipi ben diversi di “rabbia”.

Ne scrissi anche un paio d’anni fa…

 

GRINTA deriva dal gotico “grimmitha”, tradotto “che fa paura”.

A dire il vero a me fa ben più paura notare quanto sia sempre più difficile trovare persone che affrontano con grinta la vita.

Mi fa più paura l’assenza di grinta che non la sua presenza.

 

Eppure ci ho spesso dovuto fare i conti.

Appena mostri coraggio di fronte ad una qualsiasi prova, preparati a sollevare più ilarità che rispetto, più distacco che vicinanza.

 

Perché la grinta fa paura.

La grinta viene spesso fraintesa.

E allora, appena inciti a reagire, ecco qualcuno che ti apostrofa come un esaltato, o come membro di qualche setta.

 

Spesso per rispondere con grinta serve trovarsi in difficoltà.

Come dicono, chi non ha affrontato le avversità spesso non conosce la propria forza.

Ma se ci fosse anche una sola cosa che posso insegnare… una sola cosa che posso ispirare, non soltanto col mio esempio, ma anche proprio come tecnica… beh non avrei dubbi: insegnerei la grinta.

 

Peraltro la grinta si può avere o si può imparare.

La grinta la si deve allenare.

 

Scegliere il giusto atteggiamento. La vita è quasi tutta qui.

Mio padre ha imparato in silenzio e mi ha insegnato urlando.

VIETATO FRAINTENDERE: credo mi abbia dato un paio di scappellotti in tutta la sua vita.

Alludo all’alzare la voce, nient’altro.

 

Ad un certo punto HO SCELTO di concentrarmi sulle lezioni che mi dava.

Di certo non è stato né l’unico, né il migliore dei miei insegnanti, ma spesso mi ritrovo ad alzare gli occhi al cielo, per ringraziarlo, o per fargli vedere cosa sto combinando qui (ne sarebbe tanto, ma tanto orgoglioso).

 

Eleanor Roosevelt affermò: “Nessuno può farti sentire inferiore senza il tuo consenso”.

Io le ho fatto eco scrivendo: “Tutti mi possono motivare, nessuno mi può demotivare”.

 

La prima vera domanda che ti devi fare è: quanto lele tiene a me?

Fatto, non ti occorrerà altro.

Perché la strada è cosparsa di prove, di conferme, di risultati.

Di te mi importa veramente e mai ti mancherei di rispetto, voglio solo che ti sia chiaro quanto oggi “sbagliare” sia sempre più insidioso.

 

“LELE VUOLE VENDERMI QUALCOSA”

Ho esordito scrivendo: “ci sono due cose che mi lasciano spesso sconcertato”.

La prima era “lele mi intimorisce” … spero di averti invitato a spingerti oltre le apparenze.

LA SECONDA È… IL TITOLO DELL’ARTICOLO: “LELE VUOLE VENDERMI QUALCOSA”

 

Durante il lancio di Parrucchiere Imprenditore ho mostrato una slide in cui dico questo:

Ci sono due errori che un potenziale cliente può commettere quando gli proponi qualcosa.

  • Il primo errore consiste nel comprare ciò che non gli servirebbe.
  • Il secondo errore consiste nel non comprare ciò che gli servirebbe.

Tocca a te, in primis, evitare che li commetta: mettilo nelle condizioni di fare la scelta giusta.

 

VALE PER TE CON LA TUA CLIENTELA COME VALE PER ME, CON TE.

Quando rinunci a parlare ad un tuo cliente di un trattamento o di un prodotto, all’apparenza vuoi lasciarlo in pace: “se vuole qualcosa deve essere lui a chiedermelo, io non insisto, non voglio passare come venditore”.

NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO.

 

Chi ti assicura che “lui” sia in grado di saper scegliere ciò che è giusto “fare” o “acquistare”?

E soprattutto, cosa ti convince che “lui” apprezzi che tu NON gli fornisca buoni consigli?

Magari, mentre tu ti vanti del fatto che non vendi, “lui” si chiede COME MAI non lo fai! Avrai dei prodotti scadenti?

 

PARTE ESSENZIALE DEL TUO RUOLO È AIUTARE IL CLIENTE A SCEGLIERE.

 

Vale per te come per me.

E per quanto io in questo articolo abbia voluto farti riflettere sulla FORTUNA che hai nel ritrovarti una persona, un professionista, del calibro del sottoscritto, al tuo fianco, beh… spero che il messaggio ti arrivi forte e chiaro, perché ANCHE TU devi aiutare ogni cliente a comprare da te… a scegliere te!

 

Per quanto mi riguarda, sappilo: ti proporrò, ti proporremo SOLO E SEMPRE CIÒ DI CUI PUOI AVERE BISOGNO.

Te lo conferma il fatto che, per accedere alle Aziende Partner del Gruppo, devi PRIMA diventare Parrucchiere Imprenditore.

 

… Pensi davvero sia per “fare su” trecento e pochi euro in più”?!

INGENUO.

È perché DI TE MI IMPORTA VERAMENTE, CI IMPORTA VERAMENTE.

 

È perché L’UNITÀ DI MISURA DEL NOSTRO LAVORO SONO I TUOI RISULTATI.

 

Del resto, cosa ti ho scritto all’inizio dell’articolo?

LA TUA EVOLUZIONE MI APPASSIONA.

 

E appassiona tutti, qui!

Dagli Area Partner che mettono la loro faccia per farti conoscere la mia…

Ai Project Partner che affiancano te e me per concretizzare la tua evoluzione…

Alla Smart Squad che si spacca in quattro per assistervi nel miglior modo…

Ai Salon Coach che si prodigano per ispirarvi attraverso il loro esempio…

 

LA TUA EVOLUZIONE CI APPASSIONA.

 

Ci vediamo giovedì 29 aprile nella #giovediretta!

 

Per quanto riguarda “noi”, tu ed io intendo, ogni volta che mi senti alzare la voce, fatti una risata e subito dopo prova a riflettere su quel contenuto.

 

Per quanto riguarda “noi”, tu ed io intendo, ricordati che ti proporrò, ti proporremo SOLO E SEMPRE CIÒ DI CUI PUOI AVERE BISOGNO.

 

Perché ci sono due errori che tu puoi commettere quando ti proponiamo qualcosa.

Il primo errore consiste nel comprare ciò che non ti servirebbe.

Il secondo errore consiste nel NON comprare ciò che ti servirebbe.

Ieri sera mi sono goduto insieme a centinaia di voi la performance del primo Saloning Specialist italiano: Marco Meravista.

 

È stata l’ennesima occasione per condividere con tutti l’enorme valore di ciò che puoi fare per rendere più visibile e accogliente il tuo salone.

 

Sono quasi vent’anni che vi invito ad essere grandi nelle piccole cose, a curare l’attenzione per i DETTAGLI.

E te lo dico: lascio ben poco spazio a chi si ostina a trascurare questi aspetti, per godermi le soddisfazioni ed i risultati che raccontano quelli fra di voi che stanno facendo tesoro di questo input.

 

Lo so, siamo tutti concordi nel volerci lasciare alle spalle questo covid, ma analizziamo per un momento cosa hanno fatto molti Imprenditori della Bellezza.

 

Nonostante il salone non fosse aperto al pubblico HANNO SCELTO DI ALLESTIRE COMUNQUE LE VETRINE,

E non hanno solo allestito le vetrine: LE HANNO PUBBLICATE SUI SOCIAL.

 

Rileggi per favore: ALLESTIRE LE VETRINE… E PUBBLICARLE SUI SOCIAL.

 

Durante il lancio di Saloning Show, ieri sera (se ignori cosa sia rimediamo dopo), in appoggio a Marco ho voluto esprimere un paio di concetti che considero fottutamente importanti.

 

Anzitutto ti chiedo: Qual è la prima funzione di una vetrina?

 

Seconda domanda:

Qual è la seconda funzione di una vetrina?

 

Prova a rispondere… è inutile andare subito a leggere cosa ti propongo io… prova a rispondere tu, poi continui a leggere.

 

PRIMA RISPOSTA

OTTENERE ATTENZIONE DA UN PUBBLICO TARGET.

 

… Metà di voi sta annuendo… non dovrebbe 😉

Son qui apposta eh, ci mancherebbe che io vi dicessi solo e sempre cose che sapete già.

 

Rileggete la prima risposta: ho scritto

PUBBLICO TARGET.

 

Non ho scritto

CLIENTE TARGET.

Ho scritto

PUBBLICO TARGET.

 

Immagina.

Pensi che una persona a cui non importa nulla dei suoi capelli, scelga di investire cento o più euro al mese per venire da te?

 

Allo stesso modo…

Pensi che una persona poco attenta al “bello” e poco curiosa, noti le migliori vetrine della via?

 

C’è gente che va a passeggio apposta per gustarsi le vetrine.

Non solo, non tanto per fare shopping… Proprio per godersi le vetrine.

Come chi si alza presto per vedere l’alba, o chi si fa rapire dalla foto di un paesaggio.

 

Ora dimmi: QUANTO PUÒ ESSERE IMPORTANTE PER TE FARTI NOTARE DALLE PERSONE GIUSTE?

 

Lo so.

I markettari invasati ti diranno che esiste solo la clientela in target.

Non è affatto così.

È anche per questo che tempo fa ho creato il termine “CLIENTELA SOCIALE”.

 

“Clientela Sociale” è il neologismo con cui ho definito tutte quelle persone che in qualche modo possono parlare più o meno bene di te.

 

Come puoi bene immaginare, la tua #ClientelaSociale NON COINCIDE AFFATTO CON “LA TUA CLIENTELA”.

La #ClientelaSociale è molto più ampia.

 

Per esempio, io posso parlare più o meno bene di una parrucchiera per donna, anche se non ne sarò mai cliente.

Ci sei? Ecco, io per quella parrucchiera faccio parte della #ClientelaSociale.

 

Posso io, senza essere una donna, senza frequentare quel salone, influenzare più o meno positivamente altre donne ad andarci? ASSOLUTAMENTE SÌ.

 

Ecco il motivo per cui ho coniato questa definizione: per invitarti a comprendere che il passaparola non è affatto una prerogativa “esclusiva” della tua clientela.

 

Anzi! Ora, cosa (ti) succede se cominci a considerare l’esistenza della #ClientelaSociale?

Cominci a capire che vivi di clienti, è vero… ed anche che I CLIENTI FANNO PARTE DI UN PUBBLICO.

 

E che puoi arrivare alla #ClientelaIdeale attraverso la #ClientelaSociale.

 

SECONDA RISPOSTA

ALIMENTARE LA TUA AUTOREVOLEZZA

 

Adesso evitiamo di metterci qui a fare i falsi fighi e parlare di “brand awareness” … e se ti serva, o non ti serva.

 

Semplicemente,

QUANDO L’IMMAGINE ESTERNA DEL TUO SALONE È POTENTE, NON ATTRAI SOLO CLIENTELA IN TARGET, BENSÌ ANCHE POSSIBILI COLLABORAZIONI IN TARGET.

 

È di pochi giorni fa l’aneddoto di una tua collega che ha ricevuto una proposta di fare comarketing da un grosso studio professionale…

 

Lei ambiva a collaborare con lo studio, faceva fatica a proporsi…

 

FINCHÉ CI HANNO PENSATO LE SUE VETRINE.

 

I mediocri parleranno di “fortuna” … “passava di lì” …

PECCATO CHE I MEDIOCRI SIANO TROPPO FENOMENOTTERI PER CAPIRE CHE UN SACCO DI “BELLA GENTE” NON LI NOTA PERCHÉ “LORO” – I FENOMENOTTERI – HANNO UN’IMMAGINE DOZZINALE.

 

Dunque perdono sia clienti in target, sia collaborazioni di valore.

Né impattano su quella #ClientelaSociale che potrebbe parlare di loro perché attratta dalle loro vetrine, o come spesso accade potrebbe pubblicare sui social quelle vetrine (tutta “pubblicità” gratuita).

 

Ebbene sì, la vedo dura che qualcuno si metta lì a fotografare delle vetrine anonime.

 

ORA… ENTRIAMO IN SALONE,

poi chiudiamo l’articolo con una sorpresa riferita alla #giovediretta di giovedì 22 aprile.

 

SE LE VETRINE SERVONO PER “CONQUISTARE” …

A CHE SERVE CURARE I DETTAGLI ALL’INTERNO DEL SALONE?

 

Ti do due input importanti.

 

Due delle principali fonti di turnover della clientela non sono dei lavori fatti male:

SONO L’ORDINE E LA PULIZIA.

 

Sappi che ciò che agli occhi appare disordinato, ai sensi appare sporco.

Non lo affermo io: lo dimostra la scienza.

E quel neuromarketing di cui sono decisamente competente.

 

ESPOSITORI, ZONA ATTESA, ZONA CASSA, ancor prima delle mensole, devono essere ordinate.

 

Più questi spazi sono ordinati, più nella mente delle persone sono PULITI.

 

ORDINE = PULIZIA

Ora, con tutta l’onestà intellettuale che puoi sfoggiare, osserva il tuo salone.

NON TRALASCIARE ALCUN ANGOLO, e al riguardo sto per fornirti un’istruzione precisa.

 

Osserva a tutto tondo il tuo salone e chiediti se sia davvero ORDINATO.

Se lo è, datti una bella pacca sulla spalla.

Se non lo è, dattela dopo aver riordinato.

 

“Perché?!”

A CHE SERVE CURARE I DETTAGLI ALL’INTERNO DEL SALONE?

SERVE AD ALZARE IL TASSO DI FIDELIZZAZIONE

 

Lo so.

Gli stessi #fenomenotteri che obiettano sull’immagine esterna del salone, avranno da ridire anche su questo, e diranno: “Se i capelli sono fatti bene, la gente tornerà di sicuro”.

I fatti confermano che sia come pensano? Chiaramente NO.

 

Dunque, riassumiamo.

L’immagine esterna del salone conquista, gestire i dettagli dell’immagine interna del salone fidelizza.

 

Come ho specificato anche durante il webinar con cui abbiamo presentato #Meravista Saloning Show (ci arrivo), MEGLIO FAI LE VETRINE ANCHE SE NON SEI PROPRIO NEL CENTRO DELLA CITTÀ, e più conquisterai #ClientelaIdeale.

 

Come è possibile? Perché pubblicherai quelle vetrine sul web… magari se me lo chiedi nei commenti replicherò questa riflessione durante la #giovediretta.

 

Ora restano due cose da dire…

LA PRIMA: COS’È SALONING SHOW?

Fa un salto qui…

SaloningShow NEW

clicca e scopri anche cosa sia la #MeravistaMoodMap.

 

LA SECONDA: GLIELO CHIEDIAMO?

Intendo: chiediamo a Marco di essere dei nostri alla #giovediretta di giovedì 22?

Si fa un gran parlare di qualità.

 

Ne parla chi compra.

Chi compra lo fa prima di acquistare, e lo fa dopo aver acquistato: è facile trovare recensioni in cui il cliente fa riferimento alla qualità.

 

Ne parla chi “vende”.

Spesso i parrucchieri pubblicizzano la loro qualità; ne parlano nelle pubblicità, nei post, nei discorsi che fanno alla loro clientela.

 

PICCOLO DILEMMA: COS’È LA QUALITÀ?

E SOPRATTUTTO: COME SI VALUTA LA QUALITÀ?

 

Due verità e un esempio

Ci sono due verità indiscusse, facili da dimostrare… eppure ignorate o almeno sottovalutate.

  • CHI COMPRA, molto spesso non è in grado di saper “riconoscere“, valutare la qualità.
  • CHI VENDE, molto spesso non è in grado di saper “comunicare“, far percepire la qualità.

 

Pochi giorni fa, in un webinar in cui a confrontarci eravamo tutti imprenditori a sette cifre, ci è stato chiesto di analizzare ognuno dalla propria prospettiva un caso incredibile di due aziende operanti nel beauty.

Parliamo di due aziende molto importanti, che di fatto sono concorrenti, in quanto si rivolgono alla stessa clientela, proponendo “la stessa merce”.

 

L’azienda più conosciuta, la più storica, ha lamentato un’importante perdita di fatturato e clientela.

A dispetto di quanto si potrebbe pensare – è facile in questo periodo trovare imprenditori che accusano il covid di tutte le loro disgrazie – il loro mercato non è affatto in contrazione, ANZI.

 

Semplicemente, la seconda azienda ha sottratto alla prima una consistente fetta di clientela.

 

Faccio appello alla tua onestà intellettuale e ti chiedo di rispondere VERAMENTE, non di continuare a leggere e poi affermare: “Sì, certo, lo immaginavo, esattamente così”.

Perciò, prima prova a rispondere, poi continua a leggere: cosa può aver fatto la seconda azienda per surclassare la prima?

 

La prima cosa che NON ha sorpreso la maggioranza degli imprenditori impegnati nel webinar, è che la seconda azienda ha stravinto PROPONENDO UN’OFFERTA A PREZZO PIÙ ALTO.

Per statistica immagino che un buon 70% di voi era convinto che la seconda azienda avesse attaccato la prima sul prezzo… è così o non è così?

Se invece avevi davvero ipotizzato che l’offerta fosse stata fatta ad un prezzo più alto, datti una bella pacca sulla spalla.

Poi riprendiamo il discorso.

 

La prima cosa è che non solo la seconda azienda ha stravinto proponendo un’offerta a un prezzo più alto.

La prima cosa è che in termini di “qualità” effettiva, l’offerta della seconda azienda NON È AFFATTO IN GRADO DI BATTERE LA PRIMA.

 

Come dire… l’azienda che ha visto contrarsi le vendite, propone un’offerta che costa meno e vale di più rispetto all’offerta della sua concorrente.

Ti è chiaro?

La seconda azienda ha venduto molto più della prima, pur proponendo un’offerta meno qualitativa e più costosa.

 

Cosa abbiamo fatto a quel punto? Abbiamo cominciato a studiare il caso nei dettagli per capire come ci sia riuscita.

Se anche qui hai voglia di provare ad ipotizzare cosa può essere accaduto, questo è il momento di farlo.

 

Considera che io, in mezzo a 46 miei colleghi, per la mia analisi mi sono meritato una sessione bonus… tu invece dovrai “accontentarti” di avere me come premio.

Perché articoli come questo, valgono quanto un corso.

Anche se a leggerlo sarà meno della metà degli iscritti nel Gruppo e almeno la metà di chi lo legge farà fatica a comprenderne il valore.

Non sto criticando nessuno: ti sto aiutando a capire la lezione

 

E ALLORA LELE …?

Senza ulteriori indugi, eccoci alla soluzione: la seconda azienda ha creato un BRAND FORTE.

 

Come ci è riuscita?

Intanto il brand è davvero accattivante, soprattutto, è un brand che si concentra sul problema che risolve, e non sulla presunta “qualità” del prodotto.

Ma attenzione, perché il Fattore Chiave non è “solo” il brand. ANZI.

 

Intanto sì, ci sta che tu, in questo momento, sospenda per un attimo la lettura e ti chieda: il mio brand comunica alla clientela ciò che posso fare per lei?

Se la risposta è “no”, hai già individuato metà del problema… ti occorre solo più prestare attenzione anche all’altra metà.

 

Oltre ad aver definito un gran bel brand, la seconda azienda ha fatto – e lo ha fatto molto bene – la cosa più importante: ha creato fior fior di contenuti capaci di far percepire il brand come di “qualità superiore”.

 

Sai quando i soliti #fenomenotteri ti dicono che “l’importante è la qualità, tu pensa ad essere di qualità e poi il passaparola fa il resto” …?

NO.

Non funziona così.

Non funziona più così!

 

Chissà quante volte avrai letto la mia frase:

“Tu, oggi, non fai capelli: sei nel marketing del bellessere, e il tuo primo lavoro non consiste nel tagliare, colorare, acconciare, il tuo primo lavoro consiste nell’aiutare la clientela che vuoi a sapere che ci sei e a scegliere te in mezzo a tanti.

Ecco.

 

Il segreto della seconda azienda, segreto che può rivelarsi una svolta epocale anche per te, NON È STATO “SOLO” CREARE IL BRAND GIUSTO.

Il segreto è stato creare contenuti di valore capaci di rendere conosciuto ed apprezzabile quel brand!

 Coi contenuti di valore hanno:

  • spiegato la differenza
  • creato curiosità
  • messo a nudo i problemi della clientela
  • svelato i problemi dei prodotti
  • aiutato a comparare la propria offerta rispetto alle altre

 

Per aiutare la clientela a scegliere te, l’attenzione che rivolgi non solo alla scelta del tuo brand, ma anche all’intensità e al valore dei tuoi contenuti, diventa essenziale… e fa tutta la differenza del mondo.

 

La lezione

La tua clientela non è quasi mai in grado di percepire davvero la differenza fra ciò che proponi tu e ciò che propongono altri tuoi concorrenti.

La qualità che conta di più non è quella “erogata”: è quella “percepita”.

 

Per aiutarla a scegliere te in mezzo a tanti, ti occorre produrre i contenuti necessari per rendere riconoscibile ed apprezzabile la tua offerta.

Va da sé che se lo fai attraverso un brand forte, non ce ne sarà più per nessuno e benedirai di aver scelto di leggere questo articolo.

 

Ci ritroviamo a commentare insieme nella #giovediretta di giovedì 15 aprile.

 

PS: Se riesci a percepire il valore dei contenuti che trovi qui… se ti è chiaro che questi contenuti sono solo alla base del lavoro che faccio, con te e per te, ti suggerisco di prenotare una consulenza gratuita chiamando Alessandra: il numero dell’ufficio è 0174.241400 dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00.

… Dopo una trilogia di post che ha totalizzato ottomila parole (praticamente un eBook!)

… Prima di un articolo che stravolgerà il modo in cui “pensi” e “parli” il termine “Qualità”

… Ecco un articolo breve, con tre domande alle quali devi assolutamente rispondere e ti farà ripensare un luogo comune sui numeri.

 

Cominciamo da ieri sera.

Ieri sera Davide Del Medico ed io abbiamo tenuto un webinar che, tanto per cambiare, ha stravolto alcune delle convinzioni più radicate riguardo ai software ed a cosa devono servire “davvero”.

Niente autocelebrazioni: se c’eri bene, se non c’eri ti invito a prendere contatto con l’ufficio al più presto: 0174241400, chiedi di Alessandra Pro.

 

Ora, cosa abbiamo detto di tanto “SPECIALE”?

 

Per prima cosa abbiamo spiegato alla grande cosa deve fare un software… e che cosa fa il software che ha realizzato Renumera, l’azienda del Gruppo BuonLavoro che mi vede socio con Davide.

Soprattutto… alla fine non abbiamo venduto un software!

Hai capito bene, NON abbiamo venduto un software!

 

MA COME?!

Beh, ormai ti dovrebbe essere chiaro, a me importa che tu produca risultati.

Qualsiasi cosa tu possa fare, qualsiasi cosa io ti possa proporre, l’unità di misura devono essere i risultati.

 

Chiariamolo, i parrucchieri che ancora oggi rifiutano di inserire un software nel loro salone sono tantissimi e le “giustificazioni” che sento sono assurde.

Prima di parlarne però, dobbiamo sfatare un falso mito:  mica tutti quelli che hanno il software navigano nell’oro!

 

Andando al succo del discorso:

  • oggi è impossibile pensare di poter gestire al meglio la propria attività senza un software
  • sempre oggi, il software non basta e occorre spingersi oltre.

 

Per capire meglio, permettimi di recuperare alcune righe di un post che ho scritto giusto pochi giorni fa… poi preparati al botto finale.

Vuoi guadagnare di più facendo il parrucchiere? Domanda sciocca, come sarebbe sciocco rispondere “no”, ma si sa, i bastian contrario ci sono sempre.

Dunque, se la risposta è “no, non voglio guadagnare di più”, sono felice per te e ti saluto

 

Ricominciamo.

Vuoi guadagnare di più facendo il parrucchiere? Domanda sciocca. Eh sì.

La domanda giusta è: come puoi guadagnare di più facendo il parrucchiere?

 

Pensa che oltre ai bastian contrario che ci hanno lasciato fin dalle prime righe, ce ne sono altri che stanno per salutarci: quelli che si convincono sia impossibile.

E spesso aggiungono: “con queste tasse… con questa crisi… con questi cinesi” .

Sbagliano.

Come si sa però, a volte serve lasciare alle persone la libertà di sbagliare e presto o tardi capiranno, o almeno lo spero per loro.

 

Ma ricominciamo di nuovo, come puoi guadagnare di più facendo il parrucchiere?

NUMERI.

È spesso una questione di NUMERI.

 

Di quanto li conosci, di quanto li sai leggere perché meglio li sai leggere, più li puoi fare.

 

Ovunque ti dicono che la soluzione è UN SOFTWARE e ci sta.

Hai idea di quali numeri puoi avere a disposizione grazie ad un software?

Oltretutto sono numeri a portata di clic!

 

Ma allora, se ormai tantissimi parrucchieri hanno un software, perché solo pochi di loro stanno guadagnando di più rispetto a quando non ce l’avevano?

 

La risposta è poco qui sopra ma la riscrivo: SAPER LEGGERE i numeri.

È questa la chiave, il software è solo parte della soluzione, L’ALTRA PARTE SEI TU.

 

Per questo non abbiamo voluto “solo” venderti un software, perché prima:

  • devi capire cos’è davvero un software,
  • devi capire a cosa serve davvero il software,
  •  devi capire come “far funzionare” il software.

 

Se tu sai “far funzionare” il software, allora ti aiuterà a realizzare risultati addirittura insperati.

Se tu sai “far funzionare” il software, allora si rivelerà uno strumento indispensabile.

 

Vuoi un paio di esempi?

 

È grazie a come tu saprai “far funzionare” il software che calibrerai il tuo LISTINO, le voci, le combo, i menù stagionali!

È grazie a come tu saprai “far funzionare” il software che scoprirai quale CLIENTELA attrarre e quale “lasciar andare”!

 

Ora dimmi: quanti di coloro che hanno un software “normale” possono dimostrare che lo stanno usando proprio per calibrare i listini e scegliere la clientela?

Sì, hai letto bene: ho scritto “un software normale”.

 

Cosa intendo dire? Che IL NOSTRO non lo è.

 

“Beh certo lele, voi tirate acqua al vostro mulino… dovete spingere il vostro software” …

NO.

 

Una domanda semplice semplice: puoi farmi il nome di un altro software che parte dalla fine e ti permette di calcolare quanto vuoi guadagnare ogni mese/anno anziché partire dai costi e dal punto di pareggio o break even point?

Bene, il nostro è l’unico che lo fa, perché Davide è stato il primo a cambiare prospettiva.

C’è un anno di lavoro dietro le funzioni che ti permetteranno di calcolare questo dato… con pochi clic!

 

SCORDATI che io adesso mi metta qui a proporti il software.

E NON CI PENSO NEANCHE ad approfondire quanto sia importante che tu prenoti il tuo posto per essere con Davide e con me a #CreatoridiProfitti il 6 e 7 giugno, almeno finché ci sono posti disponibili nel rispetto del distanziamento.

 

Quello che voglio farti arrivare in questo articolo, è un doppio messaggio:

  • il software è uno strumento e TU devi saperlo far funzionare, tu e nessun altro,
  • partire dal punto di guadagno è molto più facile che partire dal punto di pareggio.

 

Queste sono le riflessioni che punta ad ispirare in te l’articolo.

Dopodiché potrai farci tutte le domande che vorrai nella #giovediretta di giovedì 08 aprile, sia riferite al software, sia riferite a #CreatoridiProfitti.

 

E in attesa delle domande che tu farai a noi… divertiti e rispondi alle tre domande che ora faccio io a te:

  1. Perché hai o non hai un software?
  2. Che cosa ti ha spinto a questa scelta?
  3. A tuo avviso a cosa deve servire un software?

 

Specifica il numero della domanda e dai la tua risposta, le tue risposte.

Presto scoprirai quanto hai fatto bene a rispondere 😉

 

Ci vediamo in #giovediretta…NOI! 😉