Quando si parla di numeri, spesso ci si può trovare in due diversi scenari:

PRIMO SCENARIO

I numeri ci sono, il salone va bene, ma c’è la netta sensazione che, in riferimento al talento espresso, al tipo di salone e a chi ci lavora, i numeri potrebbero essere ancora migliori.

SECONDO SCENARIO

I numeri non ci sono, si lavora tanto, ma i conti troppo spesso non tornano. Non si riesce ad allontanarsi dalla soglia critica del fido e quando arriva una spesa imprevista sono dolori.

Premesso che spero tu sia nel terzo scenario, con i conti che vanno a gonfie vele e che tu ti chiedi da dove arrivino tutti questi soldi o che almeno tu ti ritrovi nel primo scenario, con solo la necessità di capire come migliorare, senza dover stravolgere. Ripartiamo dalla domanda di poco fa.

Quali sono i Numeri che creano i Numeri?

La maggioranza dei parrucchieri che guadagna abbastanza anche se potrebbe guadagnare di più e la maggioranza dei parrucchieri che non guadagna abbastanza, hanno in comune uno stesso problema: il listino prezzi.

Non a caso, al listino prezzi molto presto dedicherò uno spazio ad hoc.

Tutto chiaro? Quali sono i Numeri che creano Numeri? Quelli del tuo Listino Prezzi.

Quando parliamo di “listino prezzi” dobbiamo pensare a due “dimensioni”:

  • quali conti vengono fatti a monte, per scegliere gli importi e le voci
  • la comunicazione e l’espressione grafica del listino, ovvero come/dove viene proposto

Vuoi capire come realizzare il listino perfetto?

Allora non perderti la #GIOVEDIRETTA del 9 giugno, ore 13:00 sul Gruppo Imprenditori della Bellezza.

Ti aspetto!

Un cocktail degno del miglior bartender – killer. Un cocktail avvelenato che rischia di rivelarsi letale per chi lo beve.
E pensare che reddito di cittadinanza e covid insieme potevano rivelarsi una grande opportunità. 
Evita di cercare di capire: se non leggi tutto l’articolo, ti sarà impossibile.
Ritorniamo al cocktail degno del miglior bartender – killer.
Prima di condividere la ricetta, ci hai fatto caso?
Mai come in questo periodo tante persone sembrano apatiche, abuliche, frenate.
Il reddito di fannullonanza, soprattutto in Italia, ha spazzato via quella voglia di dominare il mondo che ha fatto del Made in Italy ciò che ovunque, seppure a denti stretti, ci riconoscono.
Il cocktail è stato completato dal covid, che ha mandato fuori giri moltitudini di persone, a volte drogate di smart working, altre intimorite, altre semplicemente assecondate dalla società nel loro viaggio verso la pigrizia.
A proposito, sia chiaro, essere pigri è soprattutto una scelta.
Potete star qui a raccontarcela e a raccontarvela: caldo, pressione bassa, problemi personali POTETE METTERLE TUTTE NELLO STESSO CONTENITORE CHIAMATO “SCUSE”.
Cosa è successo nella realtà?
In tanti hanno scelto la scorciatoia, la strada più facile, quella fatta apposta per farci passare i mediocri e i deboli.
Del resto la scienza, anche in questo caso, è lapidaria: il 40% delle persone non è mentalmente in grado di sostenere un periodo complicato come quello che stiamo attraversando. 
Mentre la minoranza, di fronte al rischio di sconfitta, alza l’asticella e raddoppia l’impegno, chi ha paura di perdere e non ha voglia di lottare, sceglie di abbandonare il campo di gioco.
Il cocktail del bartender killer è composto di paura, covid, reddito di fannullonanza e demagogia.
Quella demagogia che presto manderà alla deriva decine di migliaia di persone, non del tutto consapevoli che la battaglia tra il denaro e il tempo non è reale. 
Molte persone fanno benissimo a licenziarsi, a fermarsi per riflettere, per crearsi nuove opzioni.
C’è chi può permettersi di farlo, perché può reinventarsi, come c’è chi andrà incontro ad una drammatica, cocente, a volte irreversibile delusione.
Per quanto i demagoghi cerchino di convincerti: tempo e denaro non sono in competizione fra loro, è la capacità di gestire entrambi a fare tutta la differenza del mondo.
Prima, però, è giusto chiarire una cosa: il covid ha contribuito a scoperchiare un cesto di serpi; imprenditori disonesti, o troppo ingenui e incapaci per essere imprenditori.
Imprenditori che additano gli abusivi, salvo poi fare nero come piovesse e peggio sfruttare i collaboratori con contratti al limite del surreale.
È la solita storia del corvo che dice al merlo “come sei nero!”.
PRIMA di lamentarti degli abusivi, chiediti quanto nero fai sul totale dei tuoi incassi!
PRIMA di lamentarti dei giovani, chiediti se li hai inquadrati bene e se li paghi abbastanza!
Se sei qui, se vuoi davvero diventare Imprenditore della Bellezza, devi imparare la gestione imprenditoriale del salone.
  • SE VUOI I MIGLIORI COLLABORATORI, devi chiedere loro qualcosa in più… ed offrire qualcosa in più.
  • SE VUOI OFFRIRE QUALCOSA IN PIÙ, devi saperti meritare la clientela giusta e avere dei listini coerenti.
  • SE VUOI DEI LISTINI COERENTI, devi imparare a valorizzare il tuo talento attraverso il marketing.
  • SE VUOI FARE TUTTO QUESTO, devi allenare la persona più importante di tutte: TU.

Prima che per i soldi o per la clientela,

TU LAVORI PER TE.

Fino a “ieri”, se non lo avessi fatto, sarebbe andata più o meno bene comunque. Potevi trascurarti, trascurare, avere alti e bassi, nel mercato c’era spazio per tutti.
Oggi è a te che devi il tuo successo: non “solo” a te, ma “anzitutto” a te!
Oggi è da te che devi il tuo successo.
I risultati che produci sono il perfetto riflesso di come lavori e di come ti proponi. La qualità dei tuoi risultati è imprescindibile da come lavori e ti proponi. La qualità di come lavori e ti proponi è imprescindibile da come stai con te.
QUANDO MANCA SERENITÀ MANCA ENERGIA.
Serenità: “assenza di turbamento, limpida armonia spirituale”.
Energia: “l’attitudine a produrre qualsiasi movimento o attività“.
ENERGIA = CAPACITÀ DI AGIRE.
Wikipedia ci insegna che in Francia “énergie” è usato dal XV secolo nel senso di “forza in azione“, mentre in Inghilterra è sinonimo di “forza o vigore di espressione“.
Personalmente parlo più spesso di “atteggiamento” che non di “energia”. 
Se lo faccio anche oggi, è perché a mio avviso IL TUO ATTEGGIAMENTO PUÒ RICARICARE O SCARICARE IL TUO LIVELLO DI ENERGIA.
Quando vi sento affermare che a volte il vostro atteggiamento è sbagliato perché siete stanchi o stressati (ovvero “manca energia”), so bene che state invertendo il problema.
Manca energia perché sbagliate troppo spesso atteggiamento.
Sbagliate troppo spesso atteggiamento:
  • più concentrati sui problemi che non sulle soluzioni
  • più su ciò che non va che non su ciò che funziona
  • più sugli errori commessi che non su ciò che fate bene
Il peggio è che, appena qualcuno prova a parlarvi di “atteggiamento” e di “motivazione”, in troppi cadete – di nuovo – nella trappola della demagogia.
Fate un gran mix, accostando subito la motivazione ai motivatori. Deridete i motivatori e poi vi lamentate perché intorno a voi, se non a voi stessi, manca motivazione? 
Essere persone motivate è essenziale, soprattutto in momenti complicati come questo.
Già altrove ho scritto e parlato a profusione della motivazione: qui, oggi, farò una cosa diversa.
Solo un piccolo promemoria:

Fare il motivatore non significa affatto “motivare” le persone: significa mettere le persone in condizioni di imparare a motivare se stesse.

Perché nessuno può motivarti meglio di te!
Chi avrà mai più energia, fra una persona motivata e una persona demotivata?
La performance varia in base a tre aspetti: tecnica (talento), corpo e mente. Vale per uno sportivo come per un cantante come per te in salone. Alla base c’è il livello di energia che riesci ad esprimere, ovvero, c’è ogni atteggiamento che scegli di adottare. Tutto il lavoro che puoi fare, dunque, comincia da te e lo strumento utile a dare il meglio si chiama Equilibrio.
È l’ingrediente che potenzia l’energia.
Più sei in equilibrio con te, con ciò che sei, con ciò che vuoi fare, con ciò che vuoi diventare, maggiore sarà la disponibilità di energia a cui tu potrai accedere.
Per quanto ti sembri elementare, o fin troppo semplice, tutto comincia dalla capacità di dirti:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

È questo l’esercizio che ti esorto a fare. Comincia a far caso a quante volte te lo dici, oggi.
Poi vai ad “inserirlo” dove di solito manca.
Per esempio, al mattino di fronte allo specchio, o quando devi affrontare una prova impegnativa o anomala, o quando qualcosa ti è riuscito oppure no.
Impara a volerti bene!
E il primo modo per farlo… è dirtelo:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

Riconosciti la possibilità di evolverti, e insieme il fatto che non andrà sempre tutto come vuoi, come pensavi.
Problemi, difficoltà, sconfitte, contribuiranno a fare di te la Persona che puoi diventare, nel momento in cui comincerai a ripeterti in modo autentico, sentito, sincero:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

Stai affrontando una vita apparentemente agiata, eppure evidentemente complessa. Il modo in cui scegli di interpretare ciò che accade è determinante, decisivo.
Il modo in cui “stai con te”, ciò che pensi di te, cambia le regole del gioco, rivoluziona il contesto.
Ricordati che il piacere di provarci deve essere pari al desiderio di riuscirci.

IL PIACERE DI PROVARCI DEVE ESSERE PARI AL DESIDERIO DI RIUSCIRCI!

Cosa intendo?
Che il viaggio deve essere attraente e desiderato, quanto la meta.
Goditi ogni prova, ogni sfida, ogni momento, nessuno escluso.
Impara a volerti bene sul serio!
Impara a credere in te, in ciò che puoi diventare.
Impara a credere nei tuoi sogni e nella tua capacità di realizzarli.
Affronta ogni prova con serenità, con equilibrio, con energia.
Detto da me a te Imprenditore della Bellezza:
Forse hai ragione, non è semplice.
PROPRIO PER QUESTO VALE LA PENA DI PROVARCI.
“MI VOGLIO PROPRIO BENE”.
Fa di questo mantra il tuo punto di partenza.