Gli Imprenditori della Bellezza vivono anche di una o più mode.

Le uniche “mode” dalle quali si devono guardare sono le mode di marketing, quelle per loro sono peggio del covid.

 

Prima riflessione

Quando QUALUNQUE tuo concorrente può fare quello che pensi di fare anche tu, hai già la prova provata che non è cosa per te.

Fare ciò che fanno anche altri è il peggiore degli errori.

Ti ricordo che qui impari a DIFFERENZIARTI, non a farti omologare in mezzo a una folla di tuoi colleghi.

 

Seconda riflessione

L’affermazione più sciocca, che si sente fare da chi ancora deve capire cosa sia il marketing, è: se lo fanno le grandi aziende perché non posso farlo anche io?!

  • Primo, le grandi aziende hanno risorse che tu non hai.
  • Secondo, loro possono permettersi di lavorare in perdita, TU NO.
  • Terzo, loro vendono anche prodotti saltuari (un televisore oggi, una lavatrice fra un anno…), TU NO.

E fidati, potrei continuare ancora.

 

Terza riflessione

I clienti NON hanno sempre ragione. 

Il fatto che qualche cliente ti possa chiedere se lo fai, o perché non lo fai, non è AFFATTO un buon motivo per pensare al Black Friday.

Non sempre i tuoi clienti conoscono ciò che è meglio per loro, e per loro fortuna ci sei tu a consigliarli… figurarsi se possono essere bravi a fornire consigli di valore a te.

Insomma, in linea di principio, MAI ascoltare i consigli dei clienti in fatto di prezzi e promozioni.

 

Quarta riflessione

La chiave del marketing è evitare che un’operazione APPARENTEMENTE buona “oggi”, danneggi l’autorevolezza tua e del tuo salone “domani” e  allo stesso modo assicurarti che non ti danneggi in termini di risultati.

Se per riempire un giorno o una settimana… rischi di perdere incassi e soprattutto profitti in un periodo successivo… non pensi che a priori sarebbe stato meglio NON farlo?

 

Poniti spesso questa preziosa domanda: COSA PENSERANNO DI ME SE FACCIO QUESTA COSA?

Vale per il black friday come per qualsiasi altra iniziativa.

Perché ci sono due asset che devi considerare prioritari su tutti gli altri, incassi compresi, e questi due asset sono I PROFITTI e L’AUTOREVOLEZZA.

 

L’eccezione che conferma la regola

Dopo quattro regole… ecco L’ECCEZIONE ALLA REGOLA

La clientela si può ripartire in tre grandi fasce:

  • mass market,
  • premium market,
  • luxury market.

 

Chi mi segue impara a meritarsi premium e luxury e a lasciare ad altri il mass market, fatto di guerra dei prezzi, di sconti, di clienti tossici.

Se, nonostante tutte le mie raccomandazioni, vuoi lavorare sul mass market e DEMOLIRE la tua evoluzione, allora fa pure il black friday.

 

Poi presto o tardi ci ritroveremo qui a leggere le tue lamentele, perché la gente che è venuta oggi pagando meno, lascerà il tuo salone vuoto nei giorni – nelle settimane a venire.

 

RICORDATI: COSA PENSANO DI TE E DI OGNI TUA OFFERTA, VALE TANTISSIMO.

“Qui dentro” c’è il tuo futuro, ciò che la clientela che definisci ideale pensa di te, è determinante.

Non a caso uno degli errori più commessi dai tuoi colleghi è desiderare una clientela… ma non “meritarla”.

Una delle abilità che non solo mi riconosco, ma che anche altri esperti mi riconoscono quando mi ritrovo a lavorare ad un tavolo di miei “pari” o colleghi, è quella di saper SEMPLIFICARE E SEQUENZIALIZZARE.

Rendere semplice ciò che non lo è e creare una sequenza passo passo di ciò che va fatto.

A parole sono tutti fenomeni, tu proponi un tema e in tanti annuiscono.
Al che, chiedi a qualcuno di loro di specificare come si fa quella cosa che affermano di “fare già”.

Nella maggior parte dei casi, di fronte a questa mia richiesta, in tanti si confondono, si contraddicono, trascurano, dimenticano, oppure si chiudono in un silenzio che manifesta la difficoltà che subentra quando ciò che si pensa di “sapere” si scontra con ciò che si sa in realtà.

 

Per esempio, chiedi ad un parrucchiere se sa come si accoglie un cliente.
Ti osserverà con sguardo meravigliato, probabilmente ti dirà “ma che domande mi fai?! Certo che sì”…

Così, tu gli chiedi di farti la lista di ciò che va fatto, dal momento in cui il cliente entra al momento in cui si passerà dall’attesa alla proposta e dalla proposta al lavoro vero e proprio.

Cosa accadrà spesso? Dimenticherà momenti. Ne invertirà altri. Farfuglierà a volte.
Poi ti dirà che “certe cose le faccio così in automatico che non me le devo ricordare”

Allora gli chiederai di interpellare un suo collaboratore, per verificare se è così anche per lui…

Ecco un semplice esercizio che puoi fare anche adesso, con il tuo team, per constatare quanto ciò che sembra “apparentemente” scontato, di scontato non ha proprio nulla.

Cosa succede se voi “operatori” in salone svolgete mansioni diverse, o svolgete le stesse in modo differente?

Succedono due cose:

  1. i clienti vanno in confusione. E questo a volte finisce per portarli altrove;
  2. i collaboratori vanno in confusione. E questo a volte finisce per causare conflitti o demotivazione.

Tempo fa, parlai con uno dei parrucchieri più noti d’Italia.
Durante la skypata ci ritrovammo a parlare di questo tema, e lui mi disse: se in un salone ho DIECI COLLABORATORI che possono fare lo shampoo, TUTTI E DIECI devono saperlo fare allo stesso modo.

Ecco, a proposito di shampoo…
Quanti punti esistono, a tuo avviso, dal momento in cui inviti la persona ad andare al lavatesta, al momento in cui la “consegni” a chi dovrà procedere con il lavoro successivo?

Ventidue punti. VENTIDUE.

I Parrucchieri PRO sanno di che parlo (molti nuovi PRO lo scopriranno in una delle edizioni di questo mese, per la precisione il martedì pomeriggio).

Qualcuno potrebbe dirmi: “Ma lele io preferisco che ognuno dei miei collaboratori faccia a modo suo”… e ci sta.
Ci sta A PATTO CHE allora tu mi consenta di SCEGLIERE CHI MI LAVERÀ I CAPELLI E MI FARÀ IL MASSAGGIO.

Invece, spesso, tu vuoi che a lavarmeli sia chi è libero… salvo non renderti conto che c’è chi li lava in un modo e chi in un altro, chi fa un massaggio e chi un altro.

È (ANCHE) COSÌ CHE SI PERDONO I CLIENTI.
E di solito si perdono i migliori, quelli più esigenti.
Quelli che, in quanto esigenti, sono disposti a pagarti per quanto vali, e non meno.

 

Quelli dell’accoglienza e del lavatesta sono due esempi, te ne faccio un terzo, l’ultimo, poi proseguiamo.

Metti che un tuo collaboratore vada a rispondere al telefono, e all’altra cornetta ci sia un tuo cliente che si lamenta perché dice di aver pagato troppo, o perché non è contento di un servizio.

Tu sei fuori salone per una commissione.
Il tuo collaboratore sa con esattezza come deve gestire la telefonata?

E ci risiamo, questa volta con una aggravante.
Perché qui il rischio è non solo quello di perdere il cliente, ma anche quello di beccarsi una recensione o un passaparola negativi.

Tutto perché non esiste una risposta che ognuno sa dare.

E magari ce ne usciamo con “guardi adesso il titolare non c’è, la faccio chiamare quando torna”
… ERRORE RISCHIOSISSIMO.

E oltre al danno, la beffa.
Perché il titolare se la prenderà col collaboratore, e chissà come andrà a finire anche fra loro.

 

Le regole rendono liberi

“Ma lele mica si può codificare tutto!”
Nessuno ti sta chiedendo questo, quello che ti sto chiedendo è di SEMPLIFICARE e SEQUENZIALIZZARE.

Creare delle LISTE DI CONTROLLO, delle ISTRUZIONI DETTAGLIATE, che vi aiutino a FARE LE COSE GIUSTE.

Tempo fa affermai che il miglior modo di vivere senza regole… consiste nell’avere delle regole.

Consiste nello scegliersi delle regole, anziché subirle, o pagare caro il fatto che non esistano.

LE REGOLE RENDONO LIBERI.

E vale per te come per i tuoi collaboratori.

Anche se questo articolo ti spinge oltre le regole: ti invita a CODIFICARE.

C’è una cosa però che puoi fare.
Con buona probabilità, è uno dei suggerimenti “operativi” più preziosi che ti posso dare.
Un suggerimento che hanno già avuto modo di apprezzare centinaia di tuoi colleghi.

Tuoi colleghi e loro collaboratori che avevano visto le regole come “limiti”, come “rotture di scatole” … e che ora applicano con entusiasmo anche al di fuori del salone.
Usano ciò che sto per proporti a casa, quando fanno la spesa, quando fanno la valigia per andare da qualche parte…

Già.
C’è una cosa che puoi fare.

È IL LIBRO DEI “COME FARE PER”.

Ecco, vedi? Molto probabilmente, l’idea ti piace!
Sei già lì che pensi quando farla… o a chi delegarla…
L’entusiasmo sale.

Poi devi passare dall’idea all’azione.
COME TRASFORMARE L’IDEA IN AZIONE?
E come farlo bene, evitando errori, mancanze…

Adesso hai l’idea di “COME FARE PER”.
E paradossalmente, per fare un ottimo “libro di istruzioni” … devi avere le istruzioni giuste per progettarlo.

È così che funziona!

Perché molti miei allievi ambiziosi quanto volenterosi ottengono il meglio da Parrucchiere PRO?
Perché consegno loro il Sistema di Marketing per Parrucchieri completo.

Perché molti miei allievi ambiziosi quanto volenterosi ottengono il meglio dai nostri format?
Perché da Inconfondibile a SalonSquad, passando per Creatori di Profitti e Saloning Show, consegniamo loro UNO SCHEMA SEMPLICE, STEP BY STEP.

Perché molti nostri allievi ambiziosi quanto volenterosi otterranno il meglio da Salon Business a gennaio?
Perché Nicola ed io non solo approfondiremo i 5 modi per moltiplicare i guadagni oltre al “fare capelli” (già: MENTRE tu farai i capelli, potrai guadagnare in altri 5 modi): forniremo le ISTRUZIONI DETTAGLIATE per tutte e cinque le opzioni.

È “così” che, anche qui in ufficio, funzioniamo bene e sbagliamo poco, ottimizzando i tempi.
È proprio grazie al nostro LIBRO DEI “COME FARE PER”.

Anche le persone migliori possono essere meno performanti senza istruzioni.
E le persone migliori possono aiutare a crescere i “nuovi”, non soltanto con l’esempio: possono aiutarli a crescere anche fornendo istruzioni dettagliate, codifiche chiare.

OK LELE, MI HAI CONVINTO: PUOI FORNIRMI LE ISTRUZIONI PER CREARE IL NOSTRO “COME FARE PER”?

Certo che ve le do!
Ve le do DOMANI giovedì 07 ottobre sulla pagina Imprenditori della Bellezza, durante la #giovediretta 😉

Eh sì: per il titolo di questo articolo mi sono fatto ispirare dal memorabile film strappalacrime “le parole che non ti ho detto”.

Di cosa scrivo questa volta? Di cosa parleremo nella giovediretta del 29 settembre?

 

DISCLAIMER: astenersi permalosi.

E non provate a uscirvene con pensieri del tipo “maestro sono forse io?”, perché non è con questo spirito che tratto un argomento così “spinoso”.

Non conta una ciribiricoccola sapere se alludo a te o a qualcun altro: conta portare a casa il messaggio che con questo articolo ti voglio (ti vogliamo) “passare”.

 

Mi raccomando: ripeto, non si tratta di cercare di capire se l’articolo sia per te o per qualcun altro, si tratta di cogliere il messaggio che l’articolo ti propone.

 

Le parole che non vi diciamo

Anzitutto, per quanto possiamo amarlo, io ed i miei soci Project Partner sappiamo bene che ci siamo scelti un lavoro decisamente complicato.

 

È complicato per tre motivi:

  • Il primo consiste nel riuscire a farvi cogliere l’importanza di fare le cose come vanno fatte VERAMENTE;
  • Il secondo consiste nel riuscire a farvi capire quando ci siete riusciti… e quando no;
  • … E il terzo motivo? Trovare le parole giuste per dirvi che avete fatto una CAGATA PAZZESCA (o almeno “qualcosa” di ben diverso da ciò che vi abbiamo suggerito)

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

 

Possiamo parlare di un marchio che avete commissionato ad un grafico, di un sito, di un magazine, di una vetrina, di un evento, di un annuncio per ricerca di collaboratori…

 

MANTENIAMO IL DISCORSO IN TERMINI UNIVERSALI.

Nessun riferimento specifico: non è questo l’articolo.

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

Perché a volte (anzi, potevo scrivere “spesso”) NON LA PRENDETE BENE. AFFATTO.

 

Sembra che ci chiediate “che ve ne pare” … ma per voi la risposta che vi dovremmo dare dovrebbe essere già scritta: “va bene! Complimenti!”

Già.

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

Perché a volte ve ne uscite con la bestemmia del “VA BENE SOLO SE LO FACCIAMO FARE DA LORO”.

Vi assale il dubbio che se lo fate con altri e non con noi, vi diciamo che “non va bene” … se la stessa cosa l’aveste fatta con noi invece… sicuri di aver capito con chi avete a che fare “qui”?

 

A volte fidarsi è meglio

Da dove si comincia?

DALLA FIDUCIA.

 

Fiducia Doppia:

  • una fiducia è riferita alla competenza di chi esprime un giudizio.
  • una fiducia è riferita al sincero interesse di chi esprime un giudizio.

 

FIDUCIA.

 

Prendi me.

Se ti dico che fai male a non frequentare Parrucchiere PRO, perché stai sprecando soldi e opportunità… tu devi SCEGLIERE

 

Devi scegliere se io lo stia facendo unicamente perché “io” ho da guadagnarcio se io lo stia facendo perché in te vedo un grande talento SPRECATO, o del tuo potenziale non sfruttato.

E siccome penso che tu possa fare meglio di “così”, ti suggerisco di diventare Parrucchiere PRO.

 

Domanda: se ho ragione a pensare che tu ti stia “sprecando”e tu decidi di fidarti di me e di diventare Parrucchiere PRO, chi GUADAGNERÀ di più tra TE e ME?

 

Io incasserò il prezzo di un corso… TU?

Quante migliaia di euro ti renderà averne spese poche centinaia?

QUANTE MIGLIAIA DI EURO TI RENDERÀ AVERNE SPESE POCHE CENTINAIA?

 

Chi fa davvero l’affare fra te e me?

 

Dicevamo… FIDUCIA.

Non riguarda né solo me, né solo i corsi.

 

PER ESEMPIO…

(giusto due di numero e poi proseguo)

Non è facile per Andrea SMONTARTI COMPLETAMENTE UN LOGO MAL FATTO.

Non è facile per Marco COMMENTARE UNA VETRINA CON UN SACCO DI DIFETTI.

 

In entrambi i casi puoi aver speso soldi e tempo…

E per natura, TENDERAI A “DIFENDERE” CIÒ CHE HAI FATTO.

 

Perché a nessuno piace “comprare male”.

Pensa che c’è chi rinuncia a comprare qualcosa di cui è consapevole di aver bisogno, pur di evitare il rimpianto o il rimprovero di aver sbagliato acquisto.

 

COSA SUCCEDE IN QUESTI CASI?

Noi cerchiamo di spiegarvi perché come l’avete fatto non va bene…

 

Voi:

  • Sparite. Vi eclissate. Non commentate più. Fate gli offesi. Ci fate il muso.
  • Mettete in dubbio la competenza o addirittura l’onestà del nostro commento.
  • Insultate. Provocate, ci dite che siamo solo arrabbiati perché “quel lavoro” non lo avete fatto con noi

 

PER QUESTO, A VOLTE, TACCIAMO.

Evitiamo di commentare.

Giusto? Sbagliato? Facciamo male? Facciamo bene?

Ragioniamoci insieme…

 

SIAMO QUI PER VOI.

Certo: se ci commissionate un lavoro vi chiediamo dei soldi… perché, forse voi lavorate gratis?!

 

Premesso questo…

QUALE PREZZO PENSATE CHE ABBIAMO? QUANTO PENSATE CHE VALIAMO?

 

Ti parlo di me.

Ho cinquantasei anni, gli ultimi venticinque dei quali passati professionalmente al tuo fianco.

Sono una persona felice e realizzata, e nel mio piccolo, sono un imprenditore di successo, con nove aziende e una trentina di dipendenti, più un’altra quindicina di collaboratori.

 

DAVVERO PENSI CHE IO POSSA “STRUMENTALIZZAREUN SUGGERIMENTO PER QUALCHE CENTINAIO DI EURO IN PIÙ O IN MENO?

 

La mia reputazione puoi misurarla in parecchie migliaia di euro, non certo in qualche centinaio.

 

Il valore di competenza ed esperienza

TORNIAMO AL CONCETTO DI “FIDUCIA”.

Fiducia Doppia.

Una fiducia è riferita alla COMPETENZA di chi esprime un giudizio.

Una fiducia è riferita al SINCERO INTERESSE di chi esprime un giudizio.

 

Perché alcuni di voi, magari giustamente, potrebbero obiettare la validità di un suggerimento.

Tradotto:

“lele di te mi fido, del tuo suggerimento no

“lele, ci sta che anche voi possiate sbagliare

… sì, ci sta. Dipende da “cosa”.

 

Con l’esperienza e le competenze che abbiamo:

  • Andrea impiega meno di cinque minuti a scovare almeno una decina di “problemi” in un sito
  • Sempre Andrea ti dimostra in cento parole perché il tuo marchio non va bene e non funzionerà…
  • Marco ti cambia l’immagine esterna tenendo conto di dove hai il salone, non solo del salone in sé…
  • Sempre Marco ha stravolto fior di progetti creati da fior di architetti (che hanno poi validato le sue idee) …
  • Davide ti legge il bilancio e ti dimostra quanto vai bene (o male) con soli NOVE numeri
  • Alessandro è in grado di “mappare” il tuo stile dopo averti visto ed ascoltato per un quarto d’ora
  • Marcello ha creato eventi che hanno spaccato dopo meno di mezzora di dialogo con tuoi colleghi…
  • Gianluigi risponde in tempo reale praticamente su ogni problematica riferita a team e leadership
  • Nicola ha generato 20 mila euro di incasso in meno di un mese, senza fare una testa in più…

Io ho RISCRITTO il marketing per parrucchieri e CREATO strumenti mai esistiti prima, per consentirti di fare marketing con la stessa sicurezza, la stessa passione, gli stessi risultati, con cui esegui un taglio o un colore…

 

Ora… riesci a capire cosa possiamo fare, CON TE e PER TE?

 

Solo una cosa: SMETTILA.

Di arrabbiarti, di fare il muso, di sottovalutare o snobbare i nostri consigli, di sospettare, dubitare, temere.

Ricorda che costiamo centinaia di euro L’ORA

E se ti diciamo che “così non va bene” (spesso a malincuore), è solo perché ci sentiamo RESPONSABILI, è perché vogliamo esserti UTILI, è perché sappiamo che MENO SBAGLI, MEGLIO TI EVOLVI.

 

Impara ad accettare critiche e consigli: noi ci impegneremo per fornirti, sempre di più, quelli giusti per te.

Ci sta che qualcuno, leggendo il titolo, possa aver fatto una di due riflessioni…

  • La prima è che in questo articolo si parli di qualcosa di “immorale” …
  • La seconda è che torni in mente la frase di Alessandro Montenegro in un suo post: “il sesso è sporco solo quando non ti lavi” …

Niente da fare! L’opzione giusta è un’altra.

Voglio dedicare qualche paragrafo a CINQUE PAROLE che assurdamente vengono troppo spesso accostate a pensieri negativi.

 

La prima parola “sporca” è “marketing”

Sai quante volte i nostri Area Partner (quelli che mettono la loro faccia per far conoscere la mia) si son sentiti dire cose tipo “non faccio marketing perché non mi piace fare sconti!” oppure “non mi piace il marketing perché sono solo soldi sprecati”?

In realtà, MEGLIO FAI MARKETING E MENO DEVI FARE SCONTI.

In realtà, NIENTE TI RENDERÀ QUANTO DEL MARKETING FATTO BENE.

Il vero problema non è il marketing, bensì gli errori clamorosi che evoca questa parola.

Gli allievi che mi dedicano tempo e denaro, stanno realizzando più clienti e più profitti, con meno stress, proprio grazie al sistema di marketing per parrucchieri che imparano seguendomi.

La seconda parola “sporca” è “vendita”

Ci sono parrucchieri convinti che proporre un prodotto o un trattamento ad un cliente che è in salone per un servizio, sia sbagliato…

“Devono essere loro a chiederlo”, affermano.

Altro errore clamoroso.

Anzitutto devi sapere che SPESSO LA CLIENTELA SCEGLIE TE ANCHE PER I TUOI CONSIGLI.

Non sempre un cliente è in grado di capire da solo se debba intervenire sulla cute o sui capelli.

Non sempre sa se abbia davvero bisogno o meno di quel prodotto o quel trattamento!

Proprio per questo si aspetta da te che tu gli dica SE o COSA debba fare.

E aggiungo, oltre al danno, la beffa: quando tu NON proponi uno shampoo che esponi, un cliente può pensare che “se non glielo proponi TU non credi nei tuoi prodotti” … e questo alla lunga potrebbe farti perdere prima credibilità, poi proprio il cliente.

La terza parola “sporca” è “profitto”

Davvero a volte riuscite a lasciare senza parole anche me.

Ho dedicato un intero post, pochi giorni fa, a farvi notare quanto sia drammatico ragionare in base ai propri criteri di spesa, e non a quelli della vostra clientela.

La verità è che ci sono parrucchieri talentuosi… CHE NON SPENDEREBBERO MAI CERTE CIFRE PER I LORO CAPELLI. E questo finisce per penalizzare anche chi, invece, li spende volentieri.

QUANDO CREI IL TUO LISTINO DEVI PENSARE ALLA TUA CLIENTELA E NON A TE!

Devi chiederti se la tua clientela sia felice di pagare quanto chiedi, non se lo saresti tu!

La quarta parola “sporca” è “denaro”

C’è ancora una cultura retrograda o malsana che INQUINA quella visione che ogni imprenditore dovrebbe assumere nei confronti dei soldi.

NON C’È NULLA DI MALE NEL GUADAGNARE, soprattutto se si guadagna perché ci si impegna a mettercela tutta nel fare le cose giuste.

Molti di voi MIGLIORANO LA VITA dei loro clienti, perché spesso l’apparenza rende visibile la sostanza: il modo in cui – grazie a te – si vedono allo specchio, o si sentono “guardati”, regala sicurezza, fiducia in se stessi, carisma, voglia di vivere!

Non a caso proprio io ho definito i parrucchieri creatori di autostima: perché attraverso il modo di apparire, migliorate il modo di essere delle persone.

Eppure sembra quasi che guadagnare sia una colpa.

Che esista una logica per cui non si deve “guadagnare troppo”.

… MA SCHERZIAMO O COSA?!?

È di gran lunga più sconsolante notare quanto certi parrucchieri talentuosi SPRECHINO il proprio talento, di quanto può esserlo ammirare il parrucchiere che si fa pagare il giusto per il suo modo di fare arte.

Del resto, il pessimo consiglio di tenere prezzi bassi arriva spesso da chi non è in proprio, soldi non ne ha tanti, e dunque esorta il marito – la moglie – il quel che vuoi – a non alzare i prezzi.

E SOPRATTUTTO SERVE CAPIRE UNA COSA…

Il rapporto col denaro può migliorare o peggiorare la vita … a prescindere da quanto se ne ha.

La quinta parola “sporca” è “business”

È anche l’ultima di questo articolo.

Diciamocelo: in questo paese è più facile trovare adepti del reddito di FANNULLANZA, pronti a tuffarsi nella falsa culla della mediocrità, che non giovani rampanti pronti a mettersi in proprio…

Colpa condivisa di genitori con pochi soldi o con nessuna cultura sul denaro, ed anche di uno stato che compra dignità spacciandola per umiltà.

NON C’È PROPRIO NULLA DI MALE A CERCARE DI FARE BUSINESS PER MIGLIORARE LA PROPRIA CONDIZIONE ECONOMICA.

E quanto aveva ragione Groucho Marx, quando con sottile sarcasmo ricordava che “Nella vita ci sono cose ben più importanti dei soldi. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle!”.

PERCHÉ, DICO IO, UN PARRUCCHIERE CON LE MANI D’ORO, CHE SIA DI TRIESTE O DI TRAPANI, DI TARANTO O DI TORINO, NON PUÒ GUADAGNARE LEGITTIMAMENTE PIÙ DI TANTI MANAGER O DI PROFESSIONISTI O DI ALTRE CATEGORIE DI IMPRENDITORI?

PERCHÉ ?!?

ECCO. CON QUESTO ARTICOLO HO VOLUTO RIPULIRE IL SIGNIFICATO DI QUESTE CINQUE PAROLE.

Ti esorto a RIFIUTARTI di farti lavare il cervello da coloro che, magari per un giustificabilissimo motivo non sono ricchi, o non vedono di buon occhio la ricchezza, vogliono contagiare anche te e farti vedere il denaro come la fonte di tutti i mali, il voler crescere come una fonte di stress, la vendita come un fastidio per il cliente, l’ambizione come una colpa.

Dietro quell’ “ACCONTENTARSI” che tanti esaltano, c’è in verità una enorme voglia di NON FARE, di NON IMPEGNARSI. Di accontentarsi degli alibi, anziché spingersi verso nuove opportunità.

Un noto formatore americano afferma che

  • SEI PADRONE DEL DENARO, O NE SEI SCHIAVO.

Ciò che mi hanno insegnato VENTICINQUE ANNI al vostro fianco, cari parrucchieri, è che

NESSUN IMPRENDITORE PUÒ PERMETTERSI IL LUSSO DI RAGIONARE DA POVERO.

E aggiungo un secondo pensiero.

Quando il mio meraviglioso papà mi diceva “più lavori, più guadagni”,

SI SBAGLIAVA.

Del resto lui, operaio, aveva scelto – non lo biasimo, lo ha fatto anche per me e lo so benissimo – di scambiare il proprio tempo per del denaro, dunque un’ora in più valeva quello che valeva…

TU IMPRENDITORE,

TU IMPRENDITORE DELLA BELLEZZA,

DEVI SPINGERTI OLTRE QUESTO RAGIONAMENTO.

E devi capire, una volta per tutte, che per guadagnare di più non devi lavorare di più.

AFFATTO.

Per guadagnare di più non devi lavorare di più, AFFATTO!!!

Devi impadronirti dei meccanismi che ti possono far fare business anche se non fai capelli.

Pur continuando a fare il parrucchiere, a dedicare ai capelli la tua vita.

CHIARIAMOLO:

non ti sto parlando di investire in immobili o in bitcoin:

TI STO INVITANDO A SCOPRIRE QUALI ALTRE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS PUOI INTRAPRENDERE, MENTRE CONTINUI A FARE CAPELLI.

Come hanno fatto tanti tuoi colleghi, Nicola Zanivan in testa.

Come racconteremo a Salon Business, il 30 e 31 gennaio 2022.

Intanto prova a chiederti:

COSA POSSO FARE DI DIVERSO DAL FARE I CAPELLI, PER MOLTIPLICARE LE MIE ENTRATE?

Ti invito a spingerti OLTRE il “fare i capelli”.

Nelle prossime settimane dedicheremo a questo tema tutto lo spazio che merita…

E cominciamo bene, cominciamo subito:

ti ho chiesto

COSA POSSO FARE DI DIVERSO DAL FARE I CAPELLI, PER MOLTIPLICARE LE MIE ENTRATE?

Ti anticipo che hai cinque modi che puoi valutare per moltiplicare i tuoi guadagni, oltre al “fare i capelli”.

E oltre a parlarne, se vorrai potrai beneficiare dell’opportunità non solo di conoscerle, ma di approfondirle.

Sta nascendo una nuova generazione di Imprenditori della Bellezza.

Una generazione fondata non sull’età, quanto sulle convinzioni, sul modo di fare marketing, sul modo di vivere il denaro, sul modo di fare business.

E tu puoi scegliere se farne parte.

Era giusto tenere aperto il salone sabato primo maggio?

Era giusto tenere chiuso il salone sabato primo maggio?

Ci ragioniamo in questo articolo, in un migliaio di parole circa, che si leggono in meno di dieci minuti.

Faremo un ottimo uso delle due domande, arrivando addirittura ad analizzare il titolo.

 

Una piccola premessa

Alcuni si sono fermati quando hanno letto “dieci minuti” perché affermano di “non averli”,  quei dieci minuti.

Spesso si può pensare che siano i parrucchieri più impegnati… nella realtà sono spesso i più insoddisfatti.

 

Chissà perché, chi più si lamenta di non avere mai tempo, ha più problemi di chi non se ne lamenta.

Ha più problemi e meno soldi quasi sempre: il “quasi” è d’obbligo.

Dunque, se tu sei ricco e felice ma non hai tempo lo stesso, puoi comunque continuare a leggere

 

Per inciso, il problema non è il tempo che manca per fare cose, ma le cose che si fanno nel tempo che abbiamo a disposizione.

Ma è più facile obiettare che rifletterci.

 

Completo la premessa con un’altra tipologia di persone che non leggerà l’articolo: alludo a chi ha già deciso che se il titolo dell’articolo è “Mentalità Imprenditoriale”, allora sicuramente io dirò che dovevate tenere aperto il primo maggio.

 

SBAGLIATO.

Può essere giusto tenere chiuso o aperto.

Può essere sbagliato tenere aperto o chiuso.

 

Ma è inutile dirlo, tanto hanno smesso di leggere fin dal titolo.

 

Chiariamolo: a contare veramente è solo il “perché” si sia deciso di chiudere o aprire.

 

È proprio questo che mi ha spinto a parlare di mentalità imprenditoriale.

 

Cosa vuol dire “mentalità imprenditoriale”?

Detto di chi ha smesso di leggere, ora occupiamoci di chi lo sta facendo.

Anche perché la riflessione è molto importante!

 

Posso assicurarti che il discorso sul “tenere aperti o chiusi” il primo maggio può spingerti molto oltre l’apertura o la chiusura in sé.

E per quanto ai più possa apparire impossibile, in ballo ci può essere il “tenere aperti o chiusi” un giorno… O ANNI.

 

Non credo che molti di voi si stiano rendendo conto di cosa è successo e di ciò che sta per succedere.

UN TERZO DEI PARRUCCHIERI CHIUDERÀ ENTRO DUE ANNI AL MASSIMO.

 

La quasi totalità di loro non è in questo Gruppo. Spesso non è nemmeno in Facebook.

Ma la realtà, inesorabile, ineluttabile, implacabile, è che succederà per tanti di loro (e pochi di “voi”) quello che è già successo nella storia, più volte, a moltitudini di imprenditori, dei settori più svariati.

 

NON HANNO CAPITO IL CAMBIAMENTO.

Si sono convinti che “ma sì, continuerà ad andare come è sempre andata”.

 

Oppure ancor peggio, come la tua gentile collega che ha fatto fortune per vent’anni, arrivando ad avere undici dipendenti, figlia compresa…

Lei, che si complimentò con me alla fine di una presentazione del mio Libro, dicendo che era stata una serata molto interessante…

Lei, che giustificò la figlia, assente quella sera, perché “i giovani devono anche divertirsi” (capirai che danno se dedicava UNA serata ad evolversi).

Lei, che un anno e mezzo dopo quella serata si è ritrovata in salone con TRE collaboratori.

Lei, che ha chiuso a fine 2020 e vede sua figlia smarrita, tra l’idea di fare la dipendente o di cambiare lavoro.

 

LO SO, TI SEMBRA IMPOSSIBILE.

Eppure, di storie così ce ne sono centinaia.

 

E di nuovo, lo ripeto: SE PENSI CHE STIA DICENDO CHE DOVEVATE TENERE APERTI IL PRIMO MAGGIO, SBAGLI.

 

“MENTALITÀ IMPRENDITORIALE”.

È in questi due termini che puoi trovare tutto ciò che ti occorre.

 

Cos’è la Mentalità Imprenditoriale?

  • È la capacità di concentrarsi sul RISULTATO.
  • È il riconoscersi ed assumersi la responsabilità di realizzarlo.
  • È il rifiutare di cercare alibi o colpevoli.

 

Insieme con la visione strategica, la mentalità imprenditoriale costituisce il fondamento di quella consapevolezza professionale che ho approfondito in modo straordinario in parrucchiere imprenditore.

 

Sedici ore audio più sedici ore video, rigorosamente registrate dal sottoscritto in studio, capaci di portarvi a vivere il piacere di combinare Passione e Professione.

 

C’è chi intraprende e chi chiede aiuti. Perché il governo aiuta così poco le imprese in difficoltà?

Perché è disposto a lasciar fallire chi non è “davvero” imprenditore o chi continua a credere che la cosa giusta sia fare nero come se piovesse.

 

I soldi andranno agli imprenditori, quelli veri, quelli capaci.

Piaccia o non piaccia, è tutto qui.

 

Non c’è più spazio per chi improvvisa.

Non c’è più spazio per chi fa l’imprenditore ragionando da dipendente.

Non c’è più spazio per chi si è comprato un lavoro, o vuole arrotondare lo stipendio del marito, facendo l’orario di un operaio. Per inciso, un collega afferma “le persone vanno in ferie, le aziende no” … anche per questo i saloni piccoli saranno sempre meno, idem i parrucchieri che lavorano da soli, o in due.

 

  • SE PRATICHI PREZZI BASSI, APPENA NON POTRAI PIÙ FARE NERO, DOVRAI CHIUDERE.
  • SE FAI I TUOI ORARI E NON TIENI CONTO DI QUELLI DEI CLIENTI, DOVRAI CHIUDERE.

 

Bianco o nero, niente gradazioni di grigio.

 

MA SE PENSI CHE QUESTO SIGNIFICHERÀ SOLO “LAVORARE DI PIU”, VUOL DIRE CHE CONTINUI A NON CAPIRE.

Serve che lo ripeta di nuovo? Se pensi che stia dicendo che dovevate tenere aperti il primo maggio, sbagli.

 

A CONTARE VERAMENTE È SOLO IL “PERCHÉ” SI SIA DECISO DI CHIUDERE O APRIRE.

 

Giustificazioni contro motivazioni

Come si è deciso? È l’eterna battaglia tra giustificazioni e motivazioni.

 

Chi afferma:

  • “non si vive di solo lavoro”
  • “ci stanno portando via i diritti”
  • “non rinuncio a vivere perché devo lavorare”

… CORRE GROSSI RISCHI.

 

Chi invece afferma:

  • “abbiamo deciso insieme con i nostri clienti”
  • “per il tipo di clientela che ho, ho scelto di lavorare di più nei giorni precedenti”
  • “abbiamo deciso quali ponti fare e quali lavorare”

… È SULLA BUONA STRADA.

 

È tempo di finirla: O SEI IMPRENDITORE, O NON LO SEI.

Possono cambiare le tue ambizioni… puoi voler avere un salone grande o piccolo, in centro o in periferia, con pochi o tanti dipendenti, con prezzi medi o alti…

 

O SEI IMPRENDITORE, O NON LO SEI.

La chiave è COME SCEGLI, e come motivi le tue scelte.

 

Ragionare da imprenditori o da dipendenti prescinde dal fatto che teniate aperto o meno il primo maggio.

Proprio come non potete continuare a pensare che il vostro lavoro sia tagliare colorare, trattare, asciugare.

 

OGGI sei nel marketing del bellessere, e quando ti dico che devi fare una piega in meno e prendere un aperitivo in più (adesso che il covid te lo lascerà di nuovo fare), ti dico molto di ciò che devi diventare.

 

  • Essere imprenditori e ragionare da dipendenti significa moltiplicare i rischi e ridurre le soddisfazioni.
  • Essere imprenditori e ragionare come tali significa moltiplicare le opportunità ed i risultati.

 

L’IMPRESA NON SI IMPROVVISA.

Ragionare da imprenditori non significa affatto “lavorare DI PIU”! Significa imparare a lavorare MEGLIO.

Cosa che comprende anche il capire quando e come aprire, quando e come non farlo.

 

Serve ripartire dal “perché” fai ciò che fai. E sì, serve smettere di essere IPOCRITI.

Perché gli stessi che si sono lamentati per settimane perché obbligati a stare chiusi, non avrebbero MAI E POI MAI dovuto lamentarsi perché non hanno obbligato a stare chiusi i loro colleghi, il primo maggio.

 

Non c’entra lo Stato.

C’entra come tu scegli di interpretare l’essere imprenditori, Imprenditori della Bellezza.

 

Smettila di lamentarti.

Impara a gestire il Marketing, i Numeri, le Persone.

Chiediti dove vuoi andare, e SE la tua impresa sia il veicolo giusto per arrivarci.

 

Per definirsi “imprenditori” non basta avere undici numeri che compongono la tua partita iva: essere imprenditori significa fare in modo che questi undici numeri ti consentano di generarne migliaia!

Ricordatelo la prossima volta che i conti non tornano.

Perché è RIDICOLO leggere tuoi colleghi affermare nel post prima che i soldi non sono tutto… e nel post dopo leggere che si lamentano perché non ne hanno!

 

A CONTARE VERAMENTE È SOLO IL “PERCHÉ” SI SIA DECISO DI CHIUDERE O APRIRE.

Questo significa “essere imprenditori”.

Questa è la Mentalità Imprenditoriale che deve ispirarti.

 

PS: nella giovediretta risponderò volentieri alle domande che vorrai rivolgermi su cosa significhi NELLO SPECIFICO adottare una Mentalità Imprenditoriale, in vista della trasformazione che, per quanto invisibile, è già in atto.

 

Non farmi sconti: io non te ne farò.

Questa è la parte che completa e conclude l’ “articolo”.

La prima sulle agenzie di servizi la trovi qui.

La seconda sulle aziende di prodotti la trovi qui.

 

Ho scritto “articolo” tra virgolette, perché parliamo di circa OTTOMILA PAROLE in totale, alla faccia dell’articolo!!!

 

In questi tre viaggi ho cercato di farti riflettere in due prospettive, a prima vista ho cercato di “aiutarti a scegliere”.

Se ti spingi oltre, così come io ho cercato di aiutare te a scegliere me in mezzo a tanti, dopo aver letto, tu puoi fare lo stesso per aiutare la tua clientela a scegliere te!

 

Nella prima parte abbiamo parlato di agenzie di servizi.

Nella seconda parte abbiamo parlato di aziende di prodotti.

Oggi nella terza parte, affrontiamo il tema formatori/formazione.

 

Piaccia o non piaccia, te lo ripeto non è solo un tuo problema per scegliere me, è anche un problema per la tua clientela nello scegliere te!

Troppo spesso non comunicate come si deve tutta la formazione che fate per proporre ad ogni cliente la soluzione ideale per “lei”.

 

E in questo, posso scriverti “beato te, beata te”, sai perché?

Perché la maggioranza della tua clientela è attenta alla formazione che fai tu i parrucchieri, invece, fanno una gran confusione.

Il primo problema consiste nella falsa umiltà, umiltà che in troppi millantano solo a parole.

 

Per avere conferma di questo, è sufficiente sedersi fra il pubblico durante un lavoro in pedana… minuto più minuto meno, in tanti se ne usciranno con la famigerata battuta: “ io queste cose le facevo dieci anni fa ”.

Ciò non toglie che lo stilista in pedana, per la sua esibizione di “oggi”, percepirà quello che molti “lo facevo dieci anni fa” guadagneranno in qualche mese di lavori in salone.

E se glielo dici si offendono pure.

 

Perché “imparare” è un mestiere così bistrattato e sottovalutato?

Perché per troppi tuoi colleghi è così difficile “ammettere”, se non proprio entrare nell’ottica, di avere ancora tanto da imparare?

 

Finché avrò voglia di imparare, continuerò ad insegnare.

Il giorno in cui penserò di saperne abbastanza, diventerò inutile, se non “pericoloso”.

 

Ci sono tuoi colleghi che hanno frequentato un mio corso oltre dieci anni fa e quando mi commentano sui social parlano come se io continuassi a dire ciò che ho insegnato a loro “quella volta là”.

Poveri folli.

 

La maggioranza dei miei Allievi più fidelizzati, può testimoniare che ad oggi praticamente non ho mai proposto un’edizione di parrucchiere pro identica ad un’altra.

Così come la maggioranza dei miei Allievi Avanzati che è davvero in grado di comprendere i miei contenuti, può testimoniare che non ho mai ripetuto uno stesso tema nelle coaching class.

 

Ho scritto “la maggioranza dei miei Allievi Avanzati che è davvero in grado di comprendere i miei contenuti”, perché ci sono allievi che, di nuovo, si sopravvalutano.

Se in una Coaching Class devo parlarti di script o di tecniche di Story Copy, significa che sto per proporre NUOVI script o NUOVE tecniche.

 

Ma loro a volte dicono “ma lele di Story Copy ci aveva già parlato” un po’ come se tu entrassi al cinema, vedessi il leone della Metro Goldwin Mayer e ti alzassi dicendo “questo film l’ho già visto”, un po’ come se tu ad una tua cliente indicassi il lavatesta per iniziare il servizio e lei ti dicesse “ma dai, la testa me l’hai già lavata l’ultima volta che ero venuta!”, insomma a volte, credimi, siete pittoreschi.

 

Dunque, per apprezzare la formazione, anzitutto servono due considerazioni:

  • serve imparare ad imparare
  • serve imparare a scegliere corsi e formatori.

 

Imparare ad imparare

Primo, smettetela di valutare i corsi unicamente in base a quanto durano e a quanto costano.

Non c’è errore più grande, ma tornerò sul tema fra poco, intanto presta attenzione.

 

Imparare ad imparare significa capire che un corso non comincia né finisce negli orari che ti sono stati comunicati.

Troppo spesso arrivate al corso NON pronti e ancora più spesso NON pianificate i tempi necessari da dedicare alla messa in pratica di quanto appreso.

 

Se farete tesoro della seconda considerazione (imparare a scegliere corsi e formatori), ALLORA diventa importante seguire l’istruzione che ti sto per fornire.

 

SUL SERIO, MICA A PAROLE.

 

Mettiti in testa che UN CORSO FINISCE QUANDO HAI MESSO IN PRATICA QUANTO HAI APPRESO.

Punto. Fine. Stop.

 

Ricordi?

SEI CIÒ CHE FAI DI CIÒ CHE SAI.

 

A che serve frequentare un corso, prendere appunti… E POI NON RILEGGERLI, NÉ APPLICARLI?!

 

Per esempio, i miei allievi sanno bene che, entro una settimana, dieci giorni massimo dalla fine del corso, l’ideale è che si incontrino, con o senza i collaboratori dipende dal tipo di corso.

FACENDOLO, POTRANNO PIANIFICARE LA MESSA IN PRATICA DI QUANTO IMPARATO.

 

Molti dei tuoi colleghi che si lamentano perché “i corsi sono soltanto teoria” … IN REALTÀ NON DEDICANO TEMPO PER METTERE IN PRATICA!

 

Insomma, scaricano sul formatore una responsabilità che è totalmente loro.

TI È CHIARO PERCHÉ TI HO SUGGERITO DI “IMPARARE AD IMPARARE”?

 

Bene.

 

Allora possiamo spingerci alla seconda considerazione:

IMPARARE A SCEGLIERE CORSI E FORMATORI.

 

Che ti piaccia o no, ancora una volta, tu ed io abbiamo lo stesso problema.

 

… Tu sei lì a pensare che io possa chiaramente tirare acqua al mio mulino.

… Io sono qui a chiedermi come posso aiutarti a valutare DAVVERO il valore di un contenuto.

 

Perché se solo potessi essere sullo stesso palco con i miei colleghi…

se solo tu potessi comparare le “nostre” risposte ad una tua stessa domanda…

AVRESTI SCIOLTO OGNI DUBBIO.

 

Ma ahimè questo i miei colleghi MANCO CI PENSANO a farlo.

 

Se solo tu andassi a fondo, e invece di affermare che “i formatori dicono le stesse cose”, ti impegnassi per comprendere sia chi ha espresso per primo certi concetti… SIA SOPRATTUTTO CHI LI SVILUPPA MEGLIO… io sarei a cavallo (e tu anche).

 

MA COSÌ COME I TUOI CLIENTI POSSONO FAR FATICA A COGLIERE UN PRO O UN CONTRO DI UN TAGLIO O DI UN EFFETTO COLORE, ALLO STESSO MODO SPESSO PER ME È MOLTO DIFFICILE FARTI COGLIERE LE DIFFERENZE FRA ME E CERTI MIEI CONCORRENTI.

 

L’altro giorno, un formatore ha “cercato” di spiegare la differenza fra posizionamento e specializzazione… solo che in un video di quindici minuti PRIMA HA DETTO CHE SONO COSE DIVERSE, POI CHE SONO LA STESSA COSA…

 

Portando esempi che agli occhi di chi IGNORA cosa si intenda davvero per “posizionamento” possono ahi noi passare per “logici” … MA CHE IO HO SMONTATO COME I LEGO IN UN MINUTO.

 

Allo stesso modo, poche settimane fa, un altro formatore ha avuto il coraggio di affermare che in un salone posizionato sul colore, avere l’estetica vuol dire poter fare un upsell… CHE È UNA BESTEMMIA URLATA IN CHIESA, visto che il 90% di chi va in quel salone ci va per il colore, e MANCO CI PENSA a valutare i servizi di piccola estetica.

 

Anche lì, quando la tua collega mi ha spiegato la cosa, io, SENZA CONOSCERLA, prima ho azzeccato in pieno la stima di certi suoi incassi, poi di quanto sta perdendo, infine le ho fatto quantificare quanto può costare e quanto può rendere la riconversione dell’area estetica, che è da eliminare.

 

DI ANEDDOTI COME QUESTI TE NE POSSO PROPORRE DECINE E DECINE.

 

Pensa a come puoi sentirti tu, quando capisci che una cliente sfoggia un colore e un taglio totalmente sbagliati… e invece afferma di essere contenta…

 

PER ME È LO STESSO,

 

quando mi ritrovo per esempio a sentire alcuni di voi felici per i clienti nuovi attirati con una promozione SBAGLIATA… io so bene che fra poche settimane VI PENTIRETE AMARAMENTE di averla fatta… voi per capirlo dovrete ritrovarvi stanchi per il superlavoro… e col cassetto che piange.

Vita dura quella dei professionisti.

 

COME SI SCEGLIE UN CORSO?

 

COME SI SCEGLIE UN FORMATORE?

 

Analisi, Problemi, Obiettivi… Analisi, Referenze, Domande.

Ecco, la sequenza è questa. Sì, le “analisi” sono due.

 

Per prima cosa devi avere molto, molto bene in chiaro “dove sei oggi”.

CONCRETAMENTE, si tratta di capire dove sei oggi, dove vuoi trovarti “domani” (intendo fra uno o più anni), e quali ostacoli – difficoltà – problematiche ti stanno complicando questa tua evoluzione.

 

SE VUOI DIVERTIRTI VAI AL CINEMA O A TEATRO, O FATTI UN HOBBY.

 

Formarti, invece, deve anzitutto servirti per

RISOLVERE PROBLEMI oppure per CREARE OPPORTUNITÀ.

 

Ipotizziamo che tu questa consapevolezza l’abbia già costruita.

Dunque, sai dove sei, sai dove vuoi andare e perché… e hai idea di quali problemi devi risolvere per arrivarci… o almeno vuoi proprio scoprire quali sono i problemi che devi risolvere, se non li conosci.

 

COS’ALTRO TI RESTA DA FARE?

Referenze e Domande.

 

ORA CHE SAI IN SPECIFICO CHE TIPO DI FORMAZIONE TI SERVE, DEVI SCOPRIRE QUALE SIA IL CORSO E QUALE SIA IL FORMATORE CHE DEVI SCEGLIERE.

 

ANALIZZA E COMPARA.

Confronta la qualità dei contenuti.

 

Più hai in chiaro ciò che ti serve, più ti diventerà semplice sceglierlo.

 

Aiutati con le referenze… non limitarti a leggerle: poni domande specifiche a quei tuoi colleghi che le esprimono, così da valutare se quella referenza sia una “marchetta”, o se sia motivata, concreta.

 

Infine, PONI DOMANDE AL FORMATORE.

 

Consentimi: è INACCETTABILE che tu sia disposta a “pagare senza fiatare” OGGI!

Oggi devi investire al meglio ogni euro del tuo denaro ed ogni minuto del tuo tempo!

 

SE IN UNA DIRETTA O IN UN POST, tu mi poni delle domande, io sono felice come una Pasqua.

Farai in fretta a constatare che non vale per tutti i formatori.

CI MANCA SOLO CHE IO MI DEBBA PREPARARE UNA RISPOSTA AD UNA DIRETTA O RIFERITA AD UN MIO POST.

 

Analisi, Problemi, Obiettivi… Analisi, Referenze, Domande.

Ecco, la sequenza è questa.

Adesso la conosci. Fanne buon uso.

 

E SMETTILA DI CEDERE ALLE SUGGESTIONI.

 

Le tre principali sono:

“io ti faccio tutto, tu pensa a fare capelli”

“io sono un parrucchiere come te”

“io dico le stesse cose ma costo meno”

 

“Io ti faccio tutto, tu pensa a fare capelli”

 

Sulla prima suggestione hai il primo dei tre articoli da approfondire: c’è tutto.

Ricordati che le scorciatoie ti portano in luoghi ben diversi da quelli che vuoi raggiungere.

Il marketing è veloce, non istantaneo. Chi ti promette risultati per domattina, mente, sempre.

 

Smetti di credere alle favole… e vivrai la più avvincente delle realtà.

 

“Io sono un parrucchiere come te”

 

Possibile che dovete ancora credere a queste favole?

È PIÙ CREDIBILE UN TUO COLLEGA CHE HA UNO O DUE SALONI… E HA IMPARATO DA QUALCUNO COME ME… O È PIÙ CREDIBILE UNO CHE HA CENTINAIA DI SALONI CLIENTI?

 

Possibile che ci sia chi non ci arriva? Preferisci andare dalla fonte, o affidarti a chi ha imparato e filtrato il marketing attraverso la sua specifica situazione?

 

IO INSEGNO IL MARKETING DIRETTAMENTE A TE.

 

Il tuo collega lo ha imparato da uno come me… e poi lo insegna a te.

C’è bisogno che io aggiunga altro? Ci arrivi che è un passaggio (rischioso) in più???

 

“Io dico le stesse cose ma costo meno”

 

QUI SIAMO ALL’APOTEOSI.

Viene da sorridere quando certi miei colleghi ti propongono un corso per imparare a non fare sconti… E PER VENDERTI IL CORSO TI FANNO LO SCONTO!

Dai su, siamo seri.

 

CHI COSTA POCO O PUNTA SUL PREZZO, SIGNIFICA CHE NON HA ALTRE ARGOMENTAZIONI VALIDE DA PROPORRE.

Vale per i tuoi concorrenti…

come vale per i miei.

 

Ai giorni d’oggi, anche grazie al web, NESSUNO SI SOGNA DI VENDERE AD UN PREZZO PIÙ ALTO CIÒ CHE SUL MERCATO VIENE PROPOSTO A MENO.

Perciò, se costa meno è perché vale meno.

 

E puoi credermi: certo un orologio fermo azzecca l’ora due volte al giorno… ma se hai bisogno di un orologio è meglio che tu lo scelga funzionante 😉

 

ECCOCI QUI.

 

Ora dovresti avere sufficienti elementi per gestirti in mezzo ad agenzie di servizi, aziende di prodotti e formatori.

 

Se fai buon uso di questi tre articoli, dubito fortemente che commetterai errori nella scelta dei tuoi Partner!

Allo stesso modo, adesso hai svariati spunti di riflessione per riflettere su come AIUTARE LA TUA CLIENTELA POTENZIALE A SCEGLIERE TE IN MEZZO A TANTI.

 

Per esempio…

=> Crea contenuti di valore che aiutino la clientela a notare le differenze.

=> Usa le proposte delle aziende per rafforzare il tuo posizionamento, e non viceversa, o faticherai a diventare quel punto di riferimento che la tua clientela potenziale sta cercando.

=> Fornisci istruzioni chiare, specifica bene come mai tu riesci a produrre certi risultati, e non esitare a creare o a richiedere referenze capaci di renderti credibile.

 

Detto questo…

 

RIPARTIAMO DAL TITOLO:

CONCORRENZA MALEDETTA,

CONCORRENZA BENEDETTA

 

MEGLIO CONOSCI LA TUA CONCORRENZA, MENO DOVRAI TEMERLA.

PIÙ AIUTI LA TUA CLIENTELA A NOTARE LE DIFFERENZE, PIÙ SCEGLIERÀ TE.

PRIMA IMPARI AD USARE LA CONCORRENZA, PRIMA LA METTERAI IN CRISI.

 

È così che la concorrenza si evolverà da “maledetta” a “benedetta”:

 

QUANDO IMPARI A BATTERLA, LA CONCORRENZA DIVENTERÀ UNA FONTE DI CLIENTELA!

Perché contribuirà a far sapere che c’è “qualcuno” che fa “qualcosa” di speciale…

 

MA TU, IN QUANTO LEADER DI SETTORE, DIVENTERAI LA PRIMA SCELTA.

Vale per te… come vale per me.

 

La concorrenza, che tanti tuoi colleghi guardano con irritazione o con preoccupazione, finisce per avvicinare a te quella clientela che tu, da solo, avresti fatto parecchia più fatica ad intercettare.

La concorrenza deve fungere da stimolo.

Ti spinge ad evolverti, ad innovare, a spostarti sempre “più in là” del prezzo.

La concorrenza ti toglie quella clientela che tu non volevi più avere in salone.

Questo ti rende sempre di più l’alternativa autorevole per la clientela che hai eletto come “ideale”.

 

MEGLIO FAI MARKETING, PIÙ LA TUA CONCORRENZA TI PORTERÀ CLIENTELA.

 

Chiaramente serve #MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste, forse è inutile ricordarlo.

Personalmente accetto ogni giorno la sfida, anche quando è durissimo affrontarla.

Perché a volte siete troppo ingenui, troppo creduloni, poco attenti ai dettagli, poco concreti.

 

Ah… se solo poteste essere con noi, quando formiamo i nostri Area Partner!

Quello che gli Area Partner si sentono ripetere con insistenza è che:

SE VENDIAMO AD UN CLIENTE QUALCOSA DI CUI NON HA BISOGNO,

STIAMO SBAGLIANDO

proprio come

STIAMO SBAGLIANDO

SE NON VENDIAMO AD UN CLIENTE QUALCOSA DI CUI HA BISOGNO.

 

Non sai con quanta emozione, nel webinar con cui ho lanciato #ParrucchiereImprenditore,

ho affermato che fra le vostre garanzie potevate contare sulla mia

REPUTAZIONE.

 

Questo mio assumermi la RESPONSABILITÀ di contribuire in modo concreto alla vostra evoluzione…

 

Questa mia CONSAPEVOLEZZA che se io fossi parrucchiere vorrei sapere che posso contare su un formatore come il sottoscritto, insieme con i Partner che mi affiancano…

 

Questa convinzione che i RISULTATI sono l’unità di misura più credibile di tutto ciò che facciamo e che è da lì che deve nascere ogni progetto che ti proponiamo…

 

Sono questi i VALORI che posso esprimere.

Sono questi i VALORI che ti invito a fare tuoi.

Responsabilità, Consapevolezza, Risultati.

 

Perché immagino sia lo stesso per te:

LA GIOIA DEL CLIENTE È IL VERO VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO LAVORO.

 

Per me formatore ed imprenditore, come per te artigiano, artista, Imprenditore della Bellezza.

LA GIOIA DEL CLIENTE È IL VERO VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO LAVORO.

 

FINITO!!! Immagino non sia stato semplice leggerti questo mini-libro ah ah ah!!!

 

Proprio perché non era semplice, in tanti tuoi colleghi si rifiuteranno di leggere… o leggeranno a pezzi… o rimanderanno a mai più questa lettura.

 

Anche per questo, probabilmente, finiranno nel calderone di quella concorrenza che, a questo punto, per te, non può che essere BENEDETTA.

Come lo è la mia, per me.