Non è tanto l’invidia, né la gelosia.

Non è l’ignoranza, né la superficialità.

È questa ostinata diffidenza che vi ostacola!

È questa ostinata diffidenza che vi rallenta, vi indebolisce, vi limita.

Siete troppo diffidenti, sempre convinti che dietro ci sia la fregatura.

Non ce la fate ad immaginare che per esempio io possa essere realmente impegnato per farvi ottenere risultati eccellenti.

Non volete provare a capire, ad approfondire, a comparare… avete già deciso che “tanto i formatori sono tutti uguali”. Quindi per la stessa logica sono uguali anche tutti i parrucchieri?!

Non vi convincono le recensioni di vostri colleghi, che potete monitorare voi da soli, per voi sono “tutte menzogne”.

Già gli italiani sono etichettati come un popolo di diffidenti e com’è nella logica delle cose, indovinate qual è il popolo che si fa più abbindolare?

Sempre “loro”: gli italiani.

Perché essere diffidenti ad occhi chiusi, è il peggior errore che si può commettere.

Per esempio, pensa a quanti tuoi colleghi, miei allievi, che hanno messo da parte la diffidenza iniziale e, dopo aver preso atto che di loro mi importa veramente e che so come portarli dove vogliono andare, hanno cominciato a produrre RISULTATI SU RISULTATI.

Quanto sarebbe costata loro una diffidenza miope, basata sul nulla, sui sentito dire, su preconcetti vecchi, sbagliati, spesso strumentali?

La diffidenza deve avere delle basi concrete, se no è “miopia”.

Con gli occhi la risolvi: può andar bene un paio di occhiali, le lenti a contatto, se vuoi un intervento.

Nel business la miopia è micidiale e può provocare guai seri, danni enormi.

Puoi permetterti di essere troppo diffidente? NO, più o meno quanto non puoi permetterti di essere troppo ingenuo.

Dura verità: spesso l’eccesso di sfiducia è l’effetto della mancanza di autostima. 

Possibile che tu debba sentirti così tanto ingenuo da non poter capire, informazioni alla mano, se chi ti parla è degno della tua fiducia oppure non lo è?!

Davvero l’unica cosa che ti senti in grado di fare è quella di entrare in modalità “struzzo”, mettere la testa sotto la sabbia, e ripetere a pappagallo che “sono tutte fregature”?!

E fosse un po’ che inizi a farti una Tua opinione?

Due cose:

  • La prima è che hai un’opportunità ideale per riuscirci, leggiti il P.S. alla fine del post.
  • La seconda è che se sei assolutamente convinto di far bene a diffidare, beh, perché non ce lo dimostri nei commenti? Ci aiuti a capire cosa ti spinge a “diffidare”?

P.S.: L’occasione d’oro per scoprire se fai più o meno bene a fidarti è GIOVEDÌ 12 MAGGIO, TRA LE 21:30 E LE 23:00.

Trovi tutti i dettagli qui (spoiler, è GRATIS):

Lele Tour – GRATIS

In questi giorni compio cinquantasei anni.

E quest’anno ne festeggio 25 al fianco dei parrucchieri: nozze d’argento.

Sono fra i più stimati dai miei competitor affermati.

Sono tra i più odiati dai miei competitor mediocri.

In questi anni ho formato migliaia di Imprenditori della Bellezza.

Ho contribuito a:

  • far aprire centinaia di saloni di successo
  • rimettere in sesto centinaia di saloni in difficoltà
  • realizzare milioni di profitti in più
  • conquistare migliaia di clienti in più
  • fidelizzare migliaia di clienti in più
  • recuperare centinaia di clienti in più
  • assumere centinaia di collaboratori in più
  • costituire decine e decine di società in più

 

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che calca i palchi dell’Hair&Beauty da 25 anni… ne parlavo di recente con Renato e Fabio: sono gli unici che se la possono giocare su questo piano.

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che sviluppa i numeri che faccio io, o meglio, che fa il nostro team di aziende nell’Hair&Beauty… ne parlavo di recente con Marco e Luca: siamo in pochissimi a fare i numeri che faccio io col mio gruppo.

Posso considerarmi una persona di successo? Dipende.

Anzitutto dipende da cosa si intende per “successo”.

Cosa significa

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita”. Non è qualcosa che riguarda “solo” il denaro, o “solo” la notorietà, così come è ipocrita parlare di “successo” se si è poveri e soli.

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita” ed io ho scelto molto attentamente ciò che mi sarei voluto “meritare”.

Faccio ciò che sognavo.

Nel modo che sognavo.

Nel contesto che sognavo.

Non è sempre semplice, non è sempre come lo avevo sognato.

Forse però se non esistessero le difficoltà non sarebbe così avvincente.

Tempo fa, scrissi che nessuna vittoria può veramente emozionarci se non possiamo compararla con una o più sconfitte.

Lo credo tuttora fermamente.

So di aver imparato più dai miei errori e dalle mie sconfitte che non dalle mie intuizioni e dalle mie vittorie.

E se oggi mi impegno così tanto per vincere, è per due motivi: sia perché apprezzo il sapore della vittoria… e sia perché so che se perderò, non perderò la lezione.

Già: ho fatto mio il grande insegnamento di Nelson Mandela: “io non perdo mai, o vinco, o imparo”.

Ho imparato un sacco.

HO IMPARATO a dare fiducia alle persone.

Certo che sì! e si, puoi scommetterci: a volte la tradiranno.

Eppure posso assicurarti che aveva ragione Ralph Waldo Emerson: “Tutto ciò che ho fatto o visto fare, è lì a ricordarmi che la diffidenza è assai più costosa della fiducia”.

Se c’è una cosa che ho notato sulla fiducia, è che chi più si lamenta per le volte in cui afferma che la sua è stata tradita, in realtà raramente l’aveva concessa incondizionatamente e senza aspettative.

Meno ti fidi e più avrai problemi con la fiducia.

Questo non significa però comportarsi da ingenui! C’è una bella differenza fra la mancanza di attenzione e l’eccesso di preconcetti!

Ricordati: se non scegli di avere fiducia, non solo ti sarà impossibile trovare chi la merita ma ti sarà difficile anche farti trovare da chi la merita!

HO IMPARATO che è quasi impossibile vivere senza problemi.

Presto o tardi… sarà per un imprevisto, per uno sbaglio, per un errore, per un evento…

A volte sarà dovuto a “qualcuno”, a volte a “qualcosa”.

Mario Andretti, famoso pilota di automobilismo, affermava che “se hai tutto sotto controllo, stai andando troppo piano”.

Essere imprenditori moltiplica le probabilità e maggiori probabilità possono generare più difficoltà, non sempre puoi scegliere “sul sicuro”.

Una presunta intuizione può rivelarsi un abbaglio… un nuovo collaboratore può presentarsi come un campione e poi rivelarsi un “ . . . . . . . . ” (inizia sempre per C, è sempre di otto lettere) … oppure può cambiare la viabilità di fronte al salone… può andare tutto alla grande finché arriva il covid…

CI STA.

Quello che conta è la tua Risposta.

VIETATO Recriminare, Rimuginare, Rimpiangere.

Dobbiamo invece chiederci quale sia la lezione, quale sia l’opportunità “dentro” la difficoltà e credimi, c’è quasi sempre.

L’ho scritto anche nel mio primo libro: “la vita ci insegna che fortuna e sfortuna esistono, ma ci insegna anche che fortuna e sfortuna, da sole, non sono quasi mai in grado di spiegare un destino”.

HO IMPARATO che dare è il miglior modo per ricevere.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ho cominciato a guadagnare denaro quando ho smesso di lavorare per denaro.

La maggioranza degli Imprenditori della Bellezza che genera risultati superiori alla media, non perde occasione per dimostrare quanto tenga alla sua clientela.

Mai, da loro, i clienti si sentono come scontrini che camminano.

È ipocrita affermare che “il cliente ha sempre ragione”: il cliente ha ragione… quando ce l’ha.

Semmai è il nostro modo di comunicare che deve riflettere il rispetto, la disponibilità, l’intenzione di concentrarci più sulla soluzione che non sul problema.

Più dimostri la tua ferma intenzione di far vivere ad ogni cliente un’esperienza esclusiva, meno ti ritroverai a pesare ciò che dai e ciò che ricevi in cambio. Tienili distinti. Goditi il piacere di dare.

Credimi quando ti dico che devi assolutamente separare queste due dimensioni: imponiti di dare senza aspettarti nulla in cambio. Fallo al meglio. Fallo e basta.

Quando lo farai, ti renderai conto che, a parte poche eccezioni, riceverai almeno per quanto dai.

HO IMPARATO a stare con me

Questo mi ha aiutato tantissimo a stare meglio con gli altri. Ad apprezzarli.

Tutto comincia da te.

Ho sempre tanta paura che questo concetto venga sottovalutato o peggio snobbato.

Riconosco con orgoglio che sono stato il primo allievo di me stesso. Ammetto che non è stato semplice, come affermo che è stata una meravigliosa avventura! Un’avventura che continua tuttora.

Imparare a stare con noi stessi ci rende migliori, più forti, più consapevoli, più autorevoli.

Il mondo è pieno di persone “potenzialmente” realizzate. Disilluse, insoddisfatte, incomplete.

Perché purtroppo il mondo è altrettanto disseminato di scuse, alibi, giustificazioni. E falsi colpevoli.

Non a caso chi afferma che “non è semplice” vuole solo una scusa per evitare di provarci.

Spesso afferma che “non è semplice” … quando non ci ha nemmeno provato.

O ci ha provato a modo proprio, senza seguire istruzioni efficaci.

O si è rifiutato di imparare.

La mente… mente.

Con l’intento di “risparmiare energia”, fa il possibile per non cambiare, per continuare a fare ciò che ha sempre fatto… per continuare a fare ciò che ha “imparato”, ciò che si è abituata a fare… o a pensare.

E questa è – credo – la vera sfida della vita.

Finché non ti riconosci la possibilità di migliorare, farai fatica a riuscirci.

IN OGNI MOMENTO DELLA TUA VITA, PUOI SCEGLIERE SE ESSERE IL RIFLESSO DI COME SEI STATO FINO A IERI … O LA PROIEZIONE DI COME VUOI DIVENTARE DOMANI.

Rileggi questa frase.

In ogni momento della tua vita, puoi scegliere se essere il riflesso di come sei stato fino a ieri … o la proiezione di come vuoi diventare domani.

Tratta ogni tuo difetto come una palestra.

Accettarsi è la prima cosa da fare.

La seconda è scegliere di evolversi, insieme col perché.

La terza è allenarsi, con costanza, con perseveranza, con fermezza.

Se posso suggerirti un modo, consiste nel definire l’identikit della Persona che vuoi diventare… per me questo profilo ha un nome: è l’acronimo PECHVOD (PErsona CHe VOglio Diventare).

HO IMPARATO che il primo passo per realizzare i propri sogni, consiste nel sognare

L’immaginazione è il primo passo verso la realizzazione.

Ho scritto che è “il primo passo”, non che è l’unico.

I sogni non si realizzano da soli.

Il ricorso all’immaginazione ci deve ispirare in ogni momento: quando incontriamo difficoltà, quando dobbiamo fare scelte delicate, quando per realizzare dobbiamo “realizzarci”, assomigliare sempre di più alla persona che vogliamo diventare.

Anche per assomigliare sempre più al nostro identikit (PECHVOD), l’immaginazione può rivelarsi essenziale: immaginare quale atteggiamento vogliamo scegliere in una determinata situazione, ci allontana da come avremmo erroneamente reagito se fossimo quelli di prima.

RIASSUMENDO…

  1. Dare fiducia alle persone.
  2. Farci trovare pronti di fronte ai problemi.
  3. Dare come miglior modo di ricevere.
  4. Imparare a stare con noi stessi.
  5. Sognare, bene, e alimentare la realizzazione di ogni sogno facendo prezioso uso dell’immaginazione.

Ecco, questo sono io, in questo articolo c’è tanto di me.

Eppure, per alcuni io sono “altro”:

  • DICE LE PAROLACCE
  • A VOLTE INSULTA
  • SI ARRABBIA

 

Per prima cosa mi scuso.

Capisco che a volte io possa indisporre qualcuno, così come faccio notare che una parolaccia ogni quarto d’ora, a mio avviso si può “sopportare”.

Allo stesso modo, chiariamo una volta per tutte il discorso sugli insulti.

MAI potrei mancare di rispetto a chi ha voglia di mettercela tutta nel fare le cose giuste, a quegli Imprenditori della Bellezza o aspiranti tali che mi hanno cambiato la vita.

Se mi arrabbio è perché ti voglio bene.

ODIO notare come alcuni fuoriclasse fra voi, sprechino il proprio talento!

ODIO ritrovare degli artisti al lavoro che si fanno pagare cifre irrisorie, solo perché sottovalutano l’importanza di fare bene marketing.

ODIO chi si sente di fare un lavoro di serie “B”, quando, per me, voi siete creatori di autostima visto che attraverso il modo di apparire, migliorate il modo di essere delle persone.

Ora, mentre io mi impegno per alzare meno la voce e dire poche parolacce, il consiglio è di concentrarvi più sul valore dei miei contenuti, che non sulle rare volte in cui la grinta viene scambiata per arroganza.

DICE LE PAROLACCE

A VOLTE INSULTA

SI ARRABBIA

UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

 

Ecco, è anzitutto per questo che ti chiedo di “giudicarmi”, perché miglioro le vite. Ne miglioro tante. È del tutto indiscutibile. È facile da verificare.

Valutami per questo! Senza ipocrisia. Con consapevolezza, con empatia, con lungimiranza.

Perché chi mette in pratica i miei insegnamenti, cresce, punto.

Sai a cosa devi fare caso soprattutto?

Riflettici quattro volte: leggi bene i prossimi quattro paragrafi.

Io per primo faccio esattamente ciò che suggerisco a te di fare.

Siete voi a farmi notare che là fuori spesso vi insegnano… ciò che loro non fanno.

Del resto, sono io ad aver scritto: “La coerenza paga, l’incoerenza si paga”.

Io per primo ho messo in cima alla lista la qualità del lavoro (non la quantità).

Alterno momenti in cui lavoro tantissimo ad altri in cui mi godo la vita.

Proprio ciò che prometto a te quando scrivo “più clienti, più profitti, meno stress”.

Io per primo dedico ai miei clienti ogni mia attenzione, ogni mia energia.

Ho abbandonato ogni altra opportunità professionale, ogni altro settore merceologico.

Dedico il 100% del mio tempo professionale all’evoluzione degli Imprenditori della Bellezza.

Io per primo considero i miei risultati come conseguenza dei vostri.

Ogni proposta è evidentemente pensata per mettervi in condizioni di sfruttarla al meglio.

Se voi crescete io cresco con voi. E in ogni caso, la qualità dei risultati che produciamo è la migliore delle garanzie che possiamo esibire.

Invece… Come fanno certi miei competitor a parlare a voi di marketing, numeri, persone…

quando il loro marketing non produce risultati?

quando il loro fatturato è un decimo del nostro?

quando sono da soli e non hanno collaboratori inquadrati?

Faccio ciò che ti suggerisco di fare.

Penso a lavorare bene per vivere bene.

Dedico ogni mia energia alla mia clientela.

Considero i miei risultati come la conseguenza dei tuoi.

Mi colloco indiscutibilmente ai vertici dell’Hair&Beauty.

Possono dire quello che vogliono:

I BILANCI NON MENTONO.

Non mentono: il fatturato, i profitti, il gruppo di aziende, il valore dei miei soci – partner, il numero di persone che lavorano CON me.

Anche se LA GARANZIA PIÙ CREDIBILE FRA TUTTE non è tanto il mio di bilancio aziendale, quanto i bilanci dei tuoi colleghi che mi dedicano tempo e denaro!

I vostri bilanci, i vostri profitti, i vostri incrementi: oltretutto quelli registrati a dispetto di tutte le difficoltà che avete/abbiamo dovuto affrontare negli ultimi mesi.

… dice le parolacce

… a volte insulta

… si arrabbia

… UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

Sceglimi per questo.

Questa è la parte che completa e conclude l’ “articolo”.

La prima sulle agenzie di servizi la trovi qui.

La seconda sulle aziende di prodotti la trovi qui.

 

Ho scritto “articolo” tra virgolette, perché parliamo di circa OTTOMILA PAROLE in totale, alla faccia dell’articolo!!!

 

In questi tre viaggi ho cercato di farti riflettere in due prospettive, a prima vista ho cercato di “aiutarti a scegliere”.

Se ti spingi oltre, così come io ho cercato di aiutare te a scegliere me in mezzo a tanti, dopo aver letto, tu puoi fare lo stesso per aiutare la tua clientela a scegliere te!

 

Nella prima parte abbiamo parlato di agenzie di servizi.

Nella seconda parte abbiamo parlato di aziende di prodotti.

Oggi nella terza parte, affrontiamo il tema formatori/formazione.

 

Piaccia o non piaccia, te lo ripeto non è solo un tuo problema per scegliere me, è anche un problema per la tua clientela nello scegliere te!

Troppo spesso non comunicate come si deve tutta la formazione che fate per proporre ad ogni cliente la soluzione ideale per “lei”.

 

E in questo, posso scriverti “beato te, beata te”, sai perché?

Perché la maggioranza della tua clientela è attenta alla formazione che fai tu i parrucchieri, invece, fanno una gran confusione.

Il primo problema consiste nella falsa umiltà, umiltà che in troppi millantano solo a parole.

 

Per avere conferma di questo, è sufficiente sedersi fra il pubblico durante un lavoro in pedana… minuto più minuto meno, in tanti se ne usciranno con la famigerata battuta: “ io queste cose le facevo dieci anni fa ”.

Ciò non toglie che lo stilista in pedana, per la sua esibizione di “oggi”, percepirà quello che molti “lo facevo dieci anni fa” guadagneranno in qualche mese di lavori in salone.

E se glielo dici si offendono pure.

 

Perché “imparare” è un mestiere così bistrattato e sottovalutato?

Perché per troppi tuoi colleghi è così difficile “ammettere”, se non proprio entrare nell’ottica, di avere ancora tanto da imparare?

 

Finché avrò voglia di imparare, continuerò ad insegnare.

Il giorno in cui penserò di saperne abbastanza, diventerò inutile, se non “pericoloso”.

 

Ci sono tuoi colleghi che hanno frequentato un mio corso oltre dieci anni fa e quando mi commentano sui social parlano come se io continuassi a dire ciò che ho insegnato a loro “quella volta là”.

Poveri folli.

 

La maggioranza dei miei Allievi più fidelizzati, può testimoniare che ad oggi praticamente non ho mai proposto un’edizione di parrucchiere pro identica ad un’altra.

Così come la maggioranza dei miei Allievi Avanzati che è davvero in grado di comprendere i miei contenuti, può testimoniare che non ho mai ripetuto uno stesso tema nelle coaching class.

 

Ho scritto “la maggioranza dei miei Allievi Avanzati che è davvero in grado di comprendere i miei contenuti”, perché ci sono allievi che, di nuovo, si sopravvalutano.

Se in una Coaching Class devo parlarti di script o di tecniche di Story Copy, significa che sto per proporre NUOVI script o NUOVE tecniche.

 

Ma loro a volte dicono “ma lele di Story Copy ci aveva già parlato” un po’ come se tu entrassi al cinema, vedessi il leone della Metro Goldwin Mayer e ti alzassi dicendo “questo film l’ho già visto”, un po’ come se tu ad una tua cliente indicassi il lavatesta per iniziare il servizio e lei ti dicesse “ma dai, la testa me l’hai già lavata l’ultima volta che ero venuta!”, insomma a volte, credimi, siete pittoreschi.

 

Dunque, per apprezzare la formazione, anzitutto servono due considerazioni:

  • serve imparare ad imparare
  • serve imparare a scegliere corsi e formatori.

 

Imparare ad imparare

Primo, smettetela di valutare i corsi unicamente in base a quanto durano e a quanto costano.

Non c’è errore più grande, ma tornerò sul tema fra poco, intanto presta attenzione.

 

Imparare ad imparare significa capire che un corso non comincia né finisce negli orari che ti sono stati comunicati.

Troppo spesso arrivate al corso NON pronti e ancora più spesso NON pianificate i tempi necessari da dedicare alla messa in pratica di quanto appreso.

 

Se farete tesoro della seconda considerazione (imparare a scegliere corsi e formatori), ALLORA diventa importante seguire l’istruzione che ti sto per fornire.

 

SUL SERIO, MICA A PAROLE.

 

Mettiti in testa che UN CORSO FINISCE QUANDO HAI MESSO IN PRATICA QUANTO HAI APPRESO.

Punto. Fine. Stop.

 

Ricordi?

SEI CIÒ CHE FAI DI CIÒ CHE SAI.

 

A che serve frequentare un corso, prendere appunti… E POI NON RILEGGERLI, NÉ APPLICARLI?!

 

Per esempio, i miei allievi sanno bene che, entro una settimana, dieci giorni massimo dalla fine del corso, l’ideale è che si incontrino, con o senza i collaboratori dipende dal tipo di corso.

FACENDOLO, POTRANNO PIANIFICARE LA MESSA IN PRATICA DI QUANTO IMPARATO.

 

Molti dei tuoi colleghi che si lamentano perché “i corsi sono soltanto teoria” … IN REALTÀ NON DEDICANO TEMPO PER METTERE IN PRATICA!

 

Insomma, scaricano sul formatore una responsabilità che è totalmente loro.

TI È CHIARO PERCHÉ TI HO SUGGERITO DI “IMPARARE AD IMPARARE”?

 

Bene.

 

Allora possiamo spingerci alla seconda considerazione:

IMPARARE A SCEGLIERE CORSI E FORMATORI.

 

Che ti piaccia o no, ancora una volta, tu ed io abbiamo lo stesso problema.

 

… Tu sei lì a pensare che io possa chiaramente tirare acqua al mio mulino.

… Io sono qui a chiedermi come posso aiutarti a valutare DAVVERO il valore di un contenuto.

 

Perché se solo potessi essere sullo stesso palco con i miei colleghi…

se solo tu potessi comparare le “nostre” risposte ad una tua stessa domanda…

AVRESTI SCIOLTO OGNI DUBBIO.

 

Ma ahimè questo i miei colleghi MANCO CI PENSANO a farlo.

 

Se solo tu andassi a fondo, e invece di affermare che “i formatori dicono le stesse cose”, ti impegnassi per comprendere sia chi ha espresso per primo certi concetti… SIA SOPRATTUTTO CHI LI SVILUPPA MEGLIO… io sarei a cavallo (e tu anche).

 

MA COSÌ COME I TUOI CLIENTI POSSONO FAR FATICA A COGLIERE UN PRO O UN CONTRO DI UN TAGLIO O DI UN EFFETTO COLORE, ALLO STESSO MODO SPESSO PER ME È MOLTO DIFFICILE FARTI COGLIERE LE DIFFERENZE FRA ME E CERTI MIEI CONCORRENTI.

 

L’altro giorno, un formatore ha “cercato” di spiegare la differenza fra posizionamento e specializzazione… solo che in un video di quindici minuti PRIMA HA DETTO CHE SONO COSE DIVERSE, POI CHE SONO LA STESSA COSA…

 

Portando esempi che agli occhi di chi IGNORA cosa si intenda davvero per “posizionamento” possono ahi noi passare per “logici” … MA CHE IO HO SMONTATO COME I LEGO IN UN MINUTO.

 

Allo stesso modo, poche settimane fa, un altro formatore ha avuto il coraggio di affermare che in un salone posizionato sul colore, avere l’estetica vuol dire poter fare un upsell… CHE È UNA BESTEMMIA URLATA IN CHIESA, visto che il 90% di chi va in quel salone ci va per il colore, e MANCO CI PENSA a valutare i servizi di piccola estetica.

 

Anche lì, quando la tua collega mi ha spiegato la cosa, io, SENZA CONOSCERLA, prima ho azzeccato in pieno la stima di certi suoi incassi, poi di quanto sta perdendo, infine le ho fatto quantificare quanto può costare e quanto può rendere la riconversione dell’area estetica, che è da eliminare.

 

DI ANEDDOTI COME QUESTI TE NE POSSO PROPORRE DECINE E DECINE.

 

Pensa a come puoi sentirti tu, quando capisci che una cliente sfoggia un colore e un taglio totalmente sbagliati… e invece afferma di essere contenta…

 

PER ME È LO STESSO,

 

quando mi ritrovo per esempio a sentire alcuni di voi felici per i clienti nuovi attirati con una promozione SBAGLIATA… io so bene che fra poche settimane VI PENTIRETE AMARAMENTE di averla fatta… voi per capirlo dovrete ritrovarvi stanchi per il superlavoro… e col cassetto che piange.

Vita dura quella dei professionisti.

 

COME SI SCEGLIE UN CORSO?

 

COME SI SCEGLIE UN FORMATORE?

 

Analisi, Problemi, Obiettivi… Analisi, Referenze, Domande.

Ecco, la sequenza è questa. Sì, le “analisi” sono due.

 

Per prima cosa devi avere molto, molto bene in chiaro “dove sei oggi”.

CONCRETAMENTE, si tratta di capire dove sei oggi, dove vuoi trovarti “domani” (intendo fra uno o più anni), e quali ostacoli – difficoltà – problematiche ti stanno complicando questa tua evoluzione.

 

SE VUOI DIVERTIRTI VAI AL CINEMA O A TEATRO, O FATTI UN HOBBY.

 

Formarti, invece, deve anzitutto servirti per

RISOLVERE PROBLEMI oppure per CREARE OPPORTUNITÀ.

 

Ipotizziamo che tu questa consapevolezza l’abbia già costruita.

Dunque, sai dove sei, sai dove vuoi andare e perché… e hai idea di quali problemi devi risolvere per arrivarci… o almeno vuoi proprio scoprire quali sono i problemi che devi risolvere, se non li conosci.

 

COS’ALTRO TI RESTA DA FARE?

Referenze e Domande.

 

ORA CHE SAI IN SPECIFICO CHE TIPO DI FORMAZIONE TI SERVE, DEVI SCOPRIRE QUALE SIA IL CORSO E QUALE SIA IL FORMATORE CHE DEVI SCEGLIERE.

 

ANALIZZA E COMPARA.

Confronta la qualità dei contenuti.

 

Più hai in chiaro ciò che ti serve, più ti diventerà semplice sceglierlo.

 

Aiutati con le referenze… non limitarti a leggerle: poni domande specifiche a quei tuoi colleghi che le esprimono, così da valutare se quella referenza sia una “marchetta”, o se sia motivata, concreta.

 

Infine, PONI DOMANDE AL FORMATORE.

 

Consentimi: è INACCETTABILE che tu sia disposta a “pagare senza fiatare” OGGI!

Oggi devi investire al meglio ogni euro del tuo denaro ed ogni minuto del tuo tempo!

 

SE IN UNA DIRETTA O IN UN POST, tu mi poni delle domande, io sono felice come una Pasqua.

Farai in fretta a constatare che non vale per tutti i formatori.

CI MANCA SOLO CHE IO MI DEBBA PREPARARE UNA RISPOSTA AD UNA DIRETTA O RIFERITA AD UN MIO POST.

 

Analisi, Problemi, Obiettivi… Analisi, Referenze, Domande.

Ecco, la sequenza è questa.

Adesso la conosci. Fanne buon uso.

 

E SMETTILA DI CEDERE ALLE SUGGESTIONI.

 

Le tre principali sono:

“io ti faccio tutto, tu pensa a fare capelli”

“io sono un parrucchiere come te”

“io dico le stesse cose ma costo meno”

 

“Io ti faccio tutto, tu pensa a fare capelli”

 

Sulla prima suggestione hai il primo dei tre articoli da approfondire: c’è tutto.

Ricordati che le scorciatoie ti portano in luoghi ben diversi da quelli che vuoi raggiungere.

Il marketing è veloce, non istantaneo. Chi ti promette risultati per domattina, mente, sempre.

 

Smetti di credere alle favole… e vivrai la più avvincente delle realtà.

 

“Io sono un parrucchiere come te”

 

Possibile che dovete ancora credere a queste favole?

È PIÙ CREDIBILE UN TUO COLLEGA CHE HA UNO O DUE SALONI… E HA IMPARATO DA QUALCUNO COME ME… O È PIÙ CREDIBILE UNO CHE HA CENTINAIA DI SALONI CLIENTI?

 

Possibile che ci sia chi non ci arriva? Preferisci andare dalla fonte, o affidarti a chi ha imparato e filtrato il marketing attraverso la sua specifica situazione?

 

IO INSEGNO IL MARKETING DIRETTAMENTE A TE.

 

Il tuo collega lo ha imparato da uno come me… e poi lo insegna a te.

C’è bisogno che io aggiunga altro? Ci arrivi che è un passaggio (rischioso) in più???

 

“Io dico le stesse cose ma costo meno”

 

QUI SIAMO ALL’APOTEOSI.

Viene da sorridere quando certi miei colleghi ti propongono un corso per imparare a non fare sconti… E PER VENDERTI IL CORSO TI FANNO LO SCONTO!

Dai su, siamo seri.

 

CHI COSTA POCO O PUNTA SUL PREZZO, SIGNIFICA CHE NON HA ALTRE ARGOMENTAZIONI VALIDE DA PROPORRE.

Vale per i tuoi concorrenti…

come vale per i miei.

 

Ai giorni d’oggi, anche grazie al web, NESSUNO SI SOGNA DI VENDERE AD UN PREZZO PIÙ ALTO CIÒ CHE SUL MERCATO VIENE PROPOSTO A MENO.

Perciò, se costa meno è perché vale meno.

 

E puoi credermi: certo un orologio fermo azzecca l’ora due volte al giorno… ma se hai bisogno di un orologio è meglio che tu lo scelga funzionante 😉

 

ECCOCI QUI.

 

Ora dovresti avere sufficienti elementi per gestirti in mezzo ad agenzie di servizi, aziende di prodotti e formatori.

 

Se fai buon uso di questi tre articoli, dubito fortemente che commetterai errori nella scelta dei tuoi Partner!

Allo stesso modo, adesso hai svariati spunti di riflessione per riflettere su come AIUTARE LA TUA CLIENTELA POTENZIALE A SCEGLIERE TE IN MEZZO A TANTI.

 

Per esempio…

=> Crea contenuti di valore che aiutino la clientela a notare le differenze.

=> Usa le proposte delle aziende per rafforzare il tuo posizionamento, e non viceversa, o faticherai a diventare quel punto di riferimento che la tua clientela potenziale sta cercando.

=> Fornisci istruzioni chiare, specifica bene come mai tu riesci a produrre certi risultati, e non esitare a creare o a richiedere referenze capaci di renderti credibile.

 

Detto questo…

 

RIPARTIAMO DAL TITOLO:

CONCORRENZA MALEDETTA,

CONCORRENZA BENEDETTA

 

MEGLIO CONOSCI LA TUA CONCORRENZA, MENO DOVRAI TEMERLA.

PIÙ AIUTI LA TUA CLIENTELA A NOTARE LE DIFFERENZE, PIÙ SCEGLIERÀ TE.

PRIMA IMPARI AD USARE LA CONCORRENZA, PRIMA LA METTERAI IN CRISI.

 

È così che la concorrenza si evolverà da “maledetta” a “benedetta”:

 

QUANDO IMPARI A BATTERLA, LA CONCORRENZA DIVENTERÀ UNA FONTE DI CLIENTELA!

Perché contribuirà a far sapere che c’è “qualcuno” che fa “qualcosa” di speciale…

 

MA TU, IN QUANTO LEADER DI SETTORE, DIVENTERAI LA PRIMA SCELTA.

Vale per te… come vale per me.

 

La concorrenza, che tanti tuoi colleghi guardano con irritazione o con preoccupazione, finisce per avvicinare a te quella clientela che tu, da solo, avresti fatto parecchia più fatica ad intercettare.

La concorrenza deve fungere da stimolo.

Ti spinge ad evolverti, ad innovare, a spostarti sempre “più in là” del prezzo.

La concorrenza ti toglie quella clientela che tu non volevi più avere in salone.

Questo ti rende sempre di più l’alternativa autorevole per la clientela che hai eletto come “ideale”.

 

MEGLIO FAI MARKETING, PIÙ LA TUA CONCORRENZA TI PORTERÀ CLIENTELA.

 

Chiaramente serve #MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste, forse è inutile ricordarlo.

Personalmente accetto ogni giorno la sfida, anche quando è durissimo affrontarla.

Perché a volte siete troppo ingenui, troppo creduloni, poco attenti ai dettagli, poco concreti.

 

Ah… se solo poteste essere con noi, quando formiamo i nostri Area Partner!

Quello che gli Area Partner si sentono ripetere con insistenza è che:

SE VENDIAMO AD UN CLIENTE QUALCOSA DI CUI NON HA BISOGNO,

STIAMO SBAGLIANDO

proprio come

STIAMO SBAGLIANDO

SE NON VENDIAMO AD UN CLIENTE QUALCOSA DI CUI HA BISOGNO.

 

Non sai con quanta emozione, nel webinar con cui ho lanciato #ParrucchiereImprenditore,

ho affermato che fra le vostre garanzie potevate contare sulla mia

REPUTAZIONE.

 

Questo mio assumermi la RESPONSABILITÀ di contribuire in modo concreto alla vostra evoluzione…

 

Questa mia CONSAPEVOLEZZA che se io fossi parrucchiere vorrei sapere che posso contare su un formatore come il sottoscritto, insieme con i Partner che mi affiancano…

 

Questa convinzione che i RISULTATI sono l’unità di misura più credibile di tutto ciò che facciamo e che è da lì che deve nascere ogni progetto che ti proponiamo…

 

Sono questi i VALORI che posso esprimere.

Sono questi i VALORI che ti invito a fare tuoi.

Responsabilità, Consapevolezza, Risultati.

 

Perché immagino sia lo stesso per te:

LA GIOIA DEL CLIENTE È IL VERO VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO LAVORO.

 

Per me formatore ed imprenditore, come per te artigiano, artista, Imprenditore della Bellezza.

LA GIOIA DEL CLIENTE È IL VERO VALORE AGGIUNTO DEL NOSTRO LAVORO.

 

FINITO!!! Immagino non sia stato semplice leggerti questo mini-libro ah ah ah!!!

 

Proprio perché non era semplice, in tanti tuoi colleghi si rifiuteranno di leggere… o leggeranno a pezzi… o rimanderanno a mai più questa lettura.

 

Anche per questo, probabilmente, finiranno nel calderone di quella concorrenza che, a questo punto, per te, non può che essere BENEDETTA.

Come lo è la mia, per me.

Questa è la seconda parte dell’articolo.

La prima parte la trovi qui.

La terza parte la trovi qui.

 

L’obiettivo di questi tre articoli è doppio: aiutarti a scegliermi ma soprattutto aiutarti a farti scegliere.

Uno dei modi che hai per farti scegliere sono le partnership che attivi o non attivi.

 

Per esempio, è giusto avere una sola azienda? È giusto averne tante? È giusto farsi una propria linea di prodotti? È a queste domande che rispondiamo qui, oggi e nella #giovediretta.

 

Nel primo dei tre articoli, quello della settimana scorsa, ho sottolineato che non sei una commodity e che fare una piega da te o da un altro non è, non deve essere “la stessa cosa”.

Ma questa differenza non va “predicata”: va comunicata, va dimostrata.

 

Ti ho messo in guardia da un assioma micidiale: quando la clientela ti sceglie per il prezzo, sei fottuto.

Ti ho anche posto una domanda importante: se sei diverso dai concorrenti, perché dovresti preoccuparti che loro facciano un prezzo più basso del tuo?

Dunque, meglio comunichi la tua differenza e meno dovrai “preoccuparti” del prezzo.

 

Chiuso l’articolo sulle agenzie “che fanno tutto loro”, ho anticipato che oggi avremmo parlato delle aziende.

 

Prima però devo fare una premessa fondamentale: io non ce l’ho con le aziende.

Io per primo esisto grazie ad un’azienda e credo che sia sotto gli occhi di tutti che anche loro hanno fatto la propria parte per sviluppare il settore.

 

Attaccare le aziende è impensabile e chi lo fa, lo fa perché nel marketing ci insegnano ad avere un nemico comune con la clientela.

Per capirci, è un po’ come dire “se tu ce l’hai con le aziende, ed io ce l’ho con le aziende, tu ed io siamo dalla stessa parte”.

Anche tu dovresti avere dei “nemici” e i Parrucchieri PRO sanno benissimo cosa intendo, ma come è giusto non approfondirò questo tema nell’articolo, o andrei fuori tema.

 

Premesso che io non lavoro con le aziende, nonostante tutte le principali mi abbiano cercato (e se non lo ammettono è solo perché non hanno preso bene il mio rifiuto),
io ne ho un grande rispetto.

 

Detto ciò, nonostante io le consideri importanti, mi chiedo e ti chiedo: ma come ti viene in mente di affidare il tuo marketing ad una azienda di prodotti?

Maledette scorciatoie.

 

Prima riflessione

Andresti mai a farti tenere la contabilità dal commercialista padre della tua più acerrima concorrente, parrucchiera anche lei, che ha il salone a venti metri dal tuo?

Immagino di no, avresti paura di un  conflitto di interessi.

Ora ti chiedo: un’azienda potrà mai consigliarti di “non” comprare più da lei?

 

Se tu decidi di posizionarti, o riposizionarti, può darsi che il legame con un’azienda si possa fare ancora più forte come può essere che invece diventiate incompatibili.

Soprattutto, devi capire che il marketing è una cosa e i prodotti sono un’altra.

 

Quante volte succede che vengono spacciati per “corsi di marketing” corsi in cui in realtà si impara solo a VENDERE prodotti dell’azienda?

Quello non è un corso di marketing, è un corso di vendita ma fa più figo chiamarlo “corso di marketing”!

 

Ecco uno dei motivi per i quali un sacco di parrucchieri pensa che fare marketing significhi “vendere prodotti o fare sconti”.

  • Vendita” NON è marketing.
  • Merchandising” NON è marketing.
  • Promozioni” NON è marketing.

Il marketing comincia ben prima di questi che sono solo strumenti.

 

Seconda riflessione

Tieni sempre a mente che non sempre il marketing che l’azienda deve fare per se stessa può coincidere col marketing che tu devi fare per il tuo salone.

Quando ti invita a distribuire materiali o coupon, a volte snatura il messaggio che vuoi comunicare al mercato e alla tua clientela.

 

Se tu a listino stai spingendo un menù, o una combo, e contemporaneamente ti chiedono di fare sconti per promuovere uno shampoo, il rischio è che menù e combo passino in secondo piano, o almeno vengano “disturbati” dalla promozione.

Idem se “sprechi” una vetrina sui prodotti, invece di dedicarla ad un’immagine che spinga il menù o la combo, perdi l’opportunità di attrarre clienti in target  per pochi euro di margine.

 

E a questo proposito, ti chiedo di prestare attenzione una volta per tutte alla marginalità sui prodotti.

 

Svariate volte mi dicono “lele io ho il 50% sui prodotti”.

Poi vai a verificare. Ipotizziamo che uno shampoo venga venduto al pubblico a dieci euro.

I dieci euro sono IVA COMPRESA, ovvero 8,2 euro.

Spesso tu hai acquistato quello shampoo a cinque euro più iva, ovvero ti restano 3,2 euro e non 5.

È il 39%, non il 50%.

 

E pensa che alcuni tuoi colleghi fanno lo sconto su quello shampoo e se per esempio fanno il 20%, vendono lo shampoo a 8, iva esclusa 6,56… in tasca gli rimangono 1,56 euro.

Capisci poi perché i conti non ti tornano mai?

 

  • Ciò che acquisti deve essere funzionale ai tuoi obiettivi, alle tue strategie.
  • Ciò che acquisti deve esprimere il tuo posizionamento, la tua differenza.
  • Ciò che acquisti deve fare riferimento specifico alla tua clientela ideale.

 

E fatti bene i conti, mi raccomando.

 

Terza riflessione

Io mi metterò mai a vendere prodotti?

Te lo dico: la risposta è no.

 

Perché? Perché è un conflitto di interessi.

Il nostro Gruppo è composto da nove aziende: tutte italiane, tutte Srl, tutte specializzate nell’Hair&Beauty e nessuna di loro tratta prodotti 

Ci occupiamo del tuo brand, del tuo marketing overline, dei tuoi numeri, del tuo stile, della tua comunicazione, dell’immagine esterna ed interna del tuo salone, del tuo team, dei tuoi eventi ma niente prodotti.

 

Perché o lavoriamo per te, o lavoriamo per noi stessi.

Con orgoglio posso affermare e dimostrare che il nostro marketing e il tuo marketing coincidono perché entrambi siamo focalizzati sui tuoi risultati.

 

Quarta Riflessione

Rifletti un attimo sulle logiche economiche:

  • se un’azienda ingaggia un formatore che costa diecimila euro al giorno, sostiene un costo.
  • se un’azienda ingaggia un formatore che costa mille euro al giorno, ne sostiene un altro.
  • se un’azienda ingaggia un formatore che costa cento euro al giorno, ne sostiene un altro.

 

Indovina quali sono i formatori che ingaggiano di più le aziende?

Meno costa il formatore, più riescono a far tornare i conti.

 

Posso assicurarti che, a parte qualche show o evento speciale, nessuna azienda, con la sua logica di ricarichi, può far tornare i conti ingaggiando formatori al mio livello.

 

Vuoi la prova? La maggioranza delle aziende che mi contatta per una eventuale collaborazione, lo fa perché i suoi clienti che seguono me sviluppano performance superiori alla media.

Eppure l’azienda è fatta di manager, non di parrucchieri, e i manager spesso puntano più a proporre un corso a prezzo basso che non un corso di alto valore.

 

Perché? Perché devono accontentare tutta la loro clientela.

E se invece vanno a lavorare nello specifico su una nicchia, comunque il mio costo, o il costo di un formatore equivalente, per i conti interni di un’azienda diventano insostenibili.

 

Immagino che questo passaggio sia chiaro, ma se non lo fosse, sotto con le domande in #giovediretta.

 

Quinta Riflessione

Perché acquisti degli espositori di prodotti? Mi trovi un altro settore merceologico in cui succede una cosa del genere?

Ti dico io “perché”: perché “si è sempre fatto così”.

Ripeto: guai se l’unico messaggio che passa è “lele attacca le aziende che vendono gli espositori”

Lele ce l’ha con te, non con le aziende!

Perché il tuo salone non deve “avere” degli espositori, il tuo salone deve “essere” un’esposizione!!!

 

Il tuo salone deve proporre un’immagine coordinata chiara e forte, una linea di continuità che integra in modo impattante zona cassa, zona attesa, aree lavoro!

Che c’azzecca un espositore di un’altra azienda?!

 

Trovami un solo parrucchiere che abbia seguito il mio consiglio e che poi sia tornato sui suoi passi uno solo.

Non lo troverai.

Sei tu, con la tua autorevolezza, che “proponi”.
Sei tu, non “il prodotto”.

 

Lo so che te la raccontano bene sul fatto che “faranno pubblicità sul tal giornale” , ma credi che possa bastare?!

 

I Parrucchieri PRO sanno molto bene perché questo vecchio modo di pensare (pubblicità sui giornali, vendita nei saloni) ha praticamente smesso di funzionare da anni.

Al limite può funzionare per tre, quattro settimane e l’azienda per una logica di scala chiude il suo cerchio… ma tu lo chiuderai??

 

Oh niente… chiaramente quei parrucchieri che si ostinano a NON volerne sapere del marketing, continueranno a credere a favole come queste.

Il tuo salone non deve “avere” degli espositori, il tuo salone deve “essere” un’esposizione.

Quanto vale questa frase? Migliaia di euro.

E attenzione: le aziende per prime ne beneficeranno, ma affinché arrivino a capirlo, serve prima un ricambio manageriale.

Perché molti, troppi manager di marketing… di “attuale” hanno solo lo stipendio.

 

Sesta riflessione

“Ma lele con l’azzzientah il korso me lo recalano!!!1!”

Perdonatemi, qui la voglia di dire parolacce mi sale. Eccome se mi sale.

Vi racconto una scena agghiacciante: durante una delle ultime date del tour 2019, al rinfresco dopo la serata, ecco in sintesi il dialogo fra me e una parrucchiera:

 

P: lele mi piaci, ma io i corsi li ho gratis dalla mia azienda di prodotti

L: Non è proprio così…

P: Sì, sì, non li pago!

L: Acquisti dei prodotti, giusto?

P: Certo, devo acquistare tot euro all’anno

L: …E non ti fanno sconti su quei prodotti, o te ne fanno meno, vero?

P: Va beh è vero, però io i corsi non li pago.

L: Ehm… se tu acquisti cinquemila euro di prodotti, in media avresti all’incirca un 20% di sconto. Ma se tu paghi cinquemila euro quello sconto lo hai perso, dunque è come se tu avessi pagato il corso mille euro.

P: Non mi sembra lele…

L: Aggiungo che se acquisti 5 mila euro di prodotti te li scali, certo, ma sono entrati in contabilità cinquemila euro. Se tu avessi pagato quattro mila per i prodotti e mille per il corso, in contabilità ti scalavi tutto, ma…

P: No, no, lele ti sbagli, forse non hai capito, io i corsi li ho gratis…

 

… quando vi dico che è facilissimo manipolarvi e difficilissimo aiutarvi.

 

Situazioni come questa ne esistono migliaia.

Si chiama “marketing” e consiste nel creare una proposta che convinca la clientela potenziale ad acquistare.

 

A volte vi vendono il corso e vi regalano il prodotto.

A volte vi regalano il corso e vi vendono il prodotto.

I conti però devono tornare sempre, o l’azienda fallisce.

 

Siccome però devono tornare anche i vostri, la cosa migliore che dovreste fare è separare prodotti e corsi, ed acquistare in entrambe le direzioni esattamente ciò che vi serve, in quel momento o per quella esigenza.

 

Mettitelo in testa: se acquisti direttamente, acquisti ciò che ti serve e spendi sempre meno di quanto spendi se fai “a pacchetto”.

Lo so che ti sembra impossibile.

Del resto, è per questo che così tanti parrucchieri, cercatori di scorciatoie, invece di acquistare ciò che gli serve, acquistano ciò che in apparenza li impegna poco. Anche se costa di più. Anche se rende di meno.

 

Settima riflessione

Pianificare gli acquisti e fare contratti con impegni mensili non è affatto una cattiva idea.

Capisci quanto può esserti utile questo articolo?

 

“SE”, sottolineo, “se” sai che con un’azienda lavorerai tutto l’anno, l’unico errore negli impegni annuali consiste nello sbagliare l’entità dell’acquisto.

 

Se con il tuo agente programmi bene l’anno, dunque non ti ritrovi a fare un contratto troppo più alto o troppo più basso, cosa che comporterebbe o di ritrovarti con pagamenti sovrapposti, o col magazzino pieno, l’impegno annuale o stagionale può rivelarsi un’ottima idea.

 

Ma chiaramente il commercialista, che spesso non ha la benché minima idea del tuo flusso di cassa e di come funziona in concreto la tua attività, è quello che ti fa fare la cavolata assoluta di smettere di comprare perché il magazzino è alto… quante parolacce avrei da dire su questo.

 

Ottava riflessione

“Io ho la mia linea”.

Boom.

Per chi si chiede cosa si intende per “private label” o “marca privata”: si tratta di linee o prodotti solitamente realizzati o forniti da società terze e venduti con il marchio della società / del salone.

 

Nel 2016 durante un tour invitavo i tuoi colleghi a valutare la linea a proprio marchio.

Già allora, parimenti, mettevo in guardia dal farlo nel modo sbagliato!

 

Per esempio, prima devi scegliere il tuo posizionamento e il tuo brand, poi, poi, pensa alla linea.

Inoltre, non puoi né spendere il triplo per avere un prodotto con le stesse caratteristiche, né avere un prodotto di serie b per risparmiare.

O ci sono i presupposti per fare una linea propria, o non si fa.

 

Chiaramente, se un mio collega vuole metterti contro le aziende, spingerà perché tu faccia la tua private label.

Per capirci ogni mese mi arrivano almeno un paio di proposte da parte di aziende e terzisti, che mi propongono di parlarvi di private label.

Io a loro dico di NO. Posso immaginare che non siamo in tanti a farlo.

 

Parti da una domanda: perché fare una propria linea?

Per guadagnare di più in soldi?

Per guadagnare di più in autorevolezza?

La risposta deve essere una sola: “tutte e due le cose”, mai e poi mai una dovrà/potrà escludere o danneggiare l’altra.

 

Ci sono tuoi colleghi che si sono svenati, oltre tutto rimediando pessime figure e hanno riempito un magazzino che faranno fatica a svuotare.

Per non parlare dell’errore di chiamare la linea nel modo sbagliato!

Te lo dico: a monte è impossibile suggerirti di chiamare la tua linea come il tuo salone, oppure con un altro brand!

 

Insomma, la scelta di fare una propria linea è delicata e va ponderata bene: spesso, invece di farne una tua, potresti valutare di farne una con altri tuoi colleghi.

Ma se mi consenti, come è giusto questi “distinguo” li riservo ai miei Allievi.

 

La linea di prodotti:

  • deve rispondere ad una strategia,
  • deve essere in linea con il tuo progetto d’impresa,
  • deve essere analizzata attentamente in termini di impatto economico (quantità, prezzi, eccetera).

 

E questo prescinde che sia proposta da un’azienda o sia una marca privata, a tuo marchio.

Insomma, a volte sì, dovreste produrre una vostra linea… spesse volte, assolutamente no.

 

Capisci perché è importante per me mettere “te” al centro, e non i business che posso fare “su” di te?

 

A questo punto ahimè serve tirare una bella frecciatona ai parrucchieri del sud.

Perché è soprattutto al sud che le aziende fanno man bassa di parrucchieri in termini di marketing!

 

E perché secondo voi? Forse perché al sud la ricerca di scorciatoie è ancora più ostinata che al nord?

Ahimè temo sia proprio così e se sei un’eccezione, siamo felici in due, tu e me.

 

Inutile che vi risentiate: posso vantare Allievi ESEMPLARI in ogni regione d’Italia, dal Friuli alla Sicilia.

A volte serve sostituire il campanilismo con l’obiettività e prendere atto che serve un po’ di autocritica, o non si migliora.

Al sud il problema non è tanto la povertà, la mancanza di lavoro, eccetera, quanto il modo in cui si fa impresa.

E chi pensa che io non abbia credito per parlare, ricordo che alcuni degli incrementi di fiche medie più alti, li abbiamo fatti registrare proprio da Roma in giù.

 

Ripetiamolo: tu e nessun altro devi curare la regia del tuo marketing.

Capire quali cose non delegare, e capire come delegare il resto, oltre che a chi.

 

E di certo non è ad un’azienda che puoi delegare il tuo marketing.

 

Decima e ultima riflessione

Siano benedette le aziende.

Solo non tutte.

Non dare alle aziende colpe che sono tue, impara a creare partnership forti con le aziende, senza diventarne schiavo.

 

Nel tuo salone comandi tu.

Nel tuo salone ad ispirarti in ogni scelta devono essere:

  • la tua Differenza,
  • il tuo Posizionamento,
  • la tua Clientela Ideale.

 

Ben venga che le aziende continuino a fare ricerca e sfornare prodotti sempre più performanti.

Ben venga che tu possa ogni giorno di più valorizzare il tuo talento grazie alle loro proposte.

Ben venga che le aziende continuino ad inventare, innovare, ispirare.

 

Trend, mode, visibilità dei parrucchieri, formazione tecnica e stilistica.

Grazie, aziende!

 

Dopodiché… di nuovo: tu e nessun altro devi curare la regia del tuo marketing

 

Perché se i prodotti facessero crescere tutti i saloni, voi avreste le tasche piene e i vostri magazzini sarebbero vuoti.

Invece è più facile trovare tanti di voi con le tasche vuote e i magazzini pieni.

 

Imparare a fare marketing significa anche imparare:

  • cosa comprare,
  • cosa NON comprare
  • da chi comprare
  • come comprare
  • quando comprare.

 

E tu, tu soltanto, devi saperlo fare.

Chiaramente per saperlo fare ti servono i corsi, quelli veri e di questo parleremo nel terzo e conclusivo articolo.

Questa è la prima parte dell’articolo.

La seconda la trovi qui.

La terza la trovi qui.

 

In verità è molto più di un articolo, non tanto per la lunghezza, quanto per i contenuti.

Iniziamo.

 

Tu ed io abbiamo lo stesso PROBLEMA.

Tu ed io abbiamo la stessa OPPORTUNITÀ.

“Problema” e “Opportunità” coincidono: si chiamano concorrenza.

 

Se NON conosci come può esserti utile la concorrenza, la temi e soprattutto la subisci.

Se conosci come può esserti utile la concorrenza, la ringrazi e soprattutto la usi.

 

In questi tre articoli lavoreremo su due livelli.

Ti parlerò della mia concorrenza per farti riflettere sul “perché” fai bene a scegliere me.

Ad una seconda lettura, non avrai che da provare a mettere te al posto mio e la tua concorrenza in luogo della mia: ti accorgerai che questo esercizio renderà te più forte e la tua concorrenza più debole.

 

I miei Allievi lo sanno: la concorrenza non va né temuta né insultata, va conosciuta.

 

Più conosci la tua concorrenza e meno te ne dovrai preoccupare.

Lo so che per decenni vi hanno detto che non dovete pensare alla concorrenza.

Avevano ragione… AVEVANO.

Ce l’hanno avuta quando la concorrenza era poca e meno preparata, mentre la clientela era tanta e il passaparola funzionava ben meglio di adesso.

 

Ai nostalgici del “la mia miglior pubblicità è il passaparola” serve comprendere che, quando eravate in dieci, il passaparola valeva cento. Adesso che siete in cento, il passaparola vale dieci.

Non ho scritto che il passaparola NON vale: ho scritto che NON BASTA PIÙ per riempire il salone.

 

Preso atto che la partita per conquistare e fidelizzare la clientela si è fatta più complicata, le strade per percorrerla al meglio sono all’apparenza due: o fai da te, o fai con altri.

 

  • Nel primo caso devi evitare di fare le cose sbagliate.
  • Nel secondo caso devi evitare che ti facciano fare le cose sbagliate.

 

Sembrano due cose facili, ma nella realtà un sacco di tuoi colleghi che si arrangia non è consapevole degli errori che commette, come un sacco di tuoi colleghi che delega non è consapevole che lo sta facendo male.

In entrambi i casi, il grosso guaio è che quando ti accorgi degli errori commessi, è molto difficile rimediare.

 

All’interno di Parrucchiere Imprenditore, nel Video Training “Museo degli errori”, ho mostrato ben 100 errori commessi da tuoi colleghi e dai loro consulenti.

Si va dal marchio sbagliato, alle vetrine sbagliate, alle pubblicità e promozioni sbagliate, agli errori sul web.

 

Chi sbaglia, sbaglia spesso in buona fede.

Parlo sia del parrucchiere, sia dell’agenzia o formatore o coach che siano.

 

“Ma lele come è possibile che un’agenzia sbagli marketing?!” ti rispondo con una domanda: “com’è possibile che un parrucchiere sbagli testa?!”

 

L’errore nasce:

  • O da un’idea parziale del marketing,
  • O da un’idea parziale del marketing specifico per l’hair&beauty.

 

Quando affermo che ho riscritto il marketing per i parrucchieri, i concorrenti fanno sarcasmo e i loro clienti ridacchiano.

Quando però un mio Allievo incontra i loro sul mercato, gli altri smettono di ridere e i miei Allievi iniziano.

Bisogna infatti ricordare che se è vero che esistono aspetti che sono IDENTICI per qualsiasi categoria e/o impresa ce ne sono altri che sono DIVERSI in base a categoria e/o impresa.

 

Fortemente diversi. E spesso è proprio “lì” che riesco a farvi fare la differenza.

 

Di sicuro però affermare che “il marketing è uno solo per tutti” è ben più semplice, soprattutto se chi studia marketing non può contare su 25 ANNI DI ESPERIENZA trascorsa “con” e “per” i parrucchieri come con il sottoscritto.

Un po’ come il parrucchiere che pensa sia meglio fare il “tutto per tutti” anziché il “qualcosa per qualcuno”.

 

Così, parlando di marketing, se escludiamo quelli che lo sanno fare davvero bene, e se escludiamo i CSD, i cosiddetti Culi Sul Divano che si lamentano e basta, troverai altri due tipi di colleghi:

 

  • gli Sbagliatori Seriali, quei parrucchieri che si fanno il marketing da soli senza averlo approfondito, magari cercando di scopiazzare qualcosa che vedono fare da altri colleghi o da altre imprese.
  • i Dipenditori quelle agenzie che vogliono applicare nell’Hair&Beauty un tipo di marketing che nell’Hair&Beauty non funziona; può essere per mancanza di conoscenza specifica, a volte lo è per interesse.

 

Come si fa a “sbagliare marketing”?

Per capirlo cerchiamo di riflettere sul motivo primario, perché innanzitutto devi capire che tu non sei una commodity, o meglio devi fare l’impossibile per non diventarlo.

 

Cosa significa “commodity”? Significa che fare una piega da te o da un altro è esattamente la stessa cosa.

“Commodity” significa che il “prodotto” è lo stesso indipendentemente da chi lo produce (o vende).

Acqua, luce, gas, carburanti… uno vale l’altro.

 

Impropriamente, è un po’ come se andassi in un supermercato per comprare la Nutella. La trovo all’Esselunga come alla Coop come altrove.

 

A differenza dei Fenomenotteri consulenti del governo che durante il lockdown hanno permesso ai clienti di andare dal parrucchiere solo nel proprio comune che “tanto è lo stesso”, tu ed io sappiamo bene che non siete affatto la stessa cosa, anzi.

 

Questo a meno che tu non commetta il peggiore degli errori: puntare sul prezzo.

 

E non solo, la faccenda è più complicata, ma soprattutto se ci pensi, la faccenda è ben diversa da quello che devi fare tu!

 

Nel caso della Nutella, a monte c’è Ferrero che si occupa di rendere visibile e differente il prodotto, poi a valle il supermercato può decidere di metterla in sconto o in posizioni accattivanti (a volte addirittura “affitta” un suo spazio a Ferrero), per fare sì che tu vada a comprare la Nutella “lì” anziché “altrove”.

 

Tu, invece, devi fare tutto da te.

Quando un parrucchiere espone in vetrina una promozione per chiunque – i Parrucchieri PRO sanno che noi lo chiamiamo “merkating” – non si rende conto del DOPPIO DANNO che si sta procurando.

 

  • Il primo danno è la perdita di marginalità.
  • Il secondo danno è la perdita di autorevolezza.

 

C’è una cosa che chi NON padroneggia il marketing fa fatica a capire ed è che alcune categorie o brand non dovrebbero mai e poi mai fare sconti.

Molti parrucchieri rientrano in questo elenco, perché quando la clientela ti sceglie per il prezzo, sei fottuto.

 

Chi afferma il contrario ha i mesi contati, aspetta che il nero diventi un miraggio e vedrai che botta di chiusure.

 

Riprendi il concetto di “commodity” e rifletti su questa domanda: se tu sei diverso da un tuo concorrente, perché dovresti preoccuparti che lui faccia un prezzo più basso del tuo?

 

Non a caso in un altro articolo, poche settimane fa, ti ho esortato ad alimentare la tua autorevolezza.

Lo sconto ti serve soprattutto per fidelizzare.
Lo sconto può tornarti utile anche per conquistare, ad esclusiva condizione che venga offerto ad una clientela potenziale selezionata (in gergo “profilata”).

 

Ora arriva una domanda insidiosa: se è sbagliato fare sconti, perché agenzie di servizi ed aziende di prodotti ti esortano a farne?

Perché giocano un altro sport, perché piaccia o non piaccia, lo ammettano o meno, i loro interessi non convergono con i tuoi.

Per favore, RILEGGI: piaccia o non piaccia, lo ammettano o meno, i loro interessi non convergono con i tuoi.

 

Come funziona l’agenzia di servizi

In questo articolo ti parlo dell’agenzia di servizi, nel prossimo ti parlo delle aziende di prodotti.

L’agenzia vive di quello che ti dimostra, non di quello che vale.

 

  • Il SUO obiettivo è riempirti il salone.
  • Il TUO obiettivo (e il MIO) è riempirti il cassetto.

 

L’agenzia deve farti vedere che “vale”, Tu invece devi pensare prima al profitto e poi al resto.

 

Ora, conosci un modo più facile di far entrare gente nel tuo salone del praticare un forte sconto per un periodo?

E pensare che Groupon ed altre realtà qualcosa ve lo dovrebbero insegnare…

Lo sconto vince solo nel brevissimo termine, appena finisci di farne, la clientela svanisce.

 

E tu ti chiedi “dove siano finiti i soldi”, visto che, pagati i conti della campagna – agenzia compresa – di soldi in banca non ce ne sono.

“Come è possibile?!” pensano i tuoi colleghi… con tutto il lavoro che ho fatto?!

Non a caso poche righe sopra ho scritto: il SUO obiettivo è riempirti il salone, il TUO obiettivo (e il MIO) è riempirti il cassetto.

 

E a quel punto cosa fai? Ripeti il giochino, di nuovo sconti.

Beffa delle beffe.

Migliaia di tuoi colleghi sono finiti sul lastrico “così”.

 

Le prime settimane a scrivere su Facebook “CRANTE L’AGGGENZIAH, C’HO IL NECOZIO PIENOH”.

Dopo un mese o due, toh, evaporano.

E magari sparissero solo da Facebook. Spariscono proprio del tutto.

 

E a questo proposito, perché quando ci vuole ci vuole: trovami un salone mio allievo che fa quello che insegno e che è in difficoltà.

Prova a fare lo stesso “giochino” altrove.

 

C’è una regola non scritta del marketing: ciò che funziona troppo in fretta durerà pochissimo e genererà squilibri sul medio termine.

 

Riempirti il salone per una settimana o un mese è dannatamente facile, solo che molti modi per farlo ti svuoterebbero la cassa e il salone già nel mese seguente.

Non solo. Svuoterebbero entrambi i tuoi due conti: il conto in banca e quello dell’autorevolezza.

 

Per me, per NOI, ogni progetto deve assicurare o almeno non pregiudicare la continuità di risultati.

 

Perciò, cari amanti delle scorciatoie, dovete capire che chiedere i miracoli all’agenzia significa solo sprecare tempo, denaro, clienti, energie e non solo.

L’agenzia a volte non è così “pulita”.

 

Per esempio, può acquistare like per far vedere a te – che certi dati non li sai leggere – che “la pagina è cresciuta, guarda quanti fan!”. Salvo poi scoprire che i FAN ci sono… i CLIENTI no!

 

Su youtube trovi molti video che parlano di questa faccenda. Se vuoi approfondire ti consiglio di cercare il servizio delle Iene su Mirko Scarcella (oppure, clicca direttamente qui)

Considera che robe così capitano ai parrucchieri praticamente ogni giorno, anche se più in piccolo.

 

Chiaramente l’agenzia più furba ti chiede tanto tempo, dicendo proprio come ho affermato io che “non si può avere tutto subito” quello che devi rispondere è: ok, fissiamo tempi e previsioni di risultati, se va bene proseguiamo.

 

Vuoi sapere una bella cosa?

Le Aziende Partner – la mia e tutte le altre che fanno parte del Gruppo – fin da subito ti insegnano come valutare l’andamento di ogni proposta o campagna. Perché le nostre aziende hanno tutte in mente una sola cosa: I RISULTATI.

 

Ogni nostra proposta è progettata per fare in modo che tu ti possa ripagare dell’investimento. Sempre.

 

A PROPOSITO… piccolo esempio.

 

Sai qual è la logica matematica più potente riferita al marketing?

La risposta è imparare a quantificare il C.A.C., ovvero il Costo Acquisizione Cliente.

 

Sai perché? Perché se impari a capire quanto ti costa acquisire un nuovo cliente puoi mettere da parte quella quota su quanto ti rende un cliente già acquisito. Così facendo attiverai un meccanismo a catena: cliente porterà cliente.

È facile fare il calcolo… se sai come farlo.

 

Cliente porterà cliente e la tua evoluzione sarà esponenziale.

Mi fermo, perché lo sviluppo di questo concetto è riservato ai miei Allievi.

 

Perché “avere l’agenzia che ti fa tutto” non è la soluzione

L’errore è doppio. Lo capirai dopo aver speso migliaia di euro.

Come lo hanno capito il 90 e passa % dei tuoi colleghi che lo ha fatto per uno o due anni e poi ha mollato.

Per fortuna (è sarcastico) non capirai che non solo ne avrai spesi, ma che anche ne avrai incassati meno di quanto avresti potuto.

 

Il primo errore consiste nel voler delegare tutto a qualcun altro, un qualcun altro che è lì pronto ad approfittare della tua richiesta.

 

Non puoi incolpare la volpe che è in agguato nel bosco, se un coniglietto mangia l’erba nel prato attaccato.

 

L’agenzia dovrebbe dirti che tu dovrai fare la tua parte e dovrai farla anche parecchio.

Così però tu non la ingaggeresti, perché quello che vuoi è che “faccia tutto lei”.

Mai e poi mai ti dirà che senza di te loro non possono produrre i risultati di cui hai bisogno per ripagare la spesa e guadagnare qualcosa.

 

La prossima domanda dovresti fartela tu prima di comprare, non dopo, ovvero: a che ti serve davvero l’agenzia?

Ti serve per non fare tu certe cose o per fare cose in modo che producano risultati?

A che serve “risparmiare tempo” sul marketing se dopo devi lavorare di più impegnando tempo per mettere a posto i conti?

 

Tu dovresti scegliere un’agenzia che ti faccia fare meglio le cose.

Invece ne scegli una perché non ti faccia fare cose.

Proprio come col commercialista. STESSO ERRORE.

 

Molti di voi sembra che anzitutto “paghino per non dover pensare a certe cose”.

Non a caso molte agenzie sono a tutti gli effetti venditori di scorciatoie e i parrucchieri sono le loro prede preferite.

 

Perché tutto sommato, i parrucchieri hanno buoni margini.

Margini abbastanza alti – che paradosso – per non riuscire a quantificare in fretta se un investimento sia stato buono, oppure no.

 

Prendi l’esempio della scheda di Google MyBusiness.

È gratuita, GRATUITA, eppure un sacco di parrucchieri paga per avere la sua.

 

Perché? Perché “i corsi costano” oppure “non ho voglia di fare corsi” oppure “i corsi non servono”.

Così, quando telefona qualcuno spacciandosi per “Google”, loro ci cascano e acquistano un servizio che è gratuito.

Spesso addirittura in abbonamento.

Così anziché farsi fregare una volta si fanno fregare per anni.

 

Quello che la tua agenzia non può fare per te (anche se non te lo dirà mai)

Ricordi prima quando ti ho scritto che non sei una commodity?

Bene, se quella agenzia vuole praticarti un prezzo più basso, deve ottimizzare il suo lavoro, oppure non ci sta dentro.

Questo significa che scriverà testi ed acquisterà foto da usare per più saloni, proprio come fa un franchising che usa la stessa immagine su scala nazionale.

 

Piccolo problema: tu dovresti comunicare la tua differenza, non essere uguale ad altri.

 

E non mi metto qui a spiegarti che “questo” ti crea problemi anche in Google.

Insomma il franchising può adottare certe politiche: un salone unico, NO.

 

“Ma lele tanti miei colleghi ne parlano bene”

Vero, e lo fanno principalmente per due motivi:

  • uno è che ci sono agenzie che sanno lavorare, ci mancherebbe.
  • il secondo è che, come già scritto, moltitudini di tuoi colleghi fanno fatica a valutare il lavoro dell’agenzia.

 

Morale della prima parte

L’agenzia, che sia più o meno capace, più o meno in buona fede,  deve dimostrarti con il traffico che è brava.

Tu però non puoi ripagarla con la stessa moneta: tu la paghi con i soldi.

 

Metaforicamente, sono i tuoi clienti che pagano l’agenzia.

Se però i clienti che arrivano sono pochi, o pagano poco, tu per pagare l’agenzia dovrai attingere dalla tua cassa.

 

Per questo noi NON forniamo certe tipologie di servizi multi-cliente, perché la differenza non sta nel costo: sta nella resa.

A che serve farti pagare meno e farti guadagnare zero quando a te deve importare di pagare il giusto e guadagnare bene sull’investimento?

 

Ripetitelo: voglio dei fan o voglio clientela in target dentro il salone?

Voglio spendere meno o voglio guadagnare di più?

 

Nota bene: FINORA NON TI HO PROPOSTO NULLA, ti ho solo invitato a riflettere.

 

Proprio la stessa cosa che farò nella seconda parte, quando ti parlerò delle AZIENDE DI PRODOTTI.

Se ancora senti di non conoscermi abbastanza…

se ti chiedi a volte quanto io possa valere il tuo tempo o il tuo denaro…

soprattutto,

se vuoi fare un viaggio dentro te stesso a cavallo di un concetto imprescindibile per chi fa impresa, riservati i quindici minuti circa che ti occorrono per leggere questo articolo.

 

Rimandare questa lettura potrebbe essere qualcosa che ti ritroveresti a rimpiangere, o a pagare in qualche modo. La parte dell’articolo che ti servirà di più è la seconda… ma se non leggi la prima parte, la seconda non ti aiuterà.

 

Martedì sera abbiamo lanciato #CreatoridiRisultati, l’evento in streaming che terremo il 28 e 29 marzo in cui svilupperemo le sette abilità strategiche per evolverti da parrucchiere a Imprenditore della Bellezza.

Nei due giorni successivi abbiamo realizzato le vendite che pensavamo di fare in una settimana.

E parlo soprattutto di CLIENTI NUOVI, “conquistati” dal valore dei contenuti che ho espresso non solo nel webinar del 9 febbraio, quanto già nel corso online che vi ho regalato il 7 gennaio.

 

A volte è impressionante, IMPRESSIONANTE, notare che ci sono imprenditori convinti che un corso si debba fare … quando le cose non vanno bene.

Nella realtà le cose stanno un po’ diversamente.

 

Anzitutto, molti di coloro che vanno bene, vanno bene perché il corso giusto lo hanno già fatto.

Prendete i Parrucchieri PRO.

DUE SU TRE dichiarano di essere soddisfattissimi non tanto per il format che hanno frequentato, quanto per i RISULTATI che sono arrivati dopo averlo fatto.

UNO SU TRE non è altrettanto soddisfatto. O magari lo è… ma i risultati non sono quelli che potrebbe fare.

UNO SU TRE è “tanta roba”.

 

Così… uno come me cosa fa?

Da una parte si gode i due terzi di complimenti, dall’altra si interroga sul restante terzo.

E SALE IL RAMMARICO.

Perché quel “UNO SU TRE” in realtà non può dire di non essere riuscito a mettere in pratica… né può affermare che il sistema è difficile, o che non funziona…

Quel “UNO SU TRE” NON CI HA NEANCHE PROVATO.

 

Una volta tornati in salone dopo il corso, hanno ricominciato a fare più o meno le stesse cose.

Si sono fatti smontare da chi il corso non lo ha fatto.

Si sono fatti smontare da chi parla di crisi… e non ha un’impresa, né ha sufficienti conoscenze per gestirne una.

Si sono persuasi di non avere tempo per fare marketing… quando in realtà sono schiavi del lavoro proprio perché non lo fanno.

 

Una volta un parrucchiere mi disse: “la paura è che quando sei al corso senti di poter fare tutto, è come un sogno, poi torni in salone e ti risvegli nella realtà” …

io gli risposi:

“la realtà non è intorno a te, ma è quella che tu ti costruisci. Quindi è proprio il contrario: nel mio corso ti risvegli dopo un incubo, e devi essere forte quel tanto che basta per non “riaddormentarti”, né “farti riaddormentare”, quando torni a casa o in salone”.

 

Chi frequenta i miei corsi lo sa: con me si impara a realizzare i sogni, ancor più che a sognare.

Anche se come affermo: “Certamente i sogni non sono tutto, certamente i sogni sono l’inizio di tutto” … e se non credi tu… in te ed in ciò che puoi realizzare… chi vuoi che ci creda?!

Ma ahimè, ahi noi, ci sta.

Qualcuno pare progettato per perdere. O peggio, per non vincere.

Ed io potrei serenamente concentrare la mia attenzione sui due terzi soddisfatti.

Ancor di più perché la metà di loro sta realizzando risultati strepitosi.

 

… Mi hanno screenshottato una conversazione in un gruppo Facebook, in cui qualche giorno fa un parrucchiere affermava che “chiunque dei suoi colleghi dica che è cresciuto nel 2020, racconta balle”.

Chi mi ha inviato quella conversazione, mi ha scritto cinque o sei volte GRAZIE nel suo messaggio, perché “lui” nel 2020 ha fatto il 40% in più rispetto al 2019, tanto che ha dovuto assumere una persona in più.

SONO CENTINAIA i miei Allievi che sono cresciuti nel 2020, o che hanno tenuto in termini di fatturato.

 

Eppure “là fuori” c’è chi dice che è impossibile.

Come si dice che “è impossibile” tenere i prezzi alti…

che “è impossibile” conquistare nuovi clienti…

che “è impossibile” far quadrare i conti.

 

A questi signori dell’impossibile non puoi nemmeno provare ad essere utile, perché se provi a farlo, magari commentando un loro post, l’unica cosa che porti a casa sono insulti.

Ho smesso di fornire consulenze sotto forma di post, fuori dai nostri Gruppi, perché l’unica cosa che in tanti riuscivano a dire era: “Ma tu non sei un parrucchiere!” … “Ma tu guadagni sui corsi” … e via così.

 

Invece di dirmi che non sono parrucchiere, dovrebbero cercare di capire come mai i miei Allievi che lo sono fatturano il doppio di loro nella stessa A.D.A. e guadagnano anche di più.

Invece di dirmi che io guadagno sui corsi, dovrebbero cercare di capire chi fa davvero l’affare, visto che in media PER OGNI EURO CHE MI DÀ UN ALLIEVO, NE FATTURA 25 IN PIÙ (sono statistiche su un campione molto significativo che posso esibire).

 

Perciò rieccoci su quel “terzo”. Rieccoci su parrucchieri che si dicono soddisfatti, ma che potrebbero fare il doppio di oggi… e “non” facendolo creano i presupposti per essere rimontati o superati dalla concorrenza.

 

Cosa manca a quel terzo di Parrucchieri PRO che non ci ha nemmeno provato?

Cosa manca a tutti quei parrucchieri che SPRECANO il loro talento, sottovalutando l’importanza di comunicarlo a dovere?

Cosa manca a tutti quei parrucchieri che TRASCURANO il marketing e l’importanza di alimentare la propria autorevolezza?

MANCA FIDUCIA.

 

Ecco cosa.

A volte manca fiducia nel prossimo.

A volte manca fiducia in loro stessi.

A volte, intendiamoci, è solo pigrizia: manca la voglia di capire come distinguere me ed il #SistemadiMarketingperParrucchieri che insegno, dai miei concorrenti e dalle loro lezioni.

 

Mi sono sempre interrogato sul “perché” persone che avrebbero bisogno di me quasi come l’aria (parlo sotto il profilo professionale ovviamente), facciano così fatica a “fidarsi”.

Sono al fianco dei parrucchieri dal 1996.

Ne ho formati decine di migliaia, incontrandoli in aula per ben oltre mille giorni.

Sono stato in oltre trecento saloni, arrivando a capire che dovevo formare degli Imprenditori, e non fare marketing al posto loro.

 

Ho solo e sempre progettato proposte che li aiutassero in due modi:

=> PRODURRE RISULTATI ECCELLENTI

=> EVOLVERSI IN VERI IMPRENDITORI

 

Dispiace vedere così tanti, talentuosi artigiani ed artisti, ACCONTENTARSI DI VIVACCHIARE, quando potrebbero togliersi un sacco di soddisfazioni.

Dispiace anche vedere così tanti, talentuosi imprenditori, SOTTOVALUTARE IL POTENZIALE DI CRESCITA che potrebbero esprimere, se solo decidessero di frequentarmi professionalmente.

 

Potrebbero fare più clienti e più profitti,

lavorando meglio…

ma non ci credono…

non si fidano.

Folli.

Ingiustificabili, incorreggibili folli.

 

Con #CreatoridiRisultati, l’evento in streaming che terremo il 28 e 29 marzo, saranno alcune centinaia di loro a capire quanto facciano bene a fidarsi di me… quanto possano realizzare, in più e meglio.

 

“Lele hai scritto terremo”?

Terremo: io insieme con sei Project Partner, tutti miei soci, a capo di altrettante imprese, tutte italiane, tutte Srl, tutte specializzate nell’Hair&Beauty.

Non sto a parlartene ora, trovi tutto qui:

https://imprenditoridellabellezza.it/store/aff/go/leliolele

 

Quale migliore occasione di vedere all’opera me e i miei partner?!

Quale migliore occasione per rispondere al covid che continua a condizionarci?

Quale migliore occasione per prepararsi alla Revenge Spending che potranno sfruttare solo coloro fra di voi che si faranno trovare pronti quando esploderà?

(se hai dubbi su cosa sia e come funzioni, ne parliamo domani nella #giovediretta)

 

Prova a rispondere a questa domanda.

Fallo ora, fra te e te, come se dovessi rispondere a me.

Ecco la domanda:

COSA DEVE ACCADERE AFFINCHÉ TU POSSA FIDARTI DI ME?

 

Prenditi il tempo necessario per rispondere.

Se hai voglia e tempo, prova a scriverlo in un foglio, o se preferisci nei commenti del post…

COSA DEVE ACCADERE AFFINCHÉ TU POSSA FIDARTI DI ME?

 

Sono giorni impegnativi.

Proprio per questo ti invito ad impegnare una porzione significativa del tuo tempo ad acquisire quelle informazioni utili a trasformare questo periodo in una sorprendente opportunità.

Scegliermi o non scegliermi… per me può significare “un partecipante in meno” o “un partecipante in più”.

Scegliermi o non scegliermi… per te potrebbe voler dire guadagnare il doppio o la metà.

PER TE POTREBBE VOLER DIRE GUADAGNARE IL DOPPIO O LA METÀ.

 

Se solo mi conoscessi sapresti che non esagero.

Se solo potessi fidarti dei tuoi colleghi che ti possono testimoniare questa cosa, sapresti che non esagero.

Ci sono parrucchieri che non credono alle testimonianze dei loro colleghi.

Manca fiducia… ops.

Non credono siano vere.

Non credono che “da loro” o “con loro” funzionerebbe allo stesso modo.

Infatti hanno ragione.

I miei Allievi che stanno producendo fior di risultati, mica fanno tutti le stesse cose!

Se fosse così semplice, alla lunga smetterebbe di funzionare!

 

Ma invece di capire, vuoi mettere quanto sia più semplice diffidare?!

COSA DEVE ACCADERE AFFINCHÉ TU POSSA FIDARTI DI ME?

Quanto conta la fiducia?

Quanto può valere per la tua clientela, per i tuoi collaboratori, per i tuoi partner… per te?

Quanto può valere, per te, fidarti di me?

 

VOGLIO CONDIVIDERE CON TE DIECI RIFLESSIONI.

Lo faccio con l’intento di aiutarti ad avere fiducia.

Non solo di me, ma di te:

DELLA TUA CAPACITÀ DI SCEGLIERE I PARTNER GIUSTI PER LA TUA EVOLUZIONE.

 

RIFLESSIONE (1) => SII UNICO

Oggi non puoi essere l’ennesimo parrucchiere. Non puoi proporre l’ennesimo sconto. Non puoi essere il solito che pubblica roba tutta uguale sui social.

Per qualcuno – in primis per la tua #ClientelaIdeale – tu devi essere UN PUNTO DI RIFERIMENTO, autorevole, credibile.

… Proprio come lo devo essere io per te.

 

RIFLESSIONE (2) => SBAGLIA POCO

Ogni errore può rivelarsi una lezione, ma ricordati che LA TUA CLIENTELA NON TE NE PERDONERÀ MOLTI. Anzi, spesso fa già fatica a perdonartene uno.

Devi farla sentire sicura, rispettando le tue promesse, dimostrando che “fai ciò che dici”. Deve sentirsi sicura perché è così che TU la fai sentire.

… Proprio come devo fare io per te.

 

RIFLESSIONE (3) => METTICI LA FACCIA

Io l’ho messa sopra il mio corso più importante, #ParrucchierePRO, e ho anche messo il mio cognome a garanzia del Percorso Avanzato annuale.

Mostrati sempre responsabile; falle capire che non sta solo comprando “da” te, ma che sta comprando TE! Sii per ogni cliente la migliore delle garanzie.

… Proprio come devo esserlo io per te.

 

RFILESSIONE (4) => AIUTALI A SCEGLIERE TE

Mostra attenzione nei dettagli, ascolta, domanda, proponi in modo che ogni cliente sappia cosa hai intenzione di fare e quale risultato otterrà.

Fa che ogni foto, ogni post, ogni vetrina… e che il tuo – il vostro modo di curare anche le piccole cose, dimostrino quanto tieni a “lei”.

… Proprio quello che mi impegno a fare io con te.

 

RIFLESSIONE (5) => INVESTI BENE

Che si tratti di un corso, o di un attrezzo, o di un prodotto… se usi degli asciugamani usa e getta… che andrebbero gettati prima di essere usati, stai dimostrando alla cliente che di lei non ti importa così tanto!

Sappi capire su cosa risparmiare e su cosa no.

… Proprio per questo investo circa il doppio dei miei concorrenti per fornirti la formazione più efficace (riesci ad immaginare quanto possa costare replicare uno studio televisivo anziché fare un webinar? Ma hai idea di quanto sarà più potente il tuo livello di apprendimento in un contesto così curato?).

 

RIFLESSIONE (6) => COMPORTATI DA IMPRENDITORE

Non è proprio il momento di “vivere alla giornata”, specie se si parla di imprese ed imprenditori; la tua impresa va gestita con attenzione, con lungimiranza, con padronanza!

Sii attento nel raccogliere ed interpretare i tuoi numeri: fa in modo che i giusti margini ti consentano di avere il giusto tornaconto e di poter investire sulla soddisfazione di ogni cliente.

Proprio come faccio io per te.

 

RIFLESSIONE (7) => MANTIENI LE PROMESSE

Non esistono promesse grandi o piccole: le promesse vanno mantenute, o non vanno fatte. Che si tratti di un orario rispettato o di un effetto colore o della portabilità di un taglio.

A ben guardare, il tuo mestiere consiste nel fare promesse e poi mantenerle.

Proprio come è per me, con te.

 

RIFLESSIONE (8) => CREA PROPOSTE ALL’ALTEZZA

Ogni offerta che studi, ogni listino che pubblichi, raccontano non solo ciò che fai, ma come lo fai… e non solo come lo fai, ma come sei!

Se sei bravo, ma applichi tariffe basse, perderai la fiducia dei migliori potenziali clienti e non avrai modo di investire per portarli da te.

Proprio come faccio io, per darti sempre la sensazione di quanto sono dannatamente innamorato di te!

 

RIFLESSIONE (9) => RIPETITI SPESSO CHE DIPENDE DA TE

Troppo mediocre dare la colpa al covid, allo stato, ai clienti, ai collaboratori… chiediti se sei davvero in grado di fare la differenza, se ti meriti i risultati migliori, i clienti migliori, i collaboratori migliori.

Chiediti se hai ancora abbastanza fame di sapere, di imparare, di scoprire. Chiediti come puoi migliorare.

Proprio come mi sento io quando penso a te e me. E continuo a studiare come non ci fosse un domani.

 

RIFLESSIONE (10) => MERITATI OGNI RISULTATO

Essere imprenditori non significa solo essere coraggiosi… né significa solo essere appassionati del proprio lavoro. Essere imprenditori significa dare forza e valore al proprio essere artigiani ed artisti!

Essere imprenditori significa #MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste.

Proprio come mi impegno a fare ogni giorno, per me stesso e per te (mi metto al primo posto per un solo ed unico motivo: prima che essere esigente con te, e cercare di spingerti ad esprimere il tuo meglio, sono intransigente con me stesso; perché a te oggi serve ricevere il meglio, e la mia ossessione è dartelo).

 

Questo articolo si avvicinerà alle tremila parole.

Ormai ne mancano all’incirca seicento.

L’ho scritto in due ore, a cuore aperto, cercando soprattutto di farti arrivare due messaggi.

 

Il primo messaggio è che

DI TE MI IMPORTA VERAMENTE.

Ma a te deve solo importare che attraverso il mio lavoro tu puoi valorizzare, puoi esprimere, il tuo.

Voglio che tu mi scelga perché sono il tuo miglior strumento per evolverti in Imprenditore della Bellezza.

Voglio che tu mi scelga perché senti che è la migliore scelta che puoi fare.

 

Il secondo messaggio è che

TU ED IO SIAMO MOLTO SIMILI.

Siamo innamorati del lavoro che facciamo e dei clienti che abbiamo.

Proprio per questo sappiamo che dobbiamo superare ogni aspettativa, le nostre comprese.

Che dobbiamo fare in modo che il cuore e il denaro si incontrino senza scontrarsi, perché non c’è niente di peggio dell’essere imprenditori poveri.

 

In questo articolo

Non ti ho voluto scrivere dell’errore di fare sconti a sconosciuti…

Non ti ho voluto scrivere dell’errore di fare “tutto per tutti” …

Non ti ho voluto scrivere dell’errore di essere dozzinale sui social…

Non ti ho voluto scrivere dell’errore di avere il marchio o le vetrine sbagliate…

Non ti ho voluto scrivere dell’errore di fare troppi errori per mancanza di conoscenza…

HO VOLUTO SCRIVERTI DI FIDUCIA.

 

Dell’importanza che assume circondarsi dei partner migliori.

Ho voluto invitarti ad avere fiducia in me, con la domanda:

COSA DEVE ACCADERE AFFINCHÉ TU POSSA FIDARTI DI ME?

 

Fra le righe ti ho invitato ad aver Fiducia.

E A MOSTRARLA, magari cominciando dai tuoi collaboratori… magari ricordandoglielo proprio oggi quanto ti fidi di loro.

E se lo fai già spesso… beh, una volta in più non guasterà di certo.

A proposito…

 

COSA DEVE ACCADERE AFFINCHÉ TU POSSA FIDARTI DI ME?

è una domanda che tu potresti rivolgere a loro…

O come ho fatto io, spiegare a loro come risponderesti se fossero “loro” a farti questa domanda.

Se hai paura di farlo, o se non otterrai le risposte sperate… beh,

chiediti quanta fiducia tu abbia in te stessa, in te stesso.

Chiediti se puoi migliorare!

Chiediti come posso esserti utile io, per riuscirci.

 

Lo ripeto:

HO VOLUTO SCRIVERTI DI FIDUCIA.

Dell’importanza che assume circondarsi dei partner migliori.

E di quanto sia impagabile sentire di potersi fidare.

Di qualcuno o di se stessi.

 

È vero, quando tradiscono la nostra fiducia stiamo male…

MA STIAMO PIÙ MALE QUANDO CI RIFIUTIAMO DI CONCEDERLA.

Stiamo più male quando sentiamo di non averne… o di non volerne dare.

Non dare fiducia ci costerà ben di più di averla riposta nella persona sbagliata.

 

E comunque, basta ricordare che la fiducia non si regala: si offre.

Chissà se in questo articolo hai capito che

FAI BENE A FIDARTI DI ME.

Perché infine…

se sono centinaia di tuoi colleghi a scrivere bene di me…

se io sono qui, con te e per te, da venticinque anni…

se a quasi cinquantasei anni lavoro sette giorni su sette per “noi”, intesi come tu e me insieme…

questa fiducia un po’ credo di meritarla.

 

La merito soprattutto per i RISULTATI che posso metterti in condizioni di realizzare.

Non sono un supereroe.

Sono solo innamorato dei parrucchieri.

Sono credo il più competente in materia di marketing per parrucchieri.

Sono fra i più determinati a creare autentici esempi di Imprenditori della Bellezza.

Sono il Partner Strategico degli Imprenditori della Bellezza.

 

Mi sento responsabile, verso me stesso e verso ognuno di voi che mi dedica tempo e denaro.

E mi impegno per meritare la tua fiducia.

Proprio come tu meriti di poter contare su un partner efficace quanto me.

 

È un momento impegnativo, sfidante, avvincente.

Insomma, è il miglior momento in assoluto per darmi fiducia.

Saranno i Risultati a confermarti quanto hai fatto bene a darmela.

E saranno Risultati immediati, che raccoglierai nel giro di settimane, prima ancora che di mesi o anni.

 

LA FIDUCIA NON SI REGALA: SI OFFRE

 

Io sono pronto a fidarmi di te…

se tu sei pronto a #MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste.

Adesso tocca a te.

 

PS: per sperimentare quanto può valere per te, fidarti di me, hai un’ottima occasione

https://imprenditoridellabellezza.it/store/aff/go/leliolele