“C’è bisogno di leggerezza.”

Un anno fa cominciava così il messaggio col quale una tua collega mi annunciava la sua scelta di non seguire i miei corsi.
Ha chiuso il suo salone quest’anno, a fine maggio.
Sembrava che le sue due collaboratrici fossero interessate a rilevarlo, nonostante i conti non tornassero, mpoi hanno optato per aprirne uno nuovo.

“NUOVI FONDAMENTALI”:

=> lavorare concretamente (non a chiacchiere) sull’autorevolezza
=> distinguersi dalla concorrenza
=> definire con cura le tre colonne portanti: brand, listino prezzi, immagine esterna/interna del salone
=> personalizzare la proposta
=> creare un’esperienza esclusiva che induca ogni cliente a volerla ripetere e a volerne parlare
=> fare “PR” nella propria ADA (ADA = Area Di Azione)
=> essere presenti, efficaci, costanti sul web
=> coinvolgere la propria squadra nel progetto d’impresa, a prescindere che siate in due o in venti
Basta osservare i parrucchieri che si lamentano – vuoi perché incassano troppo poco, vuoi perché incassano meno di quanto a loro avviso meriterebbero – per comprendere che il 90% dei loro problemi, è in elenco.
E basta leggere certi post o certi commenti, nel gruppo facebook Gruppo Imprenditori della Bellezza, per constatare che i problemi in elenco sono quasi sempre la conseguenza di ciò che “non si fa” o “non si sa fare bene”.
Domando: perché, in questo periodo, la maggioranza dei miei allievi registra spesso il tutto esaurito, mentre tanti di coloro che miei allievi non sono, fanno fatica o fanno meno di quanto dovrebbero/vorrebbero?

NO.

Non ho la pretesa di essere l’unico che “sa come si fa”.

SÌ.

I miei allievi hanno maggiori probabilità di realizzare risultati sopra la media della loro ADA.
E deve essere chiaro: come io non posso pretendere di affermare che sono il numero uno, la maggioranza di voi non deve pretendere di saper distinguere i formatori, e soprattutto me da altri.
La prova provata è che spesso scegliete i formatori per simpatia, o peggio per il prezzo. E da bravi cercatori di scorciatoie, spesso scegliete quelli che vi propinano i venditori che vi vendono prodotti, perché non avete voglia di imparare a “distinguerci”.
Proprio l’altro giorno, un mio ex allievo lamentava una perdita pesante, circa il 30%, da quando ha smesso di seguire me e ha applicato i consigli di un mio “collega” propostogli da un’azienda di prodotti.
Eccola lì quella “leggerezza” che, GIUSTAMENTE, vi mette in difficoltà.
IO HO SCELTO DI NON LAVORARE CON LE AZIENDE.
POTRANNO MAI PARLARVI BENE DI ME?!
Perché mai un rappresentante di una delle circa quattrocento aziende che a turno vi piombano in salone per vendervi di tutto, dovrebbe parlarvi bene di me, quando la sua azienda collabora con qualcuno che magari non ha mai frequentato un salone se non come cliente, e ha un decimo della mia esperienza?
Ma molti di voi sono fatti così.

“C’è bisogno di leggerezza.”

Quando si parla di formazione, si fa una gran confusione.
Si mette tutto e tutti nello stesso calderone, come se non esistessero formatori bravi e formatori inefficaci, proprio com’è per quasi ogni altro settore, parrucchieri compresi.
Per esempio, quando mi sento dire che “seguire lele è difficile” mi rendo conto di quanto in tanti di voi siano superficiali, e consentitemi, sciocchi.
Cosa pensate di un vostro collega che, di fronte alla proposta di frequentare un corso di marketing, risponde “già fatto dieci anni fa”?!?
Glielo dite che è un C * * * * * * E … o lo pensate e basta?
Allo stesso modo, davvero chi ha fatto Parrucchiere PRO nel 2017 pensa che rifarlo oggi sarebbe la “stessa cosa”?
E ancora, davvero chi è stato Allievo Avanzato tre anni fa pensa che nel 2022 sia ancora “la stessa cosa”?

“C’è bisogno di leggerezza.”

Poi però le lacrime che si piangono perché le cose non vanno, mica sono così “leggere”. E farebbe bene a piangere chi oggi non riesce a capire che sta raccogliendo la metà di quello potrebbe, perché ciò che sta perdendo è perso per sempre… e rafforza quella concorrenza a cui il vostro “vegetare” ha reso la vita più facile.
Tra le righe, a tutti coloro che sono stati miei allievi, che sia con un libro o una serata, che sia con un corso o un percorso, ecco il mio consiglio: richiedeteci una consulenza per farvi spiegare in dettaglio come si diventa Parrucchieri PRO o Allievi Avanzati, e cosa è cambiato in concreto.
Fra le parole che ho scritto fin qui c’è già una morale.
CHIEDO A TE DI CAMBIARE PERCHÉ IL MERCATO CAMBIA.
ED IO PER PRIMO CAMBIO, PERCHÉ VOGLIO AIUTARTI A CAMBIARE.
STA CAMBIANDO TUTTO.
E se stai annuendo, sappi che non basta.
È ciò che fai mentre tutto cambia, a fare tutta la differenza del mondo.
Cambiano il mercato e la concorrenza, 
cambia la clientela già nel suo modo di sceglierti, 
cambiano le persone, i contesti personali e professionali, le ambizioni.
TI SERVE UNA FONTE DI ISPIRAZIONE.
Qualcuno di cui ti puoi fidare,
qualcuno che studia per te, mentre tu sei impegnato nei tuoi progetti, 
qualcuno che ti aiuti a lavorare sul metodo come sull’atteggiamento.
Certo che mi propongo!
Con 26 anni al vostro fianco, oltre mille giornate in aula e trecento in altrettanti saloni, decine di migliaia di parrucchieri incontrati live o online, ho certamente le carte in regola per candidarmi.
Se mi sceglierai tu, avrai un bel vantaggio.
Se mi sceglierà il concorrente che hai a poca distanza dal tuo salone, lo avrà lui.
Puoi sempre non credermi.
“Chi si crede di essere”, potresti pensare.
Sono “uno” che cambia le vite. In meglio.
Ma diciamocelo: io ti dico quale strada percorrere e come affrontare al meglio il viaggio, poi sì, sei tu a dover muover il c * * * .
Là fuori la tua clientela, compresa la più affezionata, più o meno consapevolmente continuerà a chiedersi se tu sia quello di cui hanno bisogno.
Là fuori la tua concorrenza, sa bene che se vuole fare ottenere più di te deve fare meglio di te, e ti deve battere sul marketing oltre che sul “fare capelli”.
Vale per te come vale per me!
Pensi che nessuno abbia già provato a farmi la festa?
Pensi che non ci sia chi sta provando a farmela anche mentre scrivo?
So bene che ci provano. Ne hanno tutto il diritto.
Come so bene che per quanto ci provino, se ci riusciranno sarà soltanto per demerito mio.
Nella tua ADA se qualche tuo concorrente che arriva dopo ti fa le scarpe, è più per demerito tuo che non per merito suo.
E, beffa delle beffe, se ti fa le scarpe, nove volte su dieci non è perché ha più talento di te: è perché fa marketing meglio di te!
Quello che sto facendo è aiutarvi a confrontarvi con questo mercato adottando il giusto metodo con il giusto atteggiamento.
E se non ci arrivate a capire che deve esserci un motivo se qualcuno vi chiede 100 euro per una intera giornata di formazione, quando con me al massimo per quel prezzo potete avere una serata, beh, allora è giusto che facciate meno dei miei allievi.

“C’è bisogno di leggerezza.”

Vuoi saperlo? Fino a qualche anno fa potevi permetterti di fare impresa senza troppi problemi. Adesso ha senso averne una solo se si conosce la differenza fra l’improvvisare e l’intraprendere.
NON C’È PIÙ SPAZIO PER GLI IMPROVVISATORI.
Non c’è più spazio per gli imprenditori che ragionano da poveri, che tirano a campare, che sanno solo lamentarsi, di tutto e di tutti.
Non c’è più spazio per gli artisti del nero, gli stiratori di cartine, i fenomenotteri che sanno tutto ma non fanno neanche una delle cose che millantano.
Fare impresa oggi significa trovare quel sottile equilibrio tra apatia ed incoscienza, chiamato “coraggio”: la capacità di capire dove, come, quando, quanto investire.
C’è bisogno di leggerezza” …?!
Se vuoi una vita lineare, sempre uguale, senza imprevisti, senza contrasti, senza dubbi, senza scelte difficili… lascia stare, fare l’imprenditore non è per te.
NO.

Non c’è bisogno di leggerezza.

C’è bisogno di SCEGLIERE I PARTNER GIUSTI.
È grazie ai partner giusti che ti godrai la tua impresa.
Non c’è bisogno di leggerezza.
C’è bisogno di assumersi la responsabilità di ciò che va fatto,
c’è bisogno di non rinviare le decisioni che vanno prese in fretta,
c’è bisogno di sapere dove trovare le informazioni ideali per scegliere bene,
c’è bisogno di non farsi influenza da fattori sbagliati (amici, difficoltà momentanee, stati d’animo no).
Non c’è bisogno di leggerezza.

C’è bisogno di SCEGLIERE I PARTNER GIUSTI.

PS: lele dov’è la “ventata di ottimismo”?!
LA TROVI NELLA PIÙ BELLA DELLE NOTIZIE: DIPENDE DA TE.
Più di quanto immagini. Più di quanto vogliono farti credere.
Non ci piace un granché ammettere di non sapere. Questo, spesso, ci porta a “difendere” le nostre conoscenze, anche quando sono parziali, incomplete.
Lo fanno un po’ tutti, compresi i parrucchieri e i formatori.
Quando sento affermare dagli uni o dagli altri che “posizionamento e specializzazione sono la stessa cosa”, mi vengono i brividi.
La Differenza, come la spiego io, combina in modo ideale tre varianti: il posizionamento, la specializzazione e la clientela ideale.
Va da sé che SONO TRE COSE MOLTO DIVERSE.
I Parrucchieri PRO lo sanno molto bene, e nelle due edizioni di #ParrucchierePRO a novembre verranno illuminati ancora meglio, perché ho costruito un nuovo modello per creare la Differenza.
SE qualcuno ti chiede di spiegare

QUAL È LA DIFFERENZA FRA TE E LA CONCORRENZA?

Posso immaginare che la maggioranza di voi abbia bisogno di rifletterci, non solo!
Alcuni di voi sono convinti che non sia una domanda appropriata, che è anche peggio.
Chiariamolo: quello che ti chiedo è ben altro che “insultare” o “temere” la concorrenza!
QUELLO CHE TI CHIEDO È COME AIUTI LA CLIENTELA POTENZIALE A COMPARARE TE ALLA TUA CONCORRENZA.
E devi fartene una ragione: per aiutarli a comparare, devi trovare il modo di distinguere te rispetto agli altri.
Non basta che tu parli di te!
Serve aiutare la clientela potenziale a comparare te alla tua concorrenza!
Piaccia o non piaccia, la maggioranza assoluta della clientela potenziale confronta sia te, sia le tue proposte.
Le paragona a quelle della tua concorrenza.
Cerca di capire se sia meglio tu o meglio qualcun altro.
E per capirci, nella comparazione il prezzo non è quasi mai il primo criterio di scelta.
Davvero pensi abbia senso affermare robe tipo: “Beh, deve essere il cliente a scegliere, io gli dico cosa faccio e poi il cliente scelga come vuole”.
Perciò o li aiuti a confrontare te e le tue proposte con quelle della tua concorrenza, o la clientela che vuoi avere, da sola, rischia di sbagliare, perché le mancano elementi per scegliere al meglio.
Prova a rispondere alla domanda:

QUAL È LA DIFFERENZA FRA TE E LA CONCORRENZA?

Ma lele è difficile
Se tu avessi la Differenza come la insegno io, sapresti come farlo.
Sapresti come scrivere la tua DIS #DichiarazioneDiSfida.
L’errore più clamoroso che puoi fare è sottovalutare l’importanza di aiutare la tua clientela potenziale a comparare te rispetto alla tua concorrenza.
Fra l’altro, quando impari a farlo aiuti anche la tua clientela ideale attuale a parlare di te in modo efficace.
“Lele ma tu come faresti?”
A differenza di quei consulenti e formatori che puntano a fare le cose al tuo posto, io lavoro per mettere te al centro del tuo business, così che tu possa fare tuo un vero e proprio sistema di marketing, e quindi capire cosa fare e cosa delegare, oltre al “come”.
Ecco fatto. Ora tocca a te:

QUAL È LA DIFFERENZA FRA TE E LA CONCORRENZA?

Se vuoi, oltre al commento, chiediti attraverso quali domande puoi agevolare la tua clientela potenziale a comparare te rispetto alla tua concorrenza.
Per esempio, se io dovessi farti riflettere sui miei concorrenti, mediante domande, sceglierei queste:
=> scrivono con costanza o scrivono più volte per qualche giorno e poi scompaiono per settimane?
=> approfondiscono i temi abbastanza da dimostrarsi esperti autorevoli del tuo settore?
=> propongono temi che hai già trovato altrove o sviluppano concetti che hanno sviluppato loro stessi?
=> ti offrono contenuti di valore che puoi subito usare o cercano sempre e solo di venderti “cose”?
Questa delle domande è una chicca preziosa 😉
QUAL È LA DIFFERENZA FRA TE E LA CONCORRENZA?
Ecco fatto.
Sono proprio curioso di sapere la tua risposta. 
Ricordati che sono qui per esserti utile, e se possibile aiutarti a migliorare il tuo testo.
P.S.
il post che ho citato all’inizio è questo:
Se ti chiedo qual è il motivo per cui devo scegliere te e non altri parrucchieri, cosa mi rispondi?
Tra domenica e martedì si è tenuta la trentaduesima edizione di #ParrucchierePRO, siamo stati a Vicenza.
  • La domenica ci confrontiamo su come è cambiato il mercato e su come, di conseguenza, deve evolversi la mentalità imprenditoriale di chi vuole evolversi in Imprenditore della Bellezza
  • Il lunedì, invece, lavoriamo tutto il giorno su come definire la propria Differenza
  • Martedì, infine, è come andare a Gardaland: passiamo in rassegna come si fa un marchio, come si crea un listino, come potenziare l’immagine esterna ed interna del salone, poi come rendere esclusiva l’esperienza di ogni cliente in salone, ed anche come conquistare, fidelizzare, riattivare la clientela.
Se il terzo giorno è divertente e il primo è istruttivo, il secondo è a tratti DEVASTANTE.
Perché ti spinge a spostarti dal “tutto per tutti” al “qualcosa per qualcuno”.

Che tipo di Imprenditore della Bellezza vuoi essere?

Che tipo di Clientela vuoi avere?

Che tipo di Proposte vuoi fare?

Che tipo di Ambizioni vuoi realizzare?

Per un intero giorno ti chiedi come puoi distinguerti dalla concorrenza e conquistare la tua clientela ideale, ottenendo più clienti e più profitti, con meno stress, lavorando meglio… molto meglio!

Perché sì, si può: si può guadagnare di più, lavorando meglio.

E questo possono testimoniarlo decine e decine di Parrucchieri PRO.
Sai che cos’hanno in comune tutti loro?
E a farlo bene, evitando di rispondere in modo banale, scontato, dozzinale.

Qual è il motivo per cui devo scegliere te e non altri parrucchieri?

Devi sapere che il tuo business, praticamente è tutto nella qualità della tua risposta a questa domanda.
E te lo dico: giovedì 16 luglio alle 13:00, per mezzora buona, si terrà una #giovediretta tutta dedicata a questa domanda e, soprattutto, alla sua risposta.
Comprenderai perché ho scritto che a tratti il lunedì è “devastante”.
Soprattutto riceverai preziosi input per rispondere BENE e a modo tuo, a questa domanda.

Quando si parla di numeri, spesso ci si può trovare in due diversi scenari:

PRIMO SCENARIO

I numeri ci sono, il salone va bene, ma c’è la netta sensazione che, in riferimento al talento espresso, al tipo di salone e a chi ci lavora, i numeri potrebbero essere ancora migliori.

SECONDO SCENARIO

I numeri non ci sono, si lavora tanto, ma i conti troppo spesso non tornano. Non si riesce ad allontanarsi dalla soglia critica del fido e quando arriva una spesa imprevista sono dolori.

Premesso che spero tu sia nel terzo scenario, con i conti che vanno a gonfie vele e che tu ti chiedi da dove arrivino tutti questi soldi o che almeno tu ti ritrovi nel primo scenario, con solo la necessità di capire come migliorare, senza dover stravolgere. Ripartiamo dalla domanda di poco fa.

Quali sono i Numeri che creano i Numeri?

La maggioranza dei parrucchieri che guadagna abbastanza anche se potrebbe guadagnare di più e la maggioranza dei parrucchieri che non guadagna abbastanza, hanno in comune uno stesso problema: il listino prezzi.

Non a caso, al listino prezzi molto presto dedicherò uno spazio ad hoc.

Tutto chiaro? Quali sono i Numeri che creano Numeri? Quelli del tuo Listino Prezzi.

Quando parliamo di “listino prezzi” dobbiamo pensare a due “dimensioni”:

  • quali conti vengono fatti a monte, per scegliere gli importi e le voci
  • la comunicazione e l’espressione grafica del listino, ovvero come/dove viene proposto

Vuoi capire come realizzare il listino perfetto?

Allora non perderti la #GIOVEDIRETTA del 9 giugno, ore 13:00 sul Gruppo Imprenditori della Bellezza.

Ti aspetto!

Un cocktail degno del miglior bartender – killer. Un cocktail avvelenato che rischia di rivelarsi letale per chi lo beve.
E pensare che reddito di cittadinanza e covid insieme potevano rivelarsi una grande opportunità. 
Evita di cercare di capire: se non leggi tutto l’articolo, ti sarà impossibile.
Ritorniamo al cocktail degno del miglior bartender – killer.
Prima di condividere la ricetta, ci hai fatto caso?
Mai come in questo periodo tante persone sembrano apatiche, abuliche, frenate.
Il reddito di fannullonanza, soprattutto in Italia, ha spazzato via quella voglia di dominare il mondo che ha fatto del Made in Italy ciò che ovunque, seppure a denti stretti, ci riconoscono.
Il cocktail è stato completato dal covid, che ha mandato fuori giri moltitudini di persone, a volte drogate di smart working, altre intimorite, altre semplicemente assecondate dalla società nel loro viaggio verso la pigrizia.
A proposito, sia chiaro, essere pigri è soprattutto una scelta.
Potete star qui a raccontarcela e a raccontarvela: caldo, pressione bassa, problemi personali POTETE METTERLE TUTTE NELLO STESSO CONTENITORE CHIAMATO “SCUSE”.
Cosa è successo nella realtà?
In tanti hanno scelto la scorciatoia, la strada più facile, quella fatta apposta per farci passare i mediocri e i deboli.
Del resto la scienza, anche in questo caso, è lapidaria: il 40% delle persone non è mentalmente in grado di sostenere un periodo complicato come quello che stiamo attraversando. 
Mentre la minoranza, di fronte al rischio di sconfitta, alza l’asticella e raddoppia l’impegno, chi ha paura di perdere e non ha voglia di lottare, sceglie di abbandonare il campo di gioco.
Il cocktail del bartender killer è composto di paura, covid, reddito di fannullonanza e demagogia.
Quella demagogia che presto manderà alla deriva decine di migliaia di persone, non del tutto consapevoli che la battaglia tra il denaro e il tempo non è reale. 
Molte persone fanno benissimo a licenziarsi, a fermarsi per riflettere, per crearsi nuove opzioni.
C’è chi può permettersi di farlo, perché può reinventarsi, come c’è chi andrà incontro ad una drammatica, cocente, a volte irreversibile delusione.
Per quanto i demagoghi cerchino di convincerti: tempo e denaro non sono in competizione fra loro, è la capacità di gestire entrambi a fare tutta la differenza del mondo.
Prima, però, è giusto chiarire una cosa: il covid ha contribuito a scoperchiare un cesto di serpi; imprenditori disonesti, o troppo ingenui e incapaci per essere imprenditori.
Imprenditori che additano gli abusivi, salvo poi fare nero come piovesse e peggio sfruttare i collaboratori con contratti al limite del surreale.
È la solita storia del corvo che dice al merlo “come sei nero!”.
PRIMA di lamentarti degli abusivi, chiediti quanto nero fai sul totale dei tuoi incassi!
PRIMA di lamentarti dei giovani, chiediti se li hai inquadrati bene e se li paghi abbastanza!
Se sei qui, se vuoi davvero diventare Imprenditore della Bellezza, devi imparare la gestione imprenditoriale del salone.
  • SE VUOI I MIGLIORI COLLABORATORI, devi chiedere loro qualcosa in più… ed offrire qualcosa in più.
  • SE VUOI OFFRIRE QUALCOSA IN PIÙ, devi saperti meritare la clientela giusta e avere dei listini coerenti.
  • SE VUOI DEI LISTINI COERENTI, devi imparare a valorizzare il tuo talento attraverso il marketing.
  • SE VUOI FARE TUTTO QUESTO, devi allenare la persona più importante di tutte: TU.

Prima che per i soldi o per la clientela,

TU LAVORI PER TE.

Fino a “ieri”, se non lo avessi fatto, sarebbe andata più o meno bene comunque. Potevi trascurarti, trascurare, avere alti e bassi, nel mercato c’era spazio per tutti.
Oggi è a te che devi il tuo successo: non “solo” a te, ma “anzitutto” a te!
Oggi è da te che devi il tuo successo.
I risultati che produci sono il perfetto riflesso di come lavori e di come ti proponi. La qualità dei tuoi risultati è imprescindibile da come lavori e ti proponi. La qualità di come lavori e ti proponi è imprescindibile da come stai con te.
QUANDO MANCA SERENITÀ MANCA ENERGIA.
Serenità: “assenza di turbamento, limpida armonia spirituale”.
Energia: “l’attitudine a produrre qualsiasi movimento o attività“.
ENERGIA = CAPACITÀ DI AGIRE.
Wikipedia ci insegna che in Francia “énergie” è usato dal XV secolo nel senso di “forza in azione“, mentre in Inghilterra è sinonimo di “forza o vigore di espressione“.
Personalmente parlo più spesso di “atteggiamento” che non di “energia”. 
Se lo faccio anche oggi, è perché a mio avviso IL TUO ATTEGGIAMENTO PUÒ RICARICARE O SCARICARE IL TUO LIVELLO DI ENERGIA.
Quando vi sento affermare che a volte il vostro atteggiamento è sbagliato perché siete stanchi o stressati (ovvero “manca energia”), so bene che state invertendo il problema.
Manca energia perché sbagliate troppo spesso atteggiamento.
Sbagliate troppo spesso atteggiamento:
  • più concentrati sui problemi che non sulle soluzioni
  • più su ciò che non va che non su ciò che funziona
  • più sugli errori commessi che non su ciò che fate bene
Il peggio è che, appena qualcuno prova a parlarvi di “atteggiamento” e di “motivazione”, in troppi cadete – di nuovo – nella trappola della demagogia.
Fate un gran mix, accostando subito la motivazione ai motivatori. Deridete i motivatori e poi vi lamentate perché intorno a voi, se non a voi stessi, manca motivazione? 
Essere persone motivate è essenziale, soprattutto in momenti complicati come questo.
Già altrove ho scritto e parlato a profusione della motivazione: qui, oggi, farò una cosa diversa.
Solo un piccolo promemoria:

Fare il motivatore non significa affatto “motivare” le persone: significa mettere le persone in condizioni di imparare a motivare se stesse.

Perché nessuno può motivarti meglio di te!
Chi avrà mai più energia, fra una persona motivata e una persona demotivata?
La performance varia in base a tre aspetti: tecnica (talento), corpo e mente. Vale per uno sportivo come per un cantante come per te in salone. Alla base c’è il livello di energia che riesci ad esprimere, ovvero, c’è ogni atteggiamento che scegli di adottare. Tutto il lavoro che puoi fare, dunque, comincia da te e lo strumento utile a dare il meglio si chiama Equilibrio.
È l’ingrediente che potenzia l’energia.
Più sei in equilibrio con te, con ciò che sei, con ciò che vuoi fare, con ciò che vuoi diventare, maggiore sarà la disponibilità di energia a cui tu potrai accedere.
Per quanto ti sembri elementare, o fin troppo semplice, tutto comincia dalla capacità di dirti:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

È questo l’esercizio che ti esorto a fare. Comincia a far caso a quante volte te lo dici, oggi.
Poi vai ad “inserirlo” dove di solito manca.
Per esempio, al mattino di fronte allo specchio, o quando devi affrontare una prova impegnativa o anomala, o quando qualcosa ti è riuscito oppure no.
Impara a volerti bene!
E il primo modo per farlo… è dirtelo:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

Riconosciti la possibilità di evolverti, e insieme il fatto che non andrà sempre tutto come vuoi, come pensavi.
Problemi, difficoltà, sconfitte, contribuiranno a fare di te la Persona che puoi diventare, nel momento in cui comincerai a ripeterti in modo autentico, sentito, sincero:

MI VOGLIO PROPRIO BENE.

Stai affrontando una vita apparentemente agiata, eppure evidentemente complessa. Il modo in cui scegli di interpretare ciò che accade è determinante, decisivo.
Il modo in cui “stai con te”, ciò che pensi di te, cambia le regole del gioco, rivoluziona il contesto.
Ricordati che il piacere di provarci deve essere pari al desiderio di riuscirci.

IL PIACERE DI PROVARCI DEVE ESSERE PARI AL DESIDERIO DI RIUSCIRCI!

Cosa intendo?
Che il viaggio deve essere attraente e desiderato, quanto la meta.
Goditi ogni prova, ogni sfida, ogni momento, nessuno escluso.
Impara a volerti bene sul serio!
Impara a credere in te, in ciò che puoi diventare.
Impara a credere nei tuoi sogni e nella tua capacità di realizzarli.
Affronta ogni prova con serenità, con equilibrio, con energia.
Detto da me a te Imprenditore della Bellezza:
Forse hai ragione, non è semplice.
PROPRIO PER QUESTO VALE LA PENA DI PROVARCI.
“MI VOGLIO PROPRIO BENE”.
Fa di questo mantra il tuo punto di partenza.

Domenica mattina ho fatto colazione con Davide Del Medico, il mio socio che sta centrando un’impresa epica: far innamorare i parrucchieri dei numeri.

Ci sono parrucchieri che hanno un rapporto controverso con i numeri: o li ignorano, o ne sono ossessionati. Come accade per diversi aspetti, anche in proposito di numeri vi fatte spesso allettare dalle scorciatoie.

Per esempio: “Ai numeri pensa il mio commercialista” è in assoluto la credenza più assurda, sbagliata e pericolosa.

Analizziamo perché.

I NUMERI COMINCIANO DAL LISTINO.

Hai mai conosciuto un commercialista che sa suggerirti quali menù creare, quali voci eliminare, se, quando, come aumentare?

Hai mai conosciuto un commercialista che conosce i listini stagionali, le combo, gli abbonamenti a sconto zero?

Eppure, eccoli lì, i parrucchieri che si lamentano perché pagano troppe tasse, ma in realtà non sanno quante ne pagano e soprattutto dimenticano che le tasse si pagano sugli utili.

Sono tutti figli de “Ai numeri pensa il mio commercialista”.

Se da una parte ci sono i parrucchieri che trascurano i numeri, dall’altra ci sono quelli che ne sono ossessionati.

Con loro e con te voglio condividere una riflessione che ho imparato in questi ventisei anni trascorsi al fianco dei parrucchieri.

NON HO MAI VISTO UN PARRUCCHIERE DIVENTARE RICCO SOLO RISPARMIANDO SUI COSTI.

Bene inteso, non ti sto esortando a scialacquare denaro, ti sto invitando a dedicare più attenzione ai Profitti, e a come generarli.

Perché quasi sempre, tutti i problemi economici che affermi di avere, non sono figli dei costi troppo alti: sono figli degli incassi poco profittevoli.

Ma lele, nella mia zona sono già uno dei più cari”.

Precisiamolo: nessuno ti sta dicendo che devi alzare i prezzi.

E se ti stai chiedendo “e allora come devo fare” beh, hai appena capito che dovresti diventare anche tu un Creatore di Profitti

I Parrucchieri PRO hanno imparato due cose:

  1. la prima è come verificare se sono davvero i più cari della loro zona perché quando fanno l’analisi dei loro competitors, come glielo insegno, spesso si rendono conto che non sono affatto “cari” come credevano;
  2. la seconda è che I PROFITTI SONO PIÙ IMPORTANTI DEGLI INCASSI, ergo, prima di avere il cassetto pieno devi verificare quanto guadagni su ciò che incassi, e non quanto incassi e basta;

La cosa peggiore di tutto questo è scoprire “come” nascono certi errori.

Perché a volte sei carnefice e a volte sei vittima.

Sei vittima di chi ti suggerisce di conquistare nuovi clienti facendo sconti e prezzi bassi,

sei vittima di chi ti suggerisce di risparmiare sui collaboratori, di inquadrarli male, di pagarli male,

sei vittima di chi ti suggerisce di fare nero perché “sennò paghi troppe tasse e se non ne fai non stai in piedi”,

sei “vittima” perché mai come in questi ultimi anni abbiamo tutti assistito all’invasione degli sformatori e degli sconsulenti.

Gente improvvisata, con poca o zero conoscenza del tuo settore e delle dinamiche di un salone, che spesso, in buona o cattiva fede, trascura che gli incassi di oggi non devono MAI pregiudicare gli incassi di domani.

Beffa delle beffe, quando ne parlo fra voi c’è chi dice che “non dovrei sparlare della mia concorrenza” dimenticando che molti saloni, senza i miei appelli ad aprire gli occhi, oggi sarebbero rovinati, se non chiusi.

Non a caso, senza mezzi termini, da “vittime” vi trasformate in “carnefici” quando sbagliate i partner.

Porto due esempi:

Il primo esempio è la sciocchezza di farvi regalare la formazione attraverso l’acquisto di prodotti.

NOVE VOLTE SU DIECI STATE FACENDO IL PEGGIORE DEGLI ERRORI.

Lo anticipo: NO, non ce l’ho con le aziende. Ce l’ho con voi quando ne fate un pessimo uso.

Secondo esempio: pensiamo al nero e all’uso di carte di credito e pagamento elettronico.

Sono oltre dieci anni che vi esorto a smetterla di perdere soldi puntando solo sul contante.

Perché perdete dei soldi? Perché, sempre di più, chi ha i soldi li ha in banca e non in tasca.

Eppure, moltitudini di parrucchieri, spesso dietro suggerimento di qualche fenomenottero, continuano a rifiutarsi di consentire alla clientela di pagare come preferisce. Così, oltre tutto, spesso perdono i migliori clienti: quelli che i soldi ce li hanno davvero.

Oggi i miei migliori allievi registrano oltre l’80% dei loro incassi mediante carte e pagamenti elettronici e attenzione, perché spesso c’è un aspetto che fate fatica a capire:

ALMENO IL 50% DI QUEI CLIENTI E DEI RELATIVI INCASSI È RIFERITO A NUOVA CLIENTELA.

Clientela che nemmeno i miei migliori allievi avrebbero conquistato se non avessero fatto due cose:

  • Differenziarsi sul mercato e concentrarsi su una #ClientelaIdeale
  • Calibrare le proposte a listino ed offrire più modalità di pagamento

A questo punto spazziamo via la demagogia.

C’è una cosa che ti devi mettere in testa, una volta per sempre: un’impresa deve produrre profitti.

Non è un ente benefico, i conti devono tornare, poi cosa tu scelga di fare con i tuoi utili, è affar tuo.

Vuoi comprarti qualcosa? Devi fare profitti.

Vuoi un salone più grande? Devi fare profitti.

Vuoi assumere? Devi fare profitti.

Vuoi ritagliarti più tempo per te? Devi fare profitti.

Puoi scegliere se ti vanno bene mille euro al mese o se devono essere diecimila, che siano mille o diecimila,

i conti devono tornare, punto.

Quand’è che i conti tornano?

Quando la smetti di chiedere ad altri quanto deve guadagnare un parrucchiere e invece scegli tu quanto vuoi guadagnare.

Ecco la risposta migliore ai demagoghi da salotto che pontificano su quanto deve rendere un collaboratore o su quanto deve costare una piega o su quanto deve guadagnare un parrucchiere.

Sei tu che devi decidere quanto vuoi guadagnare!

Prima decidi quanto vuoi guadagnare, poi ragioni su quanto devi incassare per riuscirci. Chiaramente non basta buttare lì una cifra a caso. Quello che ti sto dicendo è che prima ancora di aprire dovresti già sapere quanto vuoi guadagnare. Poi, alla fine di ogni anno, è la domanda che ti devi ripetere nell’ottica dell’anno che seguirà.

Prima decidi quanto vuoi guadagnare, poi ragioni su quanto devi incassare per riuscirci.

Il fatto che praticamente nessuno te l’abbia mai messa in questo modo… come il fatto che la maggioranza dei tuoi colleghi prima apre e poi osserva quanto può guadagnare, non deve condizionarti.

Anzi, te ne devi proprio fregare.

Chi pensi che rischia di più? La maggioranza dei tuoi colleghi che sta sottovalutando la rivoluzione in atto, o tu che stai impegnandoti per anticipare e gestire le novità?

Se vuoi guadagnare meglio rispetto alla media del tuo settore, quasi sempre dovrai fare cose diverse.

Riassumendo, quali sono le lezioni più importanti che puoi portare nel tuo salone grazie a questo post?

Sono due.

Lezione numero uno: prima devi decidere quanto vuoi guadagnare, poi ragioni su quanto devi incassare per riuscirci.

Lezione numero due: spesso, il primo problema per cui guadagni meno di quanto dovresti/potresti è il tuo listino prezzi.

Sapere quanto vuoi guadagnare ti rende Consapevole, creare il tuo listino ideale ti rende Efficace.

Ed è su questa seconda lezione che voglio chiedervi di concentrarvi: il vostro listino prezzi.

La domanda è:

Come si costruisce un listino ideale?