Anzitutto non stiamo qui a perder tempo in disquisizioni del tipo “si chiama brand o marchio?”, concentriamoci sul contenuto e soprattutto su un presupposto:

IL TUO MARCHIO VALE UN TERZO DEL TUO BUSINESS.

Nella realtà, a valere un terzo del business è il marchio esposto in “vetrina”: intendo l’immagine esterna del tuo salone. Prova a spingerti oltre il “semplice” concetto di insegna:

L’IMMAGINE ESTERNA DEL TUO SALONE – NEL SUO INSIEME – VALE UN TERZO DEL BUSINESS.

Se pensi che tre parrucchieri su quattro (tre parrucchieri su quattro!) hanno marchi sbagliati, capisci subito quanto scegliere il marchio giusto possa aiutarti a DIFFERENZIARTI.

O meglio, i vantaggi sono almeno due.

Il tuo brand, quando è di valore:

  • ti aiuta a DISTINGUERTI dalla concorrenza
  • ti conferisce autorevolezza

Perché “ti conferisce autorevolezza”?

Prova a pensarci su proprio in questo momento.

Un salone che si chiama “acconciature Luisa” lo immagini grande o piccolo?

D’istinto ti viene da pensare che sia una parrucchiera molto brava e conosciuta… o una delle tante?

Viceversa un salone che si chiama “il Tempio del bellessere” lo immagini grande o piccolo?

D’istinto ti viene da pensare che molto probabilmente sarà uno dei saloni più “in” della zona, giusto?

Al di là della demagogia, dei luoghi comuni, delle supposizioni, possiamo dire ciò che vogliamo, per poi ritrovarci a fare i conti con la realtà:

SE HAI IL BRAND GIUSTO, TI AIUTERÀ AD AFFERMARTI; SE NON CE L’HAI, NO.

Sai cosa facciamo giovedì 24 novembre in #giovediretta?

Semplice:

NEI COMMENTI A QUESTO ARTICOLO INSERISCIMI

  • IL NOME DEL TUO SALONE
  • LA FOTO DELLA TUA INSEGNA
  • LA FOTO DEL TUO BIGLIETTO DA VISITA

Nella #giovediretta di domani andrò a fornirti la mia opinione sul “se” e sul “come” potresti migliorarlo.

APPROFITTANE 😉

Anche perché quella di giovedì 24 novembre sarà l’ultima #giovediretta del 2022, così ci saluteremo per bene.

Accetta il mio invito: sarà il tuo modo per ottenere un’opinione autorevole gratuita  ed anche per dimostrarmi che apprezzi l’impegno che ci metto per esserti utile!

Ogni volta che qualche parrucchiere mi incontra e scopre cosa faccio, mi fa quasi sempre la stessa domanda.

Puoi darmi qualche buona tecnica per conquistare nuova clientela?

Conquistare clienti sembra la croce e delizia di tanti Imprenditori della Bellezza o aspiranti tali.

In verità è solo una faccia della moneta.

Chiarisco il perché.

Quando mi chiedono come fare a conquistare clienti nuovi, di solito rispondo con una domanda:

Perché hai bisogno di clienti nuovi?

Il parrucchiere mi guarda con aria interdetta chiedendosi se io stia bene.

Insisto e mi risponde:

“beh credo che sia normale”.

Allora chiedo quanti sono in salone.

Supponiamo mi risponda che sono in tre.

In quel caso domando se “oggi” i clienti nuovi che entrano in salone ogni mese sia uguale o superiore a dieci.

Quasi sempre, di fronte al numero che propongo, mi rispondono di sì.

“Dunque?”

Se il numero di clienti nuovi che entrano ogni mese nel tuo salone è pari almeno a 2 clienti per addetto più 4 per salone.

IL TUO PROBLEMA NON È “CONQUISTARE”,

IL TUO PROBLEMA È “FIDELIZZARE”.

Durante la #giovediretta ti racconto come fare il calcolo in base al TUO numero di addetti e al tuo salone.

Intanto ti sarà già chiaro che nella #giovediretta parliamo di

COME CONQUISTARE CLIENTELA.

Come d’abitudine sai che mi piace MERITARMI le cose e PREMIARE chi le merita.

Perciò scrivetemi almeno dieci commenti in risposta alla domanda:

TU OGGI COSA FAI IN SPECIFICO PER CONQUISTARE NUOVA CLIENTELA?

Se la qualità dei commenti sarà buona, la #giovediretta sarà speciale!

Perciò, in attesa della #giovediretta,

rispondimi qui nei commenti alla domanda:

Tu oggi cosa fai in specifico per conquistare nuova clientela?

Il Tour è finito, viva il Tour!

Cosa mi lascia il Tour più frequentato di sempre?

Quando hai in animo di incontrare seicento Imprenditori della Bellezza e ne incontri oltre ottocento, come ti puoi sentire?

Ti senti bene, molto bene.

Anche se i numeri contano come le esperienze: sono tanto, non tutto.

Per esempio, io ho ventisei anni di esperienza al fianco dei parrucchieri.

Conta qualcosa, certo.

“Qualcosa”, non tutto.

Dipende dall’uso che saprò fare di questa “esperienza”.

Prendi fior di parrucchieri, sono aperti da decenni, eppure ancora oggi, se vogliono togliersi soddisfazioni possono farlo soltanto perché fanno un sacco di nero.

Non hanno voglia di mettersi in discussione.

Non accettano che il mondo stia cambiando.

Continuano a fare le stesse cose anche se non funzionano più.

E se ne lamentano.

Dunque, per loro, a che serve l’esperienza?

SONO I RISULTATI che possono certificarla.

E se guardo ai miei di risultati… se guardo ai risultati che ottengono i miei Allievi, quelli che scelgono di #MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste, beh…

posso affermare senza discussioni che sì, sto facendo un ottimo uso dell’esperienza.

ALLO STESSO MODO,

quanto può contare portare in sala oltre ottocento parrucchieri, se quando escono sono insoddisfatti?

La loro soddisfazione è il ponte fra l’aver partecipato e i RISULTATI (rieccoli) che genereranno.

Perché già in queste prime settimane, ci sono decine e decine di parrucchieri che dopo #CreailTuoListinoIdeale hanno ottenuto risultati che loro stessi hanno definito INSPERATI.

Eppure, al loro fianco, erano seduti altri colleghi, troppo intenti a fare i fenomeni, a dire “io lo faccio già”, salvo poi NON TROVARE TRACCIA della maggioranza degli insegnamenti nei loro saloni.

Se Vidal Sassoon rinascesse e salisse su una pedana, entro pochi minuti, fin dal suo primo capolavoro, in sala qualche parrucchieretto affermerebbe che “io ste cose le facevo dieci anni fa”.

E chissà come mai, allora, molti di questi fenomenotteri siano ancora lì, con uno o due collaboratori al massimo, e una fiche media ridicola.

Sono sempre più convinto che il mercato decimerà i presuntuosi.

O ancor meglio, che a decimarli saranno i #parrucchieriambiziosi, quelli sempre pronti ad imparare, a mettersi in gioco, a migliorare.

Un 3, 4 per cento dei presenti al Tour non farà buon uso di quanto appreso durante le serate.

Sono troppo condizionati.

Troppo schiavi del loro passato, delle convinzioni che li limitano, del male comune, della mediocrità.

Convinti che “la gente non ha più soldi” anche se ho spiegato bene che “per un imprenditore la gente non esiste”.

Convinti che “di nero si continuerà a farne” anche se già oggi i loro clienti gli chiedono sempre di più di poter pagare con bancomat e carte.

Convinti che abbia senso alzare i prezzi, o peggio fare sconti per sopperire a chi smette di venire in salone e magari perché no, spegnere qualche luce per risparmiare.

Lo riscrivo: sono sempre più convinto che il mercato decimerà i presuntuosi.

PER FORTUNA IO LAVORO PER UN’ALTRA TIPOLOGIA DI PARRUCCHIERI.

Per quegli #ImprenditoridellaBellezza che mi rendono ogni giorno di più ORGOGLIOSO.

E qui l’articolo comincia e finisce: GIOIA E RABBIA

La GIOIA del notare che fior di parrucchieri stanno evolvendosi seguendomi.

A dispetto degli scettici, di chi dice che i corsi non servono.

Parrucchieri che erano in difficoltà e che adesso navigano in acque molto più tranquille.

Parrucchieri che già facevano bene e che pure adesso fanno numeri ancora più straordinari.

La gioia di aver ricevuto centinaia di attestazioni di stima, oltre cento delle quali si sono tradotte in prenotazioni ad una delle prossime tre edizioni di #ParrucchierePRO.

E la rabbia?

La RABBIA, quella BUONA, quella che in tanti chiamano GRINTA.

Quell’espressione di chi è pronto a #MettercelaTutta.

Di chi è consapevole che il gioco si fa duro e che serve MERITARSI la vittoria.

Meritarsela.

Quella determinazione, quella decisione, quella voglia di riuscire che parlando di Hair&Beauty si respira soprattutto dove sono io, questo è indubbio.

Io infondo fiducia, speranza, consapevolezza.

Starmi vicino vi rende più forti, più efficaci.

È questa la responsabilità che mi prendo, con me, con voi.

Gioia e Rabbia, insieme, ci ispireranno verso il raggiungimento degli obiettivi, e soprattutto ci consentiranno di affrontare al meglio il viaggio che ci avvicina ad essi.

L’idea che INSIEME possiamo essere e fare cose che da soli non riusciremmo mai a realizzare.

INSIEME POSSIAMO FARE COSE CHE DA SOLI NON RIUSCIREMMO MAI A REALIZZARE.