Oggi si parla di BUSINESS.

… E già qualcuno ha smesso di leggere. Non scherzo.

Poche cose come il denaro riescono a tirare fuori il meglio o il peggio in ogni uomo.

Il meglio, o il peggio, o il nulla, ovvero la mediocrità più assoluta.

Perché hai aperto il tuo salone? Lo avresti fatto se ti avessero detto che non avresti guadagnato un po’ di più?

Se hai risposto: “Sì, non mi interessava di guadagnare di più, ma solo di lavorare nel mio salone”, nove a uno la tua attività ti permette a malapena di portarti a casa uno stipendietto.

E se non fai nero, nemmeno quello.

Fare impresa è imprescindibile dal denaro

Solo serve capire cosa si intenda con “imprescindibile”.

Io voglio evolvere una categoria e per farlo devo mettere I TUOI RISULTATI al centro del mio business.

Per riuscirci, devo circondarmi di persone capaci, e neanche poche e le persone capaci non le paghi con la demagogia.

In effetti, la demagogia non ti paga nessun conto, né i costi, né gli investimenti, né il divertimento: LA DEMAGOGIA NON PAGA: COSTA.

Ogni volta che scrivo un post o un commento in cui faccio notare che un listino basso non crea profitti, fare sconti attira i basso-spendenti e rende poveri e via così, esce sempre qualcuno con la DEMAGOGICISSIMA frase: “va beh, mica bisogna fare tutto per soldi!”.

Peccato che poi, PROPRIO LORO, siano fra coloro che si lamentano di non averne.

 

Lessi un giorno una frase sul denaro: “se i soldi non fanno la felicità, restituiteli”.
Interessante.

Che i soldi non facciano la felicità è chiaro, meno chiaro è che i soldi in sé non rendono infelici, ma averli e non saperli gestire si!

Le tre malattie del parrucchiere 

Ci sono tre malattie:

  1. una vede affetti quelli che pensano solo ai soldi.
  2. una vede affetti quelli che non pensano abbastanza ai soldi.
  3. una vede affetti quelli che pensano male dei soldi.

Chi pensa solo ai soldi, spesso o non ne ha, o ne ha un sacco ma non riesce a goderseli.

Ha paura di spendere, e ciò gli causa una serie infinita di problemi. Tratta i clienti come scontrini che camminano, e ciò lo obbliga a spendere di più per conquistarne di nuovi e non li condivide con la sua squadra, e ciò alza il turnover ed allontana i soggetti migliori.

Chi non pensa abbastanza ai soldi, spesso non ne ha, e si sente una vittima per questo.

Non conosce i numeri del proprio salone. Ignora quanti siano i clienti acquisiti o persi, i passaggi, la fiche media. Spende quando vede i soldi in cassa, niente di più sbagliato, perché molti non sono suoi, salvo poi imprecare con lo stato e le tasse e le scie chimiche quando il commercialista incombe.

La peggiore delle malattie è però il PENSAR MALE DEI SOLDI.

Un imprenditore che ha paura di guadagnare, che quasi si sente in difetto quando guadagna, è il peggiore dei paradossi.

Fa spendere male, investire male, guadagnare male.

Se l’attività non va bene ci si sente incapaci ma se l’attività va bene ci si sente egoisti

Un imprenditore DEVE amare il denaro, ma soprattutto un imprenditore DEVE amare l’idea di MERITARSELO.

Quando crei il tuo listino devi pensare alla tua clientela, non a te.

La verità è che ci sono parrucchieri talentuosi… CHE NON SPENDEREBBERO MAI CERTE CIFRE PER I LORO CAPELLI e questo finisce per penalizzare anche chi invece quelle cifre le spenderebbe volentieri.

Questo perché devi sempre chiederti se la tua clientela sarebbe felice di pagare quanto chiedi, non se lo saresti tu!

INFINE, devi capire che sui soldi è probabile che ti abbiano insegnato due clamorose sciocchezze:

  • LA PRIMA è che se costi troppo la gente non viene
  • LA SECONDA è che più lavori e più guadagni.

Per chi acquista una borsa Vuitton, il prezzo va bene. Non compra un prezzo, compra “identità” o “appartenenza”(non approfondisco questi due aspetti perché è “roba per Parrucchieri PRO”).

Se voleva un prezzo, comprava altre borse.

Lo stesso vale per te e per i capelli.

Permettimi di aggiungere un concetto importante: PER UN IMPRENDITORE “LA GENTE” NON ESISTE.

O sono clienti in target, o non sono clienti.

“La gente” non esiste. Almeno, non per un imprenditore.

Dunque, prima morale: SCEGLI LA TUA CLIENTELA IDEALE E “CONFEZIONA” UN’ATTIVITÀ (marketing, brand, listino, salone, esperienza esclusiva…) CAPACE DI ATTIRARLA.

D’altro canto ricorda: la clientela ideale è tale proprio perché è contenta di spendere QUEI soldi da te.

Abbiamo detto che ti hanno propinato due clamorose sciocchezze. LA PRIMA è che se costi troppo la gente non viene. Ne ho scritto.

Ed ora… LA SECONDA è che più lavori e più guadagni.

Prova a smettere di far coincidere il lavoro che fai con la tua situazione economico-finanziaria.

LO SAI CHE PUOI GUADAGNARE SENZA “PER FORZA” FARE CAPELLI? E non sto alludendo a mettere su un’agenzia immobiliare, o ad aprirti una pizzeria per lavorare la sera.

TU, PARRUCCHIERE, tu che hai davvero intenzione di evolverti in Imprenditore della Bellezza, PUOI GUADAGNARE ANCHE SENZA FARE CAPELLI.

Pur continuando ad essere “parrucchiere”.

Perché non è vero che “più lavori più guadagni”.

Quel grande uomo che era per me mio padre, mi insegnò questo, ingenuamente, pensando fosse un buon consiglio. Non lo era.

Ho impiegato anni per capirlo e appena l’ho capito, ho cominciato ad insegnarlo, per la fortuna mia e di chi ha scelto di imparare da me.

Per questo te lo ripeto: UN PARRUCCHIERE PUÒ FARE BUSINESS SENZA “PER FORZA” FARE SOLO CAPELLI.

Vuoi scoprire cosa intendo? Prima provaci tu, perché si sa: “annuire dopo” è molto facile…

Nel frattempo MI RACCOMANDO, guarisci dalle tre malattie.

E ricorda che UN IMPRENDITORE DEVE AMARE IL DENARO… COME DEVE AMARE L’IDEA DI MERITARSELO.

Metti a profitto meglio che puoi la vicinanza del sottoscritto, che è qui per motivarti a capire che non si tratta né di lavorare per vivere, né di vivere per lavorare, bensì di

LAVORARE BENE PER GUADAGNARE BENE.

E soprattutto mettiti bene in testa che i soldi hanno più probabilità di fare la felicità del non averne.

Semplicemente, “felicità” e “soldi” non sono indissolubili, tutto qui.

E di felicità torneremo a parlare più avanti.

PS: per te che riconosci che avere me come partner strategico può essere un ottimo modo per GUADAGNARE BENE, il primo passo da fare è compilare il form che trovi cliccando qui!

In questi giorni compio cinquantasei anni.

E quest’anno ne festeggio 25 al fianco dei parrucchieri: nozze d’argento.

Sono fra i più stimati dai miei competitor affermati.

Sono tra i più odiati dai miei competitor mediocri.

In questi anni ho formato migliaia di Imprenditori della Bellezza.

Ho contribuito a:

  • far aprire centinaia di saloni di successo
  • rimettere in sesto centinaia di saloni in difficoltà
  • realizzare milioni di profitti in più
  • conquistare migliaia di clienti in più
  • fidelizzare migliaia di clienti in più
  • recuperare centinaia di clienti in più
  • assumere centinaia di collaboratori in più
  • costituire decine e decine di società in più

 

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che calca i palchi dell’Hair&Beauty da 25 anni… ne parlavo di recente con Renato e Fabio: sono gli unici che se la possono giocare su questo piano.

Trovatemi un altro formatore ed imprenditore che sviluppa i numeri che faccio io, o meglio, che fa il nostro team di aziende nell’Hair&Beauty… ne parlavo di recente con Marco e Luca: siamo in pochissimi a fare i numeri che faccio io col mio gruppo.

Posso considerarmi una persona di successo? Dipende.

Anzitutto dipende da cosa si intende per “successo”.

Cosa significa

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita”. Non è qualcosa che riguarda “solo” il denaro, o “solo” la notorietà, così come è ipocrita parlare di “successo” se si è poveri e soli.

Per me “successo significa ottenere ciò che ti meriti dalla vita” ed io ho scelto molto attentamente ciò che mi sarei voluto “meritare”.

Faccio ciò che sognavo.

Nel modo che sognavo.

Nel contesto che sognavo.

Non è sempre semplice, non è sempre come lo avevo sognato.

Forse però se non esistessero le difficoltà non sarebbe così avvincente.

Tempo fa, scrissi che nessuna vittoria può veramente emozionarci se non possiamo compararla con una o più sconfitte.

Lo credo tuttora fermamente.

So di aver imparato più dai miei errori e dalle mie sconfitte che non dalle mie intuizioni e dalle mie vittorie.

E se oggi mi impegno così tanto per vincere, è per due motivi: sia perché apprezzo il sapore della vittoria… e sia perché so che se perderò, non perderò la lezione.

Già: ho fatto mio il grande insegnamento di Nelson Mandela: “io non perdo mai, o vinco, o imparo”.

Ho imparato un sacco.

HO IMPARATO a dare fiducia alle persone.

Certo che sì! e si, puoi scommetterci: a volte la tradiranno.

Eppure posso assicurarti che aveva ragione Ralph Waldo Emerson: “Tutto ciò che ho fatto o visto fare, è lì a ricordarmi che la diffidenza è assai più costosa della fiducia”.

Se c’è una cosa che ho notato sulla fiducia, è che chi più si lamenta per le volte in cui afferma che la sua è stata tradita, in realtà raramente l’aveva concessa incondizionatamente e senza aspettative.

Meno ti fidi e più avrai problemi con la fiducia.

Questo non significa però comportarsi da ingenui! C’è una bella differenza fra la mancanza di attenzione e l’eccesso di preconcetti!

Ricordati: se non scegli di avere fiducia, non solo ti sarà impossibile trovare chi la merita ma ti sarà difficile anche farti trovare da chi la merita!

HO IMPARATO che è quasi impossibile vivere senza problemi.

Presto o tardi… sarà per un imprevisto, per uno sbaglio, per un errore, per un evento…

A volte sarà dovuto a “qualcuno”, a volte a “qualcosa”.

Mario Andretti, famoso pilota di automobilismo, affermava che “se hai tutto sotto controllo, stai andando troppo piano”.

Essere imprenditori moltiplica le probabilità e maggiori probabilità possono generare più difficoltà, non sempre puoi scegliere “sul sicuro”.

Una presunta intuizione può rivelarsi un abbaglio… un nuovo collaboratore può presentarsi come un campione e poi rivelarsi un “ . . . . . . . . ” (inizia sempre per C, è sempre di otto lettere) … oppure può cambiare la viabilità di fronte al salone… può andare tutto alla grande finché arriva il covid…

CI STA.

Quello che conta è la tua Risposta.

VIETATO Recriminare, Rimuginare, Rimpiangere.

Dobbiamo invece chiederci quale sia la lezione, quale sia l’opportunità “dentro” la difficoltà e credimi, c’è quasi sempre.

L’ho scritto anche nel mio primo libro: “la vita ci insegna che fortuna e sfortuna esistono, ma ci insegna anche che fortuna e sfortuna, da sole, non sono quasi mai in grado di spiegare un destino”.

HO IMPARATO che dare è il miglior modo per ricevere.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: ho cominciato a guadagnare denaro quando ho smesso di lavorare per denaro.

La maggioranza degli Imprenditori della Bellezza che genera risultati superiori alla media, non perde occasione per dimostrare quanto tenga alla sua clientela.

Mai, da loro, i clienti si sentono come scontrini che camminano.

È ipocrita affermare che “il cliente ha sempre ragione”: il cliente ha ragione… quando ce l’ha.

Semmai è il nostro modo di comunicare che deve riflettere il rispetto, la disponibilità, l’intenzione di concentrarci più sulla soluzione che non sul problema.

Più dimostri la tua ferma intenzione di far vivere ad ogni cliente un’esperienza esclusiva, meno ti ritroverai a pesare ciò che dai e ciò che ricevi in cambio. Tienili distinti. Goditi il piacere di dare.

Credimi quando ti dico che devi assolutamente separare queste due dimensioni: imponiti di dare senza aspettarti nulla in cambio. Fallo al meglio. Fallo e basta.

Quando lo farai, ti renderai conto che, a parte poche eccezioni, riceverai almeno per quanto dai.

HO IMPARATO a stare con me

Questo mi ha aiutato tantissimo a stare meglio con gli altri. Ad apprezzarli.

Tutto comincia da te.

Ho sempre tanta paura che questo concetto venga sottovalutato o peggio snobbato.

Riconosco con orgoglio che sono stato il primo allievo di me stesso. Ammetto che non è stato semplice, come affermo che è stata una meravigliosa avventura! Un’avventura che continua tuttora.

Imparare a stare con noi stessi ci rende migliori, più forti, più consapevoli, più autorevoli.

Il mondo è pieno di persone “potenzialmente” realizzate. Disilluse, insoddisfatte, incomplete.

Perché purtroppo il mondo è altrettanto disseminato di scuse, alibi, giustificazioni. E falsi colpevoli.

Non a caso chi afferma che “non è semplice” vuole solo una scusa per evitare di provarci.

Spesso afferma che “non è semplice” … quando non ci ha nemmeno provato.

O ci ha provato a modo proprio, senza seguire istruzioni efficaci.

O si è rifiutato di imparare.

La mente… mente.

Con l’intento di “risparmiare energia”, fa il possibile per non cambiare, per continuare a fare ciò che ha sempre fatto… per continuare a fare ciò che ha “imparato”, ciò che si è abituata a fare… o a pensare.

E questa è – credo – la vera sfida della vita.

Finché non ti riconosci la possibilità di migliorare, farai fatica a riuscirci.

IN OGNI MOMENTO DELLA TUA VITA, PUOI SCEGLIERE SE ESSERE IL RIFLESSO DI COME SEI STATO FINO A IERI … O LA PROIEZIONE DI COME VUOI DIVENTARE DOMANI.

Rileggi questa frase.

In ogni momento della tua vita, puoi scegliere se essere il riflesso di come sei stato fino a ieri … o la proiezione di come vuoi diventare domani.

Tratta ogni tuo difetto come una palestra.

Accettarsi è la prima cosa da fare.

La seconda è scegliere di evolversi, insieme col perché.

La terza è allenarsi, con costanza, con perseveranza, con fermezza.

Se posso suggerirti un modo, consiste nel definire l’identikit della Persona che vuoi diventare… per me questo profilo ha un nome: è l’acronimo PECHVOD (PErsona CHe VOglio Diventare).

HO IMPARATO che il primo passo per realizzare i propri sogni, consiste nel sognare

L’immaginazione è il primo passo verso la realizzazione.

Ho scritto che è “il primo passo”, non che è l’unico.

I sogni non si realizzano da soli.

Il ricorso all’immaginazione ci deve ispirare in ogni momento: quando incontriamo difficoltà, quando dobbiamo fare scelte delicate, quando per realizzare dobbiamo “realizzarci”, assomigliare sempre di più alla persona che vogliamo diventare.

Anche per assomigliare sempre più al nostro identikit (PECHVOD), l’immaginazione può rivelarsi essenziale: immaginare quale atteggiamento vogliamo scegliere in una determinata situazione, ci allontana da come avremmo erroneamente reagito se fossimo quelli di prima.

RIASSUMENDO…

  1. Dare fiducia alle persone.
  2. Farci trovare pronti di fronte ai problemi.
  3. Dare come miglior modo di ricevere.
  4. Imparare a stare con noi stessi.
  5. Sognare, bene, e alimentare la realizzazione di ogni sogno facendo prezioso uso dell’immaginazione.

Ecco, questo sono io, in questo articolo c’è tanto di me.

Eppure, per alcuni io sono “altro”:

  • DICE LE PAROLACCE
  • A VOLTE INSULTA
  • SI ARRABBIA

 

Per prima cosa mi scuso.

Capisco che a volte io possa indisporre qualcuno, così come faccio notare che una parolaccia ogni quarto d’ora, a mio avviso si può “sopportare”.

Allo stesso modo, chiariamo una volta per tutte il discorso sugli insulti.

MAI potrei mancare di rispetto a chi ha voglia di mettercela tutta nel fare le cose giuste, a quegli Imprenditori della Bellezza o aspiranti tali che mi hanno cambiato la vita.

Se mi arrabbio è perché ti voglio bene.

ODIO notare come alcuni fuoriclasse fra voi, sprechino il proprio talento!

ODIO ritrovare degli artisti al lavoro che si fanno pagare cifre irrisorie, solo perché sottovalutano l’importanza di fare bene marketing.

ODIO chi si sente di fare un lavoro di serie “B”, quando, per me, voi siete creatori di autostima visto che attraverso il modo di apparire, migliorate il modo di essere delle persone.

Ora, mentre io mi impegno per alzare meno la voce e dire poche parolacce, il consiglio è di concentrarvi più sul valore dei miei contenuti, che non sulle rare volte in cui la grinta viene scambiata per arroganza.

DICE LE PAROLACCE

A VOLTE INSULTA

SI ARRABBIA

UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

 

Ecco, è anzitutto per questo che ti chiedo di “giudicarmi”, perché miglioro le vite. Ne miglioro tante. È del tutto indiscutibile. È facile da verificare.

Valutami per questo! Senza ipocrisia. Con consapevolezza, con empatia, con lungimiranza.

Perché chi mette in pratica i miei insegnamenti, cresce, punto.

Sai a cosa devi fare caso soprattutto?

Riflettici quattro volte: leggi bene i prossimi quattro paragrafi.

Io per primo faccio esattamente ciò che suggerisco a te di fare.

Siete voi a farmi notare che là fuori spesso vi insegnano… ciò che loro non fanno.

Del resto, sono io ad aver scritto: “La coerenza paga, l’incoerenza si paga”.

Io per primo ho messo in cima alla lista la qualità del lavoro (non la quantità).

Alterno momenti in cui lavoro tantissimo ad altri in cui mi godo la vita.

Proprio ciò che prometto a te quando scrivo “più clienti, più profitti, meno stress”.

Io per primo dedico ai miei clienti ogni mia attenzione, ogni mia energia.

Ho abbandonato ogni altra opportunità professionale, ogni altro settore merceologico.

Dedico il 100% del mio tempo professionale all’evoluzione degli Imprenditori della Bellezza.

Io per primo considero i miei risultati come conseguenza dei vostri.

Ogni proposta è evidentemente pensata per mettervi in condizioni di sfruttarla al meglio.

Se voi crescete io cresco con voi. E in ogni caso, la qualità dei risultati che produciamo è la migliore delle garanzie che possiamo esibire.

Invece… Come fanno certi miei competitor a parlare a voi di marketing, numeri, persone…

quando il loro marketing non produce risultati?

quando il loro fatturato è un decimo del nostro?

quando sono da soli e non hanno collaboratori inquadrati?

Faccio ciò che ti suggerisco di fare.

Penso a lavorare bene per vivere bene.

Dedico ogni mia energia alla mia clientela.

Considero i miei risultati come la conseguenza dei tuoi.

Mi colloco indiscutibilmente ai vertici dell’Hair&Beauty.

Possono dire quello che vogliono:

I BILANCI NON MENTONO.

Non mentono: il fatturato, i profitti, il gruppo di aziende, il valore dei miei soci – partner, il numero di persone che lavorano CON me.

Anche se LA GARANZIA PIÙ CREDIBILE FRA TUTTE non è tanto il mio di bilancio aziendale, quanto i bilanci dei tuoi colleghi che mi dedicano tempo e denaro!

I vostri bilanci, i vostri profitti, i vostri incrementi: oltretutto quelli registrati a dispetto di tutte le difficoltà che avete/abbiamo dovuto affrontare negli ultimi mesi.

… dice le parolacce

… a volte insulta

… si arrabbia

… UN VERO PECCATO CHE MIGLIORI LE VITE

Sceglimi per questo.

Perché per tanti di voi, Imprenditori della Bellezza, è così difficile “vendersi”?
È di questo che ti scrivo, oggi… e lo faremo da una prospettiva “inusuale”.

Dedico questo articolo a chi si è chiesto: FACCIO BENE AD INVESTIRE TEMPO E DENARO CON LELE?

Domanda lecita.
Infatti, stai per leggere un articolo che ti fa vivere in una doppia condizione: quella di potenziale cliente e quella di potenziale “fornitore”.

Perché quello che sto per raccontarti, può certamente tornarti utile per valutare se acquistare da me oppure no… come può certamente aiutarti a capire cosa passa nella mente di tanti tuoi potenziali clienti, quando devono capire se fanno bene a scegliere te o qualcun altro.

 

Subito voglio dirti due cose.

  • LA PRIMA È CHE, SE TI SCEGLIERANNO O MENO… SARÀ DIPESO PIÙ DA TE CHE DA LORO.
  • LA SECONDA È CHE SE TU NON MI COMPRI… È PIÙ PER CAUSA MIA CHE NON PER CAUSA TUA.

Lo so.
Ti sembra impossibile.
“È chi compra che decide!” … penserai.

Non a caso, VENDERE SENZA VENDERE dicono sia il sogno della maggioranza dei venditori.
Invece, più che un sogno, VENDERE SENZA VENDERE È UNA STRATEGIA.

Le persone odiano che gli si cerchi di vendere qualcosa.
Quando poi, paradossalmente, amano comprare.
Ciò, specie in Italia, relega i venditori al ruolo di rompiscatole interessati solo al denaro. BAH.

Quasi ognuno di noi vuole sentirsi il potere di scegliere.
Vale per chi compra come per chi vende.
A te piace di più pensare che sei tu a decidere di comprare o non comprare da me… così, quando là fuori qualcuno sceglie di “non” comprare da te, ti senti meno “responsabile”.

“OH, HANNO IL DIRITTO DI SCEGLIERE!”
Esclamerai.
“E A VOLTE NON CAPISCONO UN CAVOLO, PER QUELLO NON VENGONO DA ME!”
Sospirerai.

Quante volte mi sono sentito dire da qualche tuo collega: “VANNO DAL TALE A FARSI ROVINARE I CAPELLI, POI VENGONO DA ME PER SISTEMARLI”

… sotto sotto, ti chiedi come sia possibile che lo facciano
… e ancor più sotto, ti sembra assurdo che, dopo averli sistemati da te… spesso tornino ad andare “là”!!!

Insomma… “CHE DIAVOLO HA IN TESTA IL CLIENTE? COME FA A NON CAPIRE CHE FA BENE A SCEGLIERE ME?!

… Vedi? All’apparenza è più colpa sua che tua, INVECE…

Che ne dici di come è cominciato questo articolo?
Niente male vero?
Intanto ricordatelo, mi raccomando: IO OGGI VOGLIO VENDERTI QUALCOSA.
Tienilo a mente.

CERTO: tu potrai scegliere di NON comprare proprio come potrai scegliere di farlo.
E sarai convinto che sia una tua esclusiva scelta, quando le cose stanno un po’ diversamente.

 

 

Se vogliamo farla chiara e limpida, alcuni tuoi colleghi fanno fatica a proporsi. Troppa fatica.
Sottovalutano la propria bravura, la propria unicità, i risultati e i benefici che riescono a generare.

In tanti, troppi casi, diventano fatalisti o permalosi.

  • Diventano FATALISTI quando affermano, come scritto poco sopra, che “deve essere il cliente a scegliermi, non posso di certo obbligarlo io a farlo”.
    Non è proprio così.
  • Diventano PERMALOSI quando se ne escono con frasi tipo: “Oh, se vogliono venire, vengano, se non vengano peggio per loro”.
    EH NO. Non è affatto “peggio per loro”, è peggio per te.

È PEGGIO PER TE.
Perché ogni cliente che definiamo “IN TARGET”, dunque qualcuno che ha deciso di investire sulla sua immagine, sul suo look personale, sul benessere della sua testa…
O VIENE DA TE, O VA DA UN TUO CONCORRENTE.

E se va dal tuo concorrente, è il concorrente che

  • incassa al posto tuo…
  • può scegliere di investire sul suo marketing
  • può scegliere di investire sul suo salone
  • può scegliere di investire sui collaboratori

SENZA PENSARE AL PASSAPAROLA.
Perché è vero che il passaparola è meno potente di una volta (certo: quando i parrucchieri erano “10” e i clienti erano “100” il passaparola bastava da solo; adesso che i parrucchieri sono “100” e i clienti sono “10”, serve spingersi oltre il passaparola ed investire sulla propria autorevolezza, sul proprio marketing)

È vero che il passaparola è meno potente di una volta, come è vero che CONTINUA A FUNZIONARE!

Perciò, quando un cliente che definiamo “IN TARGET” va da un tuo concorrente, PORTERÀ LÀ anche alcuni altri clienti – suoi amici, conoscenti, parenti, colleghi… – quasi sempre “simili”: altrettanto in target.

Dunque stai perdendo soldi e clienti, per di più stai FINANZIANDO i tuoi concorrenti.

Se la mettiamo così… che per inciso è come deve metterla ogni Imprenditore della Bellezza, facciamo in fretta a capire che VENDERSI è tutt’altro che un aspetto trascurabile del tuo business.

Peccato che, mentre in tanti vedono male l’idea di “vendersi”, altrettanti fanno la cosa più facile e sbagliata: “SVENDERSI”.

Chiariamolo: FARE SCONTI A SCONOSCIUTI NON È MAI, MAI, MAI, UNA BUONA IDEA.

Ci sono attività per le quali può esserlo.
PER TE, NO. NON LO È MAI.

Anche quando “là fuori” cominci a vedere solo tuoi pseudo colleghi che si svendono… ecco, lì devi inspirare anziché sospirare, perché quegli pseudo concorrenti STANNO LAVORANDO PER TE.

Il punto è VENDERSI SENZA SVENDERSI.

VENDERSI comincia dal rendersi VISIBILI, RICONOSCIBILI, AUTOREVOLI.
In quest’ordine.

Rendersi visibili significa ricordare che L’APPARENZA RENDE VISIBILE LA SOSTANZA.
Devi avere un’immagine esterna del salone all’altezza.
Devi creare un’esperienza esclusiva in salone che meriti di essere raccontata.
Devi curare con attenzione e dedizione la tua immagine online.

Fra le cose più importanti che puoi- che devi -fare per diventare riconoscibile, una è comunicare al meglio LA TUA DIFFERENZA: cosa rende te differente dai tuoi concorrenti.

Poi, per diventare autorevole, serve AIUTARE A COMPARARTI: la potenziale clientela in target deve riuscire a CONFRONTARE TE E LA CONCORRENZA, fino a “convincersi” che sei diverso/migliore.
COMPARARTI È L’ANTICAMERA DEL COMPRARTI.

Ci sei fin qui?
Ho provato a venderti qualcosa finora?
… Sì.
Sto facendo con te, quello che tu devi fare con la clientela che vuoi avere:
AIUTARLA A SCEGLIERTI.
A capire perché faccia bene a farlo.

Perché… molto spesso… PRIMA DI ACQUISTARE “DA TE” … DOVRANNO ACQUISTARE “TE”.

Morale della favola: a questo punto posso assicurarti che TU ED IO ABBIAMO GLI STESSI “PROBLEMI”. TRE.

  • Il primo è farci trovare dalla clientela che vogliamo avere… e che ancora ignora che esistiamo.
  • Il secondo è che dobbiamo sopperire al fatto che spesso, quando ci trova, non è in grado – almeno non è in grado da sola – di capire davvero la differenza fra noi ed altri che “più o meno” sembrano come noi.
  • Il terzo è, dopo aver fatto il nostro meglio per chiarire la differenza, dopo aver offerto contenuti di valore e prove tangibili – testimonianze – di nostri clienti soddisfatti, DARGLI UNA MANO A DECIDERSI.

Statisticamente, e anche qui vale per te come per me,
TRE CLIENTI SU DIECI DECIDONO DI ACQUISTARE IN AUTONOMIA, MENTRE SETTE CLIENTI SU DIECI NECESSITANO DI UN “AIUTINO”.

E parliamo di clienti che hanno GIÀ imparato a conoscerci, e ad apprezzarci! Pensa gli altri.

A QUESTO SERVE IL TUO MARKETING.
QUESTO, IN REALTÀ, SIGNIFICA “SAPERCI VENDERE”.

 

 

Questo articolo ha messo in fila aspetti che possono avvicinarti di parecchio al progetto che devi allestire… se vuoi moltiplicare il numero di clienti in target che vuoi che entrino nel tuo salone.

Anche io, come te, in questo articolo ho cercato di fornirti spunti per aiutarti a conoscermi e ad apprezzarmi.

ORA DEVO FARE LA MOSSA DECISIVA.

La mia mossa ha una data. Un giorno e un’ora.

VENDERSI senza svendersi, 8 GIUGNO 2021, ore 21:30.

PROVERÒ A VENDERTI PARRUCCHIERE IMPRENDITORE.
Sono nove AudioTraining della durata totale di sedici ore e passa…
Più cinque VideoTraining della durata totale di sedici ore e passa (pura coincidenza).

Ti farò la mia proposta
(proprio come tu devi farla alla clientela in target DOPO che l’hai aiutata a conoscerti ed apprezzarti).

Ti dirò perché fai bene a “comprarmi”
(ti parlerò di problemi risolti, di caratteristiche della proposta, dei risultati che otterrai e dei benefici che ne potranno derivare).

Tratterò con te quelle obiezioni che potrebbero spingerti a non farlo
(e tu, quanti post scrivi per aiutare la clientela in target a rimuovere da sola eventuali resistenze?).

Lo farò col sincero intento di essere utile, a prescindere che tu poi compri o non compri.

E in questo mi troverai particolarmente determinato, a volte quasi “severo”, perché troppi di voi commettono un errore gravissimo: formarsi a livello “orizzontale” e mai “verticale”:
intendo che spiluccano tecniche gratuite un po’ da questo e un po’ da quello, finendo per fare una grande confusione e non raccogliere mai quello che potrebbero… se solo approfondissero un unico metodo.

VENDERSI senza svendersi
8 GIUGNO 2021, ore 21:30.

Questa sarà la mia mossa…
Tu hai già idea di quale possa essere la tua?

Ricordati che imparare ad acquistare BENE è già di per sé un modo per diventare venditori migliori!
Soprattutto, fa tesoro di un mio concetto su cui rifletto spesso e invito te a fare lo stesso:
Ci sono due errori che un potenziale cliente può commettere quando gli proponi qualcosa.
Il primo errore consiste nel comprare ciò che non gli servirebbe.
Il secondo errore consiste nel non comprare ciò che gli servirebbe.
Tocca a te, in primis, evitare che li commetta: mettilo nelle condizioni di fare la scelta giusta.

PS: se sei già mio allievo, PER FAVORE, STUDIA. Hai già un sacco di materiali… spesso ti lamenti che sono troppi. Perciò, STUDIA. E APPLICA QUANTO IMPARI. Farò come se tu fossi lì con me, con noi