Gli Imprenditori della Bellezza vivono anche di una o più mode.

Le uniche “mode” dalle quali si devono guardare sono le mode di marketing, quelle per loro sono peggio del covid.

 

Prima riflessione

Quando QUALUNQUE tuo concorrente può fare quello che pensi di fare anche tu, hai già la prova provata che non è cosa per te.

Fare ciò che fanno anche altri è il peggiore degli errori.

Ti ricordo che qui impari a DIFFERENZIARTI, non a farti omologare in mezzo a una folla di tuoi colleghi.

 

Seconda riflessione

L’affermazione più sciocca, che si sente fare da chi ancora deve capire cosa sia il marketing, è: se lo fanno le grandi aziende perché non posso farlo anche io?!

  • Primo, le grandi aziende hanno risorse che tu non hai.
  • Secondo, loro possono permettersi di lavorare in perdita, TU NO.
  • Terzo, loro vendono anche prodotti saltuari (un televisore oggi, una lavatrice fra un anno…), TU NO.

E fidati, potrei continuare ancora.

 

Terza riflessione

I clienti NON hanno sempre ragione. 

Il fatto che qualche cliente ti possa chiedere se lo fai, o perché non lo fai, non è AFFATTO un buon motivo per pensare al Black Friday.

Non sempre i tuoi clienti conoscono ciò che è meglio per loro, e per loro fortuna ci sei tu a consigliarli… figurarsi se possono essere bravi a fornire consigli di valore a te.

Insomma, in linea di principio, MAI ascoltare i consigli dei clienti in fatto di prezzi e promozioni.

 

Quarta riflessione

La chiave del marketing è evitare che un’operazione APPARENTEMENTE buona “oggi”, danneggi l’autorevolezza tua e del tuo salone “domani” e  allo stesso modo assicurarti che non ti danneggi in termini di risultati.

Se per riempire un giorno o una settimana… rischi di perdere incassi e soprattutto profitti in un periodo successivo… non pensi che a priori sarebbe stato meglio NON farlo?

 

Poniti spesso questa preziosa domanda: COSA PENSERANNO DI ME SE FACCIO QUESTA COSA?

Vale per il black friday come per qualsiasi altra iniziativa.

Perché ci sono due asset che devi considerare prioritari su tutti gli altri, incassi compresi, e questi due asset sono I PROFITTI e L’AUTOREVOLEZZA.

 

L’eccezione che conferma la regola

Dopo quattro regole… ecco L’ECCEZIONE ALLA REGOLA

La clientela si può ripartire in tre grandi fasce:

  • mass market,
  • premium market,
  • luxury market.

 

Chi mi segue impara a meritarsi premium e luxury e a lasciare ad altri il mass market, fatto di guerra dei prezzi, di sconti, di clienti tossici.

Se, nonostante tutte le mie raccomandazioni, vuoi lavorare sul mass market e DEMOLIRE la tua evoluzione, allora fa pure il black friday.

 

Poi presto o tardi ci ritroveremo qui a leggere le tue lamentele, perché la gente che è venuta oggi pagando meno, lascerà il tuo salone vuoto nei giorni – nelle settimane a venire.

 

RICORDATI: COSA PENSANO DI TE E DI OGNI TUA OFFERTA, VALE TANTISSIMO.

“Qui dentro” c’è il tuo futuro, ciò che la clientela che definisci ideale pensa di te, è determinante.

Non a caso uno degli errori più commessi dai tuoi colleghi è desiderare una clientela… ma non “meritarla”.

Eh sì: per il titolo di questo articolo mi sono fatto ispirare dal memorabile film strappalacrime “le parole che non ti ho detto”.

Di cosa scrivo questa volta? Di cosa parleremo nella giovediretta del 29 settembre?

 

DISCLAIMER: astenersi permalosi.

E non provate a uscirvene con pensieri del tipo “maestro sono forse io?”, perché non è con questo spirito che tratto un argomento così “spinoso”.

Non conta una ciribiricoccola sapere se alludo a te o a qualcun altro: conta portare a casa il messaggio che con questo articolo ti voglio (ti vogliamo) “passare”.

 

Mi raccomando: ripeto, non si tratta di cercare di capire se l’articolo sia per te o per qualcun altro, si tratta di cogliere il messaggio che l’articolo ti propone.

 

Le parole che non vi diciamo

Anzitutto, per quanto possiamo amarlo, io ed i miei soci Project Partner sappiamo bene che ci siamo scelti un lavoro decisamente complicato.

 

È complicato per tre motivi:

  • Il primo consiste nel riuscire a farvi cogliere l’importanza di fare le cose come vanno fatte VERAMENTE;
  • Il secondo consiste nel riuscire a farvi capire quando ci siete riusciti… e quando no;
  • … E il terzo motivo? Trovare le parole giuste per dirvi che avete fatto una CAGATA PAZZESCA (o almeno “qualcosa” di ben diverso da ciò che vi abbiamo suggerito)

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

 

Possiamo parlare di un marchio che avete commissionato ad un grafico, di un sito, di un magazine, di una vetrina, di un evento, di un annuncio per ricerca di collaboratori…

 

MANTENIAMO IL DISCORSO IN TERMINI UNIVERSALI.

Nessun riferimento specifico: non è questo l’articolo.

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

Perché a volte (anzi, potevo scrivere “spesso”) NON LA PRENDETE BENE. AFFATTO.

 

Sembra che ci chiediate “che ve ne pare” … ma per voi la risposta che vi dovremmo dare dovrebbe essere già scritta: “va bene! Complimenti!”

Già.

 

Non è affatto facile dirvi che avete “lavorato male”.

Perché a volte ve ne uscite con la bestemmia del “VA BENE SOLO SE LO FACCIAMO FARE DA LORO”.

Vi assale il dubbio che se lo fate con altri e non con noi, vi diciamo che “non va bene” … se la stessa cosa l’aveste fatta con noi invece… sicuri di aver capito con chi avete a che fare “qui”?

 

A volte fidarsi è meglio

Da dove si comincia?

DALLA FIDUCIA.

 

Fiducia Doppia:

  • una fiducia è riferita alla competenza di chi esprime un giudizio.
  • una fiducia è riferita al sincero interesse di chi esprime un giudizio.

 

FIDUCIA.

 

Prendi me.

Se ti dico che fai male a non frequentare Parrucchiere PRO, perché stai sprecando soldi e opportunità… tu devi SCEGLIERE

 

Devi scegliere se io lo stia facendo unicamente perché “io” ho da guadagnarcio se io lo stia facendo perché in te vedo un grande talento SPRECATO, o del tuo potenziale non sfruttato.

E siccome penso che tu possa fare meglio di “così”, ti suggerisco di diventare Parrucchiere PRO.

 

Domanda: se ho ragione a pensare che tu ti stia “sprecando”e tu decidi di fidarti di me e di diventare Parrucchiere PRO, chi GUADAGNERÀ di più tra TE e ME?

 

Io incasserò il prezzo di un corso… TU?

Quante migliaia di euro ti renderà averne spese poche centinaia?

QUANTE MIGLIAIA DI EURO TI RENDERÀ AVERNE SPESE POCHE CENTINAIA?

 

Chi fa davvero l’affare fra te e me?

 

Dicevamo… FIDUCIA.

Non riguarda né solo me, né solo i corsi.

 

PER ESEMPIO…

(giusto due di numero e poi proseguo)

Non è facile per Andrea SMONTARTI COMPLETAMENTE UN LOGO MAL FATTO.

Non è facile per Marco COMMENTARE UNA VETRINA CON UN SACCO DI DIFETTI.

 

In entrambi i casi puoi aver speso soldi e tempo…

E per natura, TENDERAI A “DIFENDERE” CIÒ CHE HAI FATTO.

 

Perché a nessuno piace “comprare male”.

Pensa che c’è chi rinuncia a comprare qualcosa di cui è consapevole di aver bisogno, pur di evitare il rimpianto o il rimprovero di aver sbagliato acquisto.

 

COSA SUCCEDE IN QUESTI CASI?

Noi cerchiamo di spiegarvi perché come l’avete fatto non va bene…

 

Voi:

  • Sparite. Vi eclissate. Non commentate più. Fate gli offesi. Ci fate il muso.
  • Mettete in dubbio la competenza o addirittura l’onestà del nostro commento.
  • Insultate. Provocate, ci dite che siamo solo arrabbiati perché “quel lavoro” non lo avete fatto con noi

 

PER QUESTO, A VOLTE, TACCIAMO.

Evitiamo di commentare.

Giusto? Sbagliato? Facciamo male? Facciamo bene?

Ragioniamoci insieme…

 

SIAMO QUI PER VOI.

Certo: se ci commissionate un lavoro vi chiediamo dei soldi… perché, forse voi lavorate gratis?!

 

Premesso questo…

QUALE PREZZO PENSATE CHE ABBIAMO? QUANTO PENSATE CHE VALIAMO?

 

Ti parlo di me.

Ho cinquantasei anni, gli ultimi venticinque dei quali passati professionalmente al tuo fianco.

Sono una persona felice e realizzata, e nel mio piccolo, sono un imprenditore di successo, con nove aziende e una trentina di dipendenti, più un’altra quindicina di collaboratori.

 

DAVVERO PENSI CHE IO POSSA “STRUMENTALIZZAREUN SUGGERIMENTO PER QUALCHE CENTINAIO DI EURO IN PIÙ O IN MENO?

 

La mia reputazione puoi misurarla in parecchie migliaia di euro, non certo in qualche centinaio.

 

Il valore di competenza ed esperienza

TORNIAMO AL CONCETTO DI “FIDUCIA”.

Fiducia Doppia.

Una fiducia è riferita alla COMPETENZA di chi esprime un giudizio.

Una fiducia è riferita al SINCERO INTERESSE di chi esprime un giudizio.

 

Perché alcuni di voi, magari giustamente, potrebbero obiettare la validità di un suggerimento.

Tradotto:

“lele di te mi fido, del tuo suggerimento no

“lele, ci sta che anche voi possiate sbagliare

… sì, ci sta. Dipende da “cosa”.

 

Con l’esperienza e le competenze che abbiamo:

  • Andrea impiega meno di cinque minuti a scovare almeno una decina di “problemi” in un sito
  • Sempre Andrea ti dimostra in cento parole perché il tuo marchio non va bene e non funzionerà…
  • Marco ti cambia l’immagine esterna tenendo conto di dove hai il salone, non solo del salone in sé…
  • Sempre Marco ha stravolto fior di progetti creati da fior di architetti (che hanno poi validato le sue idee) …
  • Davide ti legge il bilancio e ti dimostra quanto vai bene (o male) con soli NOVE numeri
  • Alessandro è in grado di “mappare” il tuo stile dopo averti visto ed ascoltato per un quarto d’ora
  • Marcello ha creato eventi che hanno spaccato dopo meno di mezzora di dialogo con tuoi colleghi…
  • Gianluigi risponde in tempo reale praticamente su ogni problematica riferita a team e leadership
  • Nicola ha generato 20 mila euro di incasso in meno di un mese, senza fare una testa in più…

Io ho RISCRITTO il marketing per parrucchieri e CREATO strumenti mai esistiti prima, per consentirti di fare marketing con la stessa sicurezza, la stessa passione, gli stessi risultati, con cui esegui un taglio o un colore…

 

Ora… riesci a capire cosa possiamo fare, CON TE e PER TE?

 

Solo una cosa: SMETTILA.

Di arrabbiarti, di fare il muso, di sottovalutare o snobbare i nostri consigli, di sospettare, dubitare, temere.

Ricorda che costiamo centinaia di euro L’ORA

E se ti diciamo che “così non va bene” (spesso a malincuore), è solo perché ci sentiamo RESPONSABILI, è perché vogliamo esserti UTILI, è perché sappiamo che MENO SBAGLI, MEGLIO TI EVOLVI.

 

Impara ad accettare critiche e consigli: noi ci impegneremo per fornirti, sempre di più, quelli giusti per te.

Ci sta che qualcuno, leggendo il titolo, possa aver fatto una di due riflessioni…

  • La prima è che in questo articolo si parli di qualcosa di “immorale” …
  • La seconda è che torni in mente la frase di Alessandro Montenegro in un suo post: “il sesso è sporco solo quando non ti lavi” …

Niente da fare! L’opzione giusta è un’altra.

Voglio dedicare qualche paragrafo a CINQUE PAROLE che assurdamente vengono troppo spesso accostate a pensieri negativi.

 

La prima parola “sporca” è “marketing”

Sai quante volte i nostri Area Partner (quelli che mettono la loro faccia per far conoscere la mia) si son sentiti dire cose tipo “non faccio marketing perché non mi piace fare sconti!” oppure “non mi piace il marketing perché sono solo soldi sprecati”?

In realtà, MEGLIO FAI MARKETING E MENO DEVI FARE SCONTI.

In realtà, NIENTE TI RENDERÀ QUANTO DEL MARKETING FATTO BENE.

Il vero problema non è il marketing, bensì gli errori clamorosi che evoca questa parola.

Gli allievi che mi dedicano tempo e denaro, stanno realizzando più clienti e più profitti, con meno stress, proprio grazie al sistema di marketing per parrucchieri che imparano seguendomi.

La seconda parola “sporca” è “vendita”

Ci sono parrucchieri convinti che proporre un prodotto o un trattamento ad un cliente che è in salone per un servizio, sia sbagliato…

“Devono essere loro a chiederlo”, affermano.

Altro errore clamoroso.

Anzitutto devi sapere che SPESSO LA CLIENTELA SCEGLIE TE ANCHE PER I TUOI CONSIGLI.

Non sempre un cliente è in grado di capire da solo se debba intervenire sulla cute o sui capelli.

Non sempre sa se abbia davvero bisogno o meno di quel prodotto o quel trattamento!

Proprio per questo si aspetta da te che tu gli dica SE o COSA debba fare.

E aggiungo, oltre al danno, la beffa: quando tu NON proponi uno shampoo che esponi, un cliente può pensare che “se non glielo proponi TU non credi nei tuoi prodotti” … e questo alla lunga potrebbe farti perdere prima credibilità, poi proprio il cliente.

La terza parola “sporca” è “profitto”

Davvero a volte riuscite a lasciare senza parole anche me.

Ho dedicato un intero post, pochi giorni fa, a farvi notare quanto sia drammatico ragionare in base ai propri criteri di spesa, e non a quelli della vostra clientela.

La verità è che ci sono parrucchieri talentuosi… CHE NON SPENDEREBBERO MAI CERTE CIFRE PER I LORO CAPELLI. E questo finisce per penalizzare anche chi, invece, li spende volentieri.

QUANDO CREI IL TUO LISTINO DEVI PENSARE ALLA TUA CLIENTELA E NON A TE!

Devi chiederti se la tua clientela sia felice di pagare quanto chiedi, non se lo saresti tu!

La quarta parola “sporca” è “denaro”

C’è ancora una cultura retrograda o malsana che INQUINA quella visione che ogni imprenditore dovrebbe assumere nei confronti dei soldi.

NON C’È NULLA DI MALE NEL GUADAGNARE, soprattutto se si guadagna perché ci si impegna a mettercela tutta nel fare le cose giuste.

Molti di voi MIGLIORANO LA VITA dei loro clienti, perché spesso l’apparenza rende visibile la sostanza: il modo in cui – grazie a te – si vedono allo specchio, o si sentono “guardati”, regala sicurezza, fiducia in se stessi, carisma, voglia di vivere!

Non a caso proprio io ho definito i parrucchieri creatori di autostima: perché attraverso il modo di apparire, migliorate il modo di essere delle persone.

Eppure sembra quasi che guadagnare sia una colpa.

Che esista una logica per cui non si deve “guadagnare troppo”.

… MA SCHERZIAMO O COSA?!?

È di gran lunga più sconsolante notare quanto certi parrucchieri talentuosi SPRECHINO il proprio talento, di quanto può esserlo ammirare il parrucchiere che si fa pagare il giusto per il suo modo di fare arte.

Del resto, il pessimo consiglio di tenere prezzi bassi arriva spesso da chi non è in proprio, soldi non ne ha tanti, e dunque esorta il marito – la moglie – il quel che vuoi – a non alzare i prezzi.

E SOPRATTUTTO SERVE CAPIRE UNA COSA…

Il rapporto col denaro può migliorare o peggiorare la vita … a prescindere da quanto se ne ha.

La quinta parola “sporca” è “business”

È anche l’ultima di questo articolo.

Diciamocelo: in questo paese è più facile trovare adepti del reddito di FANNULLANZA, pronti a tuffarsi nella falsa culla della mediocrità, che non giovani rampanti pronti a mettersi in proprio…

Colpa condivisa di genitori con pochi soldi o con nessuna cultura sul denaro, ed anche di uno stato che compra dignità spacciandola per umiltà.

NON C’È PROPRIO NULLA DI MALE A CERCARE DI FARE BUSINESS PER MIGLIORARE LA PROPRIA CONDIZIONE ECONOMICA.

E quanto aveva ragione Groucho Marx, quando con sottile sarcasmo ricordava che “Nella vita ci sono cose ben più importanti dei soldi. Il guaio è che ci vogliono i soldi per comprarle!”.

PERCHÉ, DICO IO, UN PARRUCCHIERE CON LE MANI D’ORO, CHE SIA DI TRIESTE O DI TRAPANI, DI TARANTO O DI TORINO, NON PUÒ GUADAGNARE LEGITTIMAMENTE PIÙ DI TANTI MANAGER O DI PROFESSIONISTI O DI ALTRE CATEGORIE DI IMPRENDITORI?

PERCHÉ ?!?

ECCO. CON QUESTO ARTICOLO HO VOLUTO RIPULIRE IL SIGNIFICATO DI QUESTE CINQUE PAROLE.

Ti esorto a RIFIUTARTI di farti lavare il cervello da coloro che, magari per un giustificabilissimo motivo non sono ricchi, o non vedono di buon occhio la ricchezza, vogliono contagiare anche te e farti vedere il denaro come la fonte di tutti i mali, il voler crescere come una fonte di stress, la vendita come un fastidio per il cliente, l’ambizione come una colpa.

Dietro quell’ “ACCONTENTARSI” che tanti esaltano, c’è in verità una enorme voglia di NON FARE, di NON IMPEGNARSI. Di accontentarsi degli alibi, anziché spingersi verso nuove opportunità.

Un noto formatore americano afferma che

  • SEI PADRONE DEL DENARO, O NE SEI SCHIAVO.

Ciò che mi hanno insegnato VENTICINQUE ANNI al vostro fianco, cari parrucchieri, è che

NESSUN IMPRENDITORE PUÒ PERMETTERSI IL LUSSO DI RAGIONARE DA POVERO.

E aggiungo un secondo pensiero.

Quando il mio meraviglioso papà mi diceva “più lavori, più guadagni”,

SI SBAGLIAVA.

Del resto lui, operaio, aveva scelto – non lo biasimo, lo ha fatto anche per me e lo so benissimo – di scambiare il proprio tempo per del denaro, dunque un’ora in più valeva quello che valeva…

TU IMPRENDITORE,

TU IMPRENDITORE DELLA BELLEZZA,

DEVI SPINGERTI OLTRE QUESTO RAGIONAMENTO.

E devi capire, una volta per tutte, che per guadagnare di più non devi lavorare di più.

AFFATTO.

Per guadagnare di più non devi lavorare di più, AFFATTO!!!

Devi impadronirti dei meccanismi che ti possono far fare business anche se non fai capelli.

Pur continuando a fare il parrucchiere, a dedicare ai capelli la tua vita.

CHIARIAMOLO:

non ti sto parlando di investire in immobili o in bitcoin:

TI STO INVITANDO A SCOPRIRE QUALI ALTRE OPPORTUNITÀ DI BUSINESS PUOI INTRAPRENDERE, MENTRE CONTINUI A FARE CAPELLI.

Come hanno fatto tanti tuoi colleghi, Nicola Zanivan in testa.

Come racconteremo a Salon Business, il 30 e 31 gennaio 2022.

Intanto prova a chiederti:

COSA POSSO FARE DI DIVERSO DAL FARE I CAPELLI, PER MOLTIPLICARE LE MIE ENTRATE?

Ti invito a spingerti OLTRE il “fare i capelli”.

Nelle prossime settimane dedicheremo a questo tema tutto lo spazio che merita…

E cominciamo bene, cominciamo subito:

ti ho chiesto

COSA POSSO FARE DI DIVERSO DAL FARE I CAPELLI, PER MOLTIPLICARE LE MIE ENTRATE?

Ti anticipo che hai cinque modi che puoi valutare per moltiplicare i tuoi guadagni, oltre al “fare i capelli”.

E oltre a parlarne, se vorrai potrai beneficiare dell’opportunità non solo di conoscerle, ma di approfondirle.

Sta nascendo una nuova generazione di Imprenditori della Bellezza.

Una generazione fondata non sull’età, quanto sulle convinzioni, sul modo di fare marketing, sul modo di vivere il denaro, sul modo di fare business.

E tu puoi scegliere se farne parte.

Era giusto tenere aperto il salone sabato primo maggio?

Era giusto tenere chiuso il salone sabato primo maggio?

Ci ragioniamo in questo articolo, in un migliaio di parole circa, che si leggono in meno di dieci minuti.

Faremo un ottimo uso delle due domande, arrivando addirittura ad analizzare il titolo.

 

Una piccola premessa

Alcuni si sono fermati quando hanno letto “dieci minuti” perché affermano di “non averli”,  quei dieci minuti.

Spesso si può pensare che siano i parrucchieri più impegnati… nella realtà sono spesso i più insoddisfatti.

 

Chissà perché, chi più si lamenta di non avere mai tempo, ha più problemi di chi non se ne lamenta.

Ha più problemi e meno soldi quasi sempre: il “quasi” è d’obbligo.

Dunque, se tu sei ricco e felice ma non hai tempo lo stesso, puoi comunque continuare a leggere

 

Per inciso, il problema non è il tempo che manca per fare cose, ma le cose che si fanno nel tempo che abbiamo a disposizione.

Ma è più facile obiettare che rifletterci.

 

Completo la premessa con un’altra tipologia di persone che non leggerà l’articolo: alludo a chi ha già deciso che se il titolo dell’articolo è “Mentalità Imprenditoriale”, allora sicuramente io dirò che dovevate tenere aperto il primo maggio.

 

SBAGLIATO.

Può essere giusto tenere chiuso o aperto.

Può essere sbagliato tenere aperto o chiuso.

 

Ma è inutile dirlo, tanto hanno smesso di leggere fin dal titolo.

 

Chiariamolo: a contare veramente è solo il “perché” si sia deciso di chiudere o aprire.

 

È proprio questo che mi ha spinto a parlare di mentalità imprenditoriale.

 

Cosa vuol dire “mentalità imprenditoriale”?

Detto di chi ha smesso di leggere, ora occupiamoci di chi lo sta facendo.

Anche perché la riflessione è molto importante!

 

Posso assicurarti che il discorso sul “tenere aperti o chiusi” il primo maggio può spingerti molto oltre l’apertura o la chiusura in sé.

E per quanto ai più possa apparire impossibile, in ballo ci può essere il “tenere aperti o chiusi” un giorno… O ANNI.

 

Non credo che molti di voi si stiano rendendo conto di cosa è successo e di ciò che sta per succedere.

UN TERZO DEI PARRUCCHIERI CHIUDERÀ ENTRO DUE ANNI AL MASSIMO.

 

La quasi totalità di loro non è in questo Gruppo. Spesso non è nemmeno in Facebook.

Ma la realtà, inesorabile, ineluttabile, implacabile, è che succederà per tanti di loro (e pochi di “voi”) quello che è già successo nella storia, più volte, a moltitudini di imprenditori, dei settori più svariati.

 

NON HANNO CAPITO IL CAMBIAMENTO.

Si sono convinti che “ma sì, continuerà ad andare come è sempre andata”.

 

Oppure ancor peggio, come la tua gentile collega che ha fatto fortune per vent’anni, arrivando ad avere undici dipendenti, figlia compresa…

Lei, che si complimentò con me alla fine di una presentazione del mio Libro, dicendo che era stata una serata molto interessante…

Lei, che giustificò la figlia, assente quella sera, perché “i giovani devono anche divertirsi” (capirai che danno se dedicava UNA serata ad evolversi).

Lei, che un anno e mezzo dopo quella serata si è ritrovata in salone con TRE collaboratori.

Lei, che ha chiuso a fine 2020 e vede sua figlia smarrita, tra l’idea di fare la dipendente o di cambiare lavoro.

 

LO SO, TI SEMBRA IMPOSSIBILE.

Eppure, di storie così ce ne sono centinaia.

 

E di nuovo, lo ripeto: SE PENSI CHE STIA DICENDO CHE DOVEVATE TENERE APERTI IL PRIMO MAGGIO, SBAGLI.

 

“MENTALITÀ IMPRENDITORIALE”.

È in questi due termini che puoi trovare tutto ciò che ti occorre.

 

Cos’è la Mentalità Imprenditoriale?

  • È la capacità di concentrarsi sul RISULTATO.
  • È il riconoscersi ed assumersi la responsabilità di realizzarlo.
  • È il rifiutare di cercare alibi o colpevoli.

 

Insieme con la visione strategica, la mentalità imprenditoriale costituisce il fondamento di quella consapevolezza professionale che ho approfondito in modo straordinario in parrucchiere imprenditore.

 

Sedici ore audio più sedici ore video, rigorosamente registrate dal sottoscritto in studio, capaci di portarvi a vivere il piacere di combinare Passione e Professione.

 

C’è chi intraprende e chi chiede aiuti. Perché il governo aiuta così poco le imprese in difficoltà?

Perché è disposto a lasciar fallire chi non è “davvero” imprenditore o chi continua a credere che la cosa giusta sia fare nero come se piovesse.

 

I soldi andranno agli imprenditori, quelli veri, quelli capaci.

Piaccia o non piaccia, è tutto qui.

 

Non c’è più spazio per chi improvvisa.

Non c’è più spazio per chi fa l’imprenditore ragionando da dipendente.

Non c’è più spazio per chi si è comprato un lavoro, o vuole arrotondare lo stipendio del marito, facendo l’orario di un operaio. Per inciso, un collega afferma “le persone vanno in ferie, le aziende no” … anche per questo i saloni piccoli saranno sempre meno, idem i parrucchieri che lavorano da soli, o in due.

 

  • SE PRATICHI PREZZI BASSI, APPENA NON POTRAI PIÙ FARE NERO, DOVRAI CHIUDERE.
  • SE FAI I TUOI ORARI E NON TIENI CONTO DI QUELLI DEI CLIENTI, DOVRAI CHIUDERE.

 

Bianco o nero, niente gradazioni di grigio.

 

MA SE PENSI CHE QUESTO SIGNIFICHERÀ SOLO “LAVORARE DI PIU”, VUOL DIRE CHE CONTINUI A NON CAPIRE.

Serve che lo ripeta di nuovo? Se pensi che stia dicendo che dovevate tenere aperti il primo maggio, sbagli.

 

A CONTARE VERAMENTE È SOLO IL “PERCHÉ” SI SIA DECISO DI CHIUDERE O APRIRE.

 

Giustificazioni contro motivazioni

Come si è deciso? È l’eterna battaglia tra giustificazioni e motivazioni.

 

Chi afferma:

  • “non si vive di solo lavoro”
  • “ci stanno portando via i diritti”
  • “non rinuncio a vivere perché devo lavorare”

… CORRE GROSSI RISCHI.

 

Chi invece afferma:

  • “abbiamo deciso insieme con i nostri clienti”
  • “per il tipo di clientela che ho, ho scelto di lavorare di più nei giorni precedenti”
  • “abbiamo deciso quali ponti fare e quali lavorare”

… È SULLA BUONA STRADA.

 

È tempo di finirla: O SEI IMPRENDITORE, O NON LO SEI.

Possono cambiare le tue ambizioni… puoi voler avere un salone grande o piccolo, in centro o in periferia, con pochi o tanti dipendenti, con prezzi medi o alti…

 

O SEI IMPRENDITORE, O NON LO SEI.

La chiave è COME SCEGLI, e come motivi le tue scelte.

 

Ragionare da imprenditori o da dipendenti prescinde dal fatto che teniate aperto o meno il primo maggio.

Proprio come non potete continuare a pensare che il vostro lavoro sia tagliare colorare, trattare, asciugare.

 

OGGI sei nel marketing del bellessere, e quando ti dico che devi fare una piega in meno e prendere un aperitivo in più (adesso che il covid te lo lascerà di nuovo fare), ti dico molto di ciò che devi diventare.

 

  • Essere imprenditori e ragionare da dipendenti significa moltiplicare i rischi e ridurre le soddisfazioni.
  • Essere imprenditori e ragionare come tali significa moltiplicare le opportunità ed i risultati.

 

L’IMPRESA NON SI IMPROVVISA.

Ragionare da imprenditori non significa affatto “lavorare DI PIU”! Significa imparare a lavorare MEGLIO.

Cosa che comprende anche il capire quando e come aprire, quando e come non farlo.

 

Serve ripartire dal “perché” fai ciò che fai. E sì, serve smettere di essere IPOCRITI.

Perché gli stessi che si sono lamentati per settimane perché obbligati a stare chiusi, non avrebbero MAI E POI MAI dovuto lamentarsi perché non hanno obbligato a stare chiusi i loro colleghi, il primo maggio.

 

Non c’entra lo Stato.

C’entra come tu scegli di interpretare l’essere imprenditori, Imprenditori della Bellezza.

 

Smettila di lamentarti.

Impara a gestire il Marketing, i Numeri, le Persone.

Chiediti dove vuoi andare, e SE la tua impresa sia il veicolo giusto per arrivarci.

 

Per definirsi “imprenditori” non basta avere undici numeri che compongono la tua partita iva: essere imprenditori significa fare in modo che questi undici numeri ti consentano di generarne migliaia!

Ricordatelo la prossima volta che i conti non tornano.

Perché è RIDICOLO leggere tuoi colleghi affermare nel post prima che i soldi non sono tutto… e nel post dopo leggere che si lamentano perché non ne hanno!

 

A CONTARE VERAMENTE È SOLO IL “PERCHÉ” SI SIA DECISO DI CHIUDERE O APRIRE.

Questo significa “essere imprenditori”.

Questa è la Mentalità Imprenditoriale che deve ispirarti.

 

PS: nella giovediretta risponderò volentieri alle domande che vorrai rivolgermi su cosa significhi NELLO SPECIFICO adottare una Mentalità Imprenditoriale, in vista della trasformazione che, per quanto invisibile, è già in atto.

 

Non farmi sconti: io non te ne farò.

Oggi voglio partire da questo adagio piuttosto diffuso fra chi si occupa di marketing.
Nelle prossime righe ti ritroverai ad interrogarti su domande tipo:
=> la consulenza va fatta pagare sì o no?
=> lo shampoo va fatto pagare sì o no?
=> i clienti mi devono sempre pagare/rendere?

e ti assicuro che molte risposte non le condividerai.
Insomma, nell’articolo di oggi e nella #giovediretta di giovedì 21 gennaio avrai ampi margini di evoluzione!

Partiamo subito da due discussioni che animano spesso, specie in questo periodo, le chat sul marketing fatto bene e su quello fatto male…
Salvo poi dover capire che TROPPO SPESSO il “fatto bene” o il “fatto male” ha poco o nulla a che spartire con l’unica realtà che conta:
I RISULTATI
Per essere chiaro ho allegato una versione de #laduraverità ed anche le due pubblicità in questione.
Cosa c’entrino col titolo, lo capirai in fretta… facciamo subito.

A COSA SERVE IL MARKETING?
Cominciamo da qui.
IL MARKETING SERVE AD AIUTARE LA CLIENTELA CHE HAI ELETTO COME “IDEALE” A SCEGLIERE TE IN MEZZO A TANTI.
Fare marketing significa generare profitti superando le aspettative dei clienti.
AIUTARE LA CLIENTELA CHE VUOI AVERE A SCEGLIERE TE IN MEZZO A TANTI È L’ESSENZA DEL MARKETING.

Per aiutarli a sceglierti, devi lavorare in due direzioni:
=> DA UNA PARTE POSIZIONAMENTO E AUTOREVOLEZZA.
=> DALL’ALTRA MARKETING E VENDITA.

Marketing e Vendita accompagnano quella che tu hai eletto come tua #ClientelaIdeale dal non sapere chi sei al voler scegliere te… e consigliare a loro “simili” di fare lo stesso.
Posizionamento ed Autorevolezza spingono quella che tu hai eletto come tua #ClientelaIdeale a considerarti un punto di riferimento credibile.
È come muovere due mosse diverse, per conquistare uno stesso cliente.

Il problema sta nel “come” queste due mosse vengono articolate.
È un problema perché:
MOLTI TUOI COLLEGHI NON FANNO NULLA
MOLTI TUOI COLLEGHI FANNO UNA SOLA MOSSA E NON DUE
MOLTI TUOI COLLEGHI FANNO LA MOSSA NEL MODO SBAGLIATO

Quando sento, ai giorni nostri, imprenditori e consulenti affermare che
“l’importante è farsi conoscere…”
o peggio che
“parlarne bene o male, purché se ne parli”

non mi sorprendo del fatto che mi applica il #SistemadiMarketingperParrucchieri che insegno, produca risultati eccellenti quanto tempestivi.
È come rubare le caramelle ai bambini.
Ci piace vincere facile…

Eccoti X riflessioni per comprendere il significato di ciò che ti voglio trasmettere…
PRIMA RIFLESSIONE
“L’importante è che se ne parli”
Se Unieuro fa qualcosa che può far parlare di sé, possono accadere due cose:
=> paga i media affinché parlino di ciò che fa: a te sembra un articolo su Unieuro, in realtà è una pubblicità a pagamento travestita da articolo
=> i media danno risalto alla notizia… e poi provano ad avviare il principio di reciprocità sperando che Unieuro faccia pubblicità
Ora ti chiedo…

se tu fai qualche “sciocchezza simpatica” come Unieuro o Taffo…
QUANTE PERSONE E QUANTI MEDIA NE PARLERANNO?
E se ne parleranno in pochi…
CHE NE SARÀ DELLA TUA AUTOREVOLEZZA???
Farai davvero sorridere come credono gli illusi… o demolirai una parte della tua autorevolezza, senza avere in cambio un beneficio che sia uno?!

SECONDA RIFLESSIONE
la consulenza va fatta pagare sì o no?
Nel marketing come lo insegno io, ci facciamo ispirare da due concetti:
=> regala oggi ciò che vuoi vendere oggi
=> vendi ciò che vuoi regalare

VENDI CIÒ CHE VUOI REGALARE
eccola, la chiave del marketing contemporaneo.
PRIMA CONFERISCI VALORE AD UNA PROPOSTA,
POI, POI, REGALALA.
Se “la butti lì”, non ne farai percepire il valore.
Immagino che giovedì 21 durante la #giovediretta avrai qualcosa di specifico da chiedermi questo…

TERZA RIFLESSIONE
lo shampoo va fatto pagare sì o no?
MA COME TI VIENE IN MENTE,
dico io. COME.

Siamo nel 2021, non nel 1985.
In quegli anni, realtà come Jean Luis David facevano entrare la clientela adottando la stessa dinamica che usano certi supermercati ancora oggi:
IL PRODOTTO CIVETTA.
E allora la piega costava poco, poi entravi…
E PAGAVI ANCHE L’ARIA CHE RESPIRAVI.

Ma oggi… oggi…
PRIMA DI ENTRARE IL CLIENTE DEVE SAPERE CON BUONA APPROSSIMAZIONE QUANTO ANDRÀ A PAGARE.
E no, le sorprese non vanno bene. Specie quando sono brutte.
Così facendo brucerai solo un sacco di nuovi clienti… e se pensi a quanto ti costa acquisirli, beh…
NON SOLO.
GIOVEDÌ 21 durante la #giovediretta TI RACCONTO TRE SCENE.
Quella di un tuo collega che propone lo shampoo a pagamento…
Quella di un tuo collega che non propone lo shampoo…
Quella di un tuo collega che propone lo shampoo compreso…
In attesa del racconto, procediamo…

QUARTA RIFLESSIONE
i clienti mi devono sempre pagare/rendere?
Sai che cosa sono le offerte “front end” e “back end”???
… Devi saperlo anche se odi quando ti parlano in inglese qui in Italia.
Porta pazienza. È per il tuo bene.
Non ci torno su perché a questo ho già dedicato un post, questo:
https://www.facebook.com/…/permalink/2887580331347579

Ora…
QUANTO PUOI INVESTIRE PER “COMPRARE” UN CLIENTE?
… perché lo sai che è così che funziona, vero?
Conosci il tasso di turnover della tua clientela?
Sai dirmi quanti clienti nuovi entrano in media nel tuo salone, ogni mese?
Sai dirmi quanti di questi diventano clienti abituali?
Sai dirmi quanto spendono in media ogni volta che vengono (fiche media)?
Sai dirmi qual è il loro VCA – Valore Cliente Anno?
SE PENSI CHE “I NUMERI NON TI PIACCIONO” E CHE TU SEI SOLO UN ARTISTA E CHE “QUESTE COSE SONO COMPLICATE” …

TI SBAGLI TRE VOLTE.
Non male.
Ergo o entri nell’ordine di idee che
PUOI FARLO
È DIVERTENTE
TI GRATIFICHERÀ UN CASINO

(e non hai alternative)

oppure non ti resta che valutare di essere dipendente, o abusivo, o cambiare mestiere.
Credimi, non la faccio drastica, né ti sto parlando di qualcosa che accadrà fra “anni” …
STIAMO PARLANDO DI MESI.
E neanche troppi.

Quanto vale questo post?
Dipende da in quale Livello di Consapevolezza ti trovi.
Quello che ti deve essere chiaro è tutto in due assiomi:
FARE SCONTI AGLI SCONOSCIUTI TI PORTA ALLA ROVINA
REGALARE MALE … ANCHE.

Perché devi capire che
SE IL PRODOTTO È GRATIS IL PRODOTTO SEI TU
è rivolto al tuo cliente, non a te!
È RIVOLTO AL TUO CLIENTE, NON A TE!
O meglio…
MAI REGALARE SE IN CAMBIO NON SI RICEVONO ALMENO DEI DATI CHE CI CONSENTANO DI AVVIARE UNA RELAZIONE CON IL DESTINATARIO DEL NOSTRO OMAGGIO.

Se sarete in tanti e farete buone domande, magari vi racconterò una chicca che ho portato ad esempio nella #CoachingCLASS riservata agli Allievi Avanzati che abbiamo tenuto in streaming, da domenica a martedì (ti anticipo che fa riferimento a cosa dovresti fare se decidi di stampare delle news o un magazine).
Prima di lasciarti ai commenti che saranno protagonisti nella #giovediretta di giovedì 21, voglio anticiparti un trend.
Un trend che è già in atto e che è sbagliato.
Insomma, un trend che ti renderà… perché tu NON lo seguirai, a differenza dei tuoi colleghi che IGNORANO cosa sia il marketing e soprattutto a cosa serva…
Quegli stessi tuoi colleghi che oggi fanno sconti appiccicati in vetrina, moltiplicano e moltiplicheranno le loro offerte di proposte gratuite.
Consulenze gratuite…
Servizi gratuiti…
Prodotti gratuiti…
Pronta, pronto? Preparati.
Ora… nel post abbiamo capito che PUÒ AVERE ASSOLUTAMENTE SENSO regalare “cose” …
HA SENSO UNICAMENTE SE REGALIAMO LA COSA GIUSTA AL CLIENTE GIUSTO.

Il regalo giusto, il cliente giusto: profilato, educato.
Regalare roba perché lo fanno altri colleghi, vuol dire non aver capito NULLA del marketing.
Vuol dire non avere la benché minima idea di quale possa essere la STRATEGIA che ispira una AZIONE.

Ma si sa, chi non studia, scopiazza.
O non sapendo, scopiazza male.
REGALARE
LA COSA GIUSTA
AL CLIENTE GIUSTO
NEL MODO GIUSTO.

“Vendendogli” il regalo, e non “supponendo” che il regalo venga apprezzato in quanto tale.
NON È PIÙ COSÌ.
E lo sarà sempre meno.
SOPRATTUTTO CHI QUEL REGALO LO APPREZZERÀ PER CIÒ CHE RAPPRESENTA, e non per il suo valore intrinseco.

Nel marketing, il regalo sarà più apprezzato da chi non ha bisogno di riceverlo, perché può tranquillamente permettersi di acquistarlo.
Ma il valore del regalo starà PROPRIO nel modo in cui quel regalo verrà proposto…
nel modo in cui quel regalo verrà “venduto”.

Il marketing sta cambiando.
Pochi tuoi colleghi se ne stanno accorgendo.
Per questo puoi fare tutta la differenza del mondo.
Come farlo lo sai già, devi
#MettercelaTutta nel #FareleCoseGiuste

cominciando dal leggere e poi rivolgermi domande nella #giovediretta di giovedì.
… è un regalo!

BLACKFRIDAY
sì, no, perché
Cos’è il Blackfriday?
Cos’è il Single Day?
Cos’è il Prime Day?
e soprattutto…
COSA DEVI FARE TU, OGGI?
Partiamo dai presupposti.
LO SO che ti arrabbi quando ti dico che, se non sei mio Allievo (o almeno allievo di uno davvero bravo nel marketing, che sappia cosa distingue nettamente la tua da tutte le altre piccole imprese), ti mancano delle tessere del puzzle.
Lo so… eppure è così.
Puoi fare l’offeso e tirarmi il muso… oppure fare una cosa più intelligente:
SCOPRIRE PERCHÉ TE LO DICO.
Se hai scelto di scoprirlo, hai scelto bene…
continua a leggere.

QUATTRO COSE PER COMINCIARE.
La prima cosa che devi sapere è che
NON DEVI FARE SCONTI A SCONOSCIUTI.
È in assoluto uno degli errori più gravi e pericolosi che puoi commettere.
Avvicini i clienti che non ti conviene avere e, beffa delle beffe, allontani i migliori:
quelli che ti scelgono in base a più elementi e non solo in base al prezzo.

La seconda cosa che devi sapere è che
GLI SCONTI NON VANNO MAI FATTI DA SOLI.
Intanto sono validi quando si tratta di fidelizzare, prima che di conquistare.

Poi sappi che QUASI MAI, OGGI, sono sufficienti a portarti CLIENTELA IN TARGET.
Quelli che arrivano sono i cacciatori di sconti.
Che spesso sono ipercritici e pure “leoni da tastiera” (ci mettono un nanosecondo a farti una recensione negativa da qualche parte).

La terza cosa che devi sapere è che
SU SCONTI & C., AMAZON NON HA NULLA DA INSEGNARTI
Tu fai proprio un altro sport.
Per esempio, Amazon spesso fa sconti PER ACQUISIRE CONTATTI, non certo per incamerare la parte al netto dello sconto praticato.
NON SOLO.

Amazon si calcola che venda in perdita o in pareggio CIRCA UN TERZO dei prodotti che vende.
Tu potresti permettertelo?
Lo sai tu, te lo dico io: NO.
La quarta cosa che devi sapere è che se pensi
“ma la gente cerca solo sconti e prezzi bassi”
HAI TORTO MARCIO.
E il problema è che ascolti i sentiment delle persone sbagliate.
FICCATELO IN TESTA: C’è gente che guadagna migliaia di euro a settimana e NON ANDRÀ MAI a spendere 200 o più euro da un parrucchiere.
Come c’è gente che guadagna poco più di mille euro al mese e fa i salti pur di poterci andare.

QUATTRO COSE FORTI.

Non serve annuire, chiediti se in ciò che fai puoi darti quattro pacche sulla spalla…
o tre, o due, o una… o …
Perché le chiacchiere stanno a zero.
Dunque, fare sconti è inutile, pericoloso, sciocco.
Ricordatelo sempre (e se non capisci è solo perché non sei mio Allievo):
LA STRATEGIA VIENE PRIMA DELLA TATTICA.
E uno sconto è TATTICA, non STRATEGIA.
I cercatori di scorciatoie non ne vogliono sapere:
FANNO SCONTI PER RIEMPIRE IL SALONE…
E NON CAPISCONO CHE SVUOTERANNO SIA IL CASSETTO DELLA CASSA,
SIA QUELLO DELLA LORO AUTOREVOLEZZA.
Ma a volte li ammiro perché provano ad obiettare…
Io scrivo loro di NON fare sconti e loro commentano:
MEGLIO INCASSARE MENO CHE NON LAVORARE
Errore drammatico.
Insisto: un errore commesso da chi NON È mio Allievo.
Un errore in termini di immagine.
Un errore che non piace a chi “ti” paga a prezzo pieno.
Un errore in termini di numeri: LO SAI CHE SPESSO SAREBBE MEGLIO NON LAVORARE CHE LAVORARE IN PERDITA?
… Lo so che ti sembra impossibile.
Nel #ManualeSalonCoach riservato ai Parrucchieri PRO ho proprio fatto un esempio su questo.
Non solo. Pensa: la maggioranza dei parrucchieri GUADAGNAREBBE DI PIÙ … SE SMETTESSE DI SERVIRE UN 20% DEI SUOI CLIENTI.
Inutile ripetertelo… ma sì, ripetiamolo:
è un errore commesso da chi NON È mio Allievo.
PENSA UN PO’…
Tu magari eri pronto a fare qualcosa per il #blackfriday …
o lo farai lo stesso… lo faresti anche se io ti dimostrassi che sbagli a farlo.
Oh, attenzione, mica è detto che non devi proprio fare nulla!
Leggi, leggi…
Riprendo un testo che scrissi anni fa in questo Gruppo.
>>>
Cos’è il #blackfriday e perché si chiama così.
Il #blackfriday è una celebrazione americana, importata in Italia da qualche anno con grande successo. Si chiama così perché negli Stati Uniti è il venerdì dopo il Giorno del Ringraziamento e tradizionalmente dà inizio alla stagione dello shopping natalizio.
Secondo quanto si narra, si chiama “nero” perché negli anni in cui fu istituito, i registri di cassa dei negozi venivano compilati a penna: era rossa per i conti in perdita, nera per quelli in attivo.
<<<
COSA TI DICONO I MEDIA
(e qualche collega – mio o tuo – che non conosce né il marketing, né come ragionano le persone che interessano a noi)
Puoi leggere robe tipo:
“Nel nostro Paese, ben l’84% degli italiani prevede di fare acquisti, con uno scontrino medio che si aggira sui 377 euro a testa. E che sale a quota 478 euro per gli uomini e a 515 euro per le famiglie con bambini. Una percentuale che risulta essere la più alta del mondo: l’Italia segna infatti il maggior livello di partecipazione attesa, seguita da Stati Uniti (67%), Francia (67%), Australia (61%), Germania (61%), Canada (50%) e Inghilterra (47%).”
ORA TI CHIEDO:
secondo te quali marchi – attività – aderiranno al #blackfriday … e soprattutto QUALI NO?
ORA TI CHIEDO:
secondo te qualcuno potrebbe valutare se venire da te per farsi il colore… o acquistare un elettrodomestico?
ORA TI CHIEDO:
se volevi spingere novembre, e in questo post di cose ne hai imparate, specie le quattro all’inizio, NON PENSI CHE CI DOVEVI PENSARE AD OTTOBRE, con una Strategia ben definita e ben comunicata?

MENTRE LEGGI, RIFLETTI UN ATTIMO.

Perché mai dovresti fare un qualche sconto per un giorno, o una settimana, o un mese?
IN SOLDONI, quali benefici ne trarresti?
Ci sta che qualcuno dei tuoi clienti possa non essere felice del fatto che aderisci a questa cosa?
Non è che per caso incassi mille euro in più “oggi” e ne perdi nel resto del mese, o peggio perdi proprio dei clienti il cui VCA (Valore Cliente Anno) vale ben più di quanto incassi ora?
NON MI STANCHERÒ MAI DI RIPETERTELO.
Se hai abbastanza denaro puoi comprare quasi tutto…
una cosa, però, non puoi comprarla:
È LA TUA AUTOREVOLEZZA.
Mentre il tuo conto corrente bancario non può accrescere quello della tua autorevolezza, il conto corrente della tua autorevolezza può accrescere il tuo conto corrente bancario.
PIÙ SEI AUTOREVOLE, PIÙ SEI CREDIBILE, PIÙ CHI TI SCEGLIE È DISPOSTO A PAGARTI.
Tu non sei un “elettodomesticaro” (neologismo di Oscar Farinetti). Non vendi smartphone, vestiti, profumi.
VENDI ARTE.
SEI UN’ARTISTA.
SEI UN CREATORE DI AUTOSTIMA.
Ti pagano (bene) perché sei bravo e perché il tuo modo di comunicare il tuo talento vale quanto il tuo talento stesso. Se sei bravo e lo comunichi male… otterrai tanto quanto se lavorassi male.
NON TI SCELGONO PER IL PREZZO.
Se lo fanno, sono loro a fare l’affare: NON TU.
Se ti scelgono per il prezzo, difficilmente torneranno da te quando costerai il tuo prezzo intero
(le statistiche sono inesorabilmente chiare: il 98% di chi approfitta degli sconti temporanei non torna quando gli sconti vengono tolti… e spesso si sposta dove praticano sconti ancora più significativi).
DETTO QUESTO, COSA PUOI FARE?
Avendo specificato che la Strategia viene prima della tattica… cominciare adesso a pensare al BlackFriday 2021 … così da ragionarci su come si deve, con diversi mesi di anticipo.
Se invece vuoi insistere sul BlackFriday 2020…
DUE SUGGERIMENTI.

SUGGERIMENTO #1

PRIVILEGIA CHI ACQUISTERÀ ONLINE
SOLO QUEL GIORNO LÌ
E NO, NIENTE SCONTI:
OPTA PER UN OMAGGIO IMPORTANTE.
Su quale omaggio puoi fare ti invito a lasciarti ispirare dal tuo posizionamento, dalla tua differenza… dalla tua #ClientelaIdeale.
Puoi anche chiederti cosa sarebbero pronti a pagare… e regalargli “quello” … ma mi rendo conto che se non sei mio Allievo, capire questo meccanismo non è proprio intuitivo.
Nulla ti vieta di regalare una combo su gennaio, o un servizio adesso con su un omaggio riferito a gennaio.
RICORDATI CHE LA MIGLIORE PROPOSTA, COMUNICATA POCO E MALE, NON FUNZIONERÀ:
la proposta deve essere scelta con cura e comunicata in modo sistematico, potente.

SUGGERIMENTO #2

VUOI SORPRENDERLA?
REGALA, NON VENDERE.
REGALA, ANCHE INCONDIZIONATAMENTE.
Il giorno del #blackfriday sorprendila: regala, non vendere a sconto.
Fa spallucce a chi millanta affari d’oro “quel giorno lì”. Lascia pure che siano altri a proiettare un’immagine discutibile in chi è là fuori che osserva. Fregatene del fatto che le grandi aziende lo fanno: come detto, tu non sei una grande azienda, il tuo modo di fare marketing è lontano ANNI LUCE dal loro.
Per capirci, quando Amazon fa il PRIME DAY (una sorta di “blackfriday” esclusivo di Amazon), i non imprenditori pensano che lo faccia per incassare… NO: IL PRIME DAY AD AMAZON SERVE SOLO PER CONVERTIRE CLIENTI NORMALI IN CLIENTI PRIME… solo che questo chi ne sa a pacchi di marketing (come me) lo sa benissimo… chi parla di marketing pensando che coincida col “fare sconti” non ha la minima idea di che cosa io stia scrivendo.
Perciò ripetiamo: la #ClientelaIdeale
VUOI SORPRENDERLA?
REGALA, NON VENDERE.
COSA? Proponilo tu…
FORZA, SCRIVICELO TU NEI COMMENTI!
PS: se decidi di NON aderire al #blackfriday … che ne dici di scriverci su un post che vada a valorizzare il tuo modo di pensare e di lavorare … e insieme gratificare la tua #ClientelaIdeale
P.P.S.: l’11 novembre è giorno di Single Day: Il Singles’ Day è una festività cinese, nota come Guanggun Jie, che rispetta un principio: festeggiare la propria indipendenza da eventuali legami affettivi. Sì, in sintesi è la giornata dei single che si festeggia l’11 novembre. Non a caso il numero uno indica individualità.